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Acqua tiepida sotto un ponte rosso
Giudizio della redazione: 7,5
Giudizio dei lettori: n.v.
Alla fine di marzo del 2002 è uscito nelle sale italiane l'ultimo film di Imamura Shouhei, Acqua tiepida sotto un ponte rosso (Akai hashi no shita no nurui mizu, Giappone/Francia, 2001), ispirato all'omonimo romanzo di Henmi You. Tra gli interpreti troviamo Yakusho Koji (Sasano Yosuke) e Shimizu Misa (Aizawa Saeko).
La trama. Yosuke, un impiegato sui quarant'anni, a causa della crisi economica si ritrova senza lavoro; la moglie decide quindi di lasciarlo, chiede il divorzio e si porta via il bambino. Come se non bastasse, muore anche il suo vecchio amico Tarou, una filosofo vagabondo che vive sulla riva del fiume. Una volta gli aveva raccontato di aver nascosto, molti anni prima, in una casa con un gelsomino cinese situata accanto a un ponte rosso nella penisola di Noto, un Buddha d'oro rubato in un tempio, contenuto all'interno di un vaso. Tarou gli aveva chiesto di andare a cercarlo al posto suo: glielo avrebbe regalato in cambio del racconto del viaggio. Yosuke, senza soldi e con tanto tempo libero, decide quindi di mettere in pratica la promessa fatta all'amico e parte per la penisola di Noto. Riconosce la casa "sotto il ponte rosso" e ne vede uscire una ragazza, la bella Saeko: non osa accostarla, ma la incontra per caso in un supermarket dove la sorprende a rubare. Quando lei sparisce, trova un orecchino per terra e, cosa bizzarra, una pozza d'acqua. Yosuke ritorna alla casa del gelsomino cinese, dove lo accoglie una vecchia, Mitsu, una sorta di sciamana che scrive continuamente oracoli. Dopo aver restituito a Saeko l'orecchino d'oro, accade un fatto strano. Saeko seduce Yosuke, che non le resiste. La donna, al momento dell'orgasmo, produce un incontenibile scroscio d'acqua, che rende pescosi i fiumi e fa sbocciare i fiori. Questo misterioso comportamento, un surreale elogio della fertilità femminile, permetterà all'uomo di ritrovare a poco a poco la propria vitalità. Yosuke si dimentica quasi della storia del tesoro e, avendo trovato lavoro come pescatore, decide di stabilirsi lì, memore anche delle parole di Tarou, che gli illustravano i benefici del piacere fisico. Yosuke fa molti altri incontri interessanti, tra cui uno studente senegalese che fa il maratoneta. Questo film è un antidoto al male di vivere, un solare inno alla vita. Non bada tanto a creare una storia realistica, abbandonandosi spesso alla fiaba e alla poesia, ma che non perde occasione per denunciare il conformismo, il razzismo, il materialismo e l'odio per la differenza della società giapponese. In esso si riconoscono alcuni temi cari al registra (la donna, il sesso, la mitologia, le tradizioni), mentre la trama rispecchia, a tratti, quella di Unagi e di altri film.
Il regista. Imamura Shouhei è nato a Tokyo il 15 settembre 1926 da un padre medico. Durante la guerra, suo padre non poté essere arruolato, ma i suoi due fratelli maggiori vengono mobilitati e il più grande muore al fronte. Dopo una giovinezza trascorsa negli ambienti del mercato nero, della piccola teppaglia e delle prostitute, e la sua bocciatura all'esame d'ingresso alla Facoltà di Agraria dell'Università Nazionale di Hokkaido, entra in una scuola tecnica a Tokyo che lascia poi per l'Università Waseda, dove studia la storia e il teatro occidentale. Nel 1951 termina gli studi. In quel periodo, si occupa di teatro universitario e monta degli spettacoli che scrive lui stesso: di tanto in tanto, recita accanto a Ozawa Shoichi, Kitamura Kazuo e Kato Takeshi, che saranno tra i suoi attori prediletti quando comincerà a girare. Lo stesso anno, entra alla Shochiku (uno dei grandi teatri di posa cinematografici giapponesi) come assistente alla regia niente meno che di Ozu Yasujirou (per i film Tarda primavera, Il gusto del sakè e Viaggio a Tokyo) e di Kobayashi Masaki e Nomura Yoshitaro. Nel 1954, lascia la Shochiku per andare alla Nikkatsu, un altro grande teatro di posa, sempre come assistente alla regia. Vi ritrova Kawashima Yuso, del quale diventa co-sceneggiatore per Bakumatsu Taiyoden (Cronaca del sole alla fine dell'epoca feudale). Nello stesso tempo è assistente di Yamamura So per Kanikosen (Marea nera) e di Tanaka Kinuyo per Fiori d'equinozio. Gira il suo primo film nel 1958: Nasumareta Yokubo (Desiderio rubato). Nel 1965, crea la sua società, la Imamura Production, che è una delle prime a produrre film indipendenti. Allarga le proprie attività dedicandosi ampiamente alla realizzazione di documentari. Nel 1975 fonda l'Istituto del Cinema e della Televisione a Kawasaki. Oggi Imamura presiede ancora questo istituto che è diventato l'Accademia Giapponese delle Arti Visuali. Unico regista giapponese a conquistare due volte la Palma d'Oro a Cannes (nel 1983 con La ballata di Narayama e nel 1996 con Unagi), Imamura ha portato sul grande schermo storie di gente comune, di emarginati e sopratutto di donne, mostrando la "tradizione reale" del Giappone in contrasto con l'immagine poetica che ne hanno dato i più celebrati maestri del cinema nipponico. Secondo Imamura, il XXI secolo sarà il secolo della donna:
In tutti i film che ho diretto nel secolo precedente mostravo delle donne dal carattere molto forte che accettavano il loro destino in un mondo che all'epoca non accordava loro alcun ruolo determinante nella società, o che vedeva in esse che degli esseri semplicemente e in tutto inferiori agli uomini. Ricordatevi di Orin, la vecchia di La ballata di Narayama. Non si oppone alle leggi ancestrali del suo villaggio che eliminano i vegliardi della comunità. Colpisce gli abitanti del villaggio non solo per la sua accettazione della legge, ma anche per la nobiltà con la quale le obbedisce. Haruko, in Porci, geishe e marinai, non è mai disperata neanche dopo essere stata stuprata da un militare americano. L'eroina di Akai satsui viene violentata da molti uomini, ma cerca malgrado tutto di ritagliarsi una felice vita familiare. Da cosa dipende la forza di queste donne? Proviene dalla loro particolare natura? Io amo pensare piuttosto che usino una straordinaria potenza di rifiuto subendo ciò che non possono accettare. L'eroina di Zegen rinuncia all'amore degli uomini. Come può essere così coraggiosa? Volevo indagare su cosa riposi questa natura profonda delle donne attraverso la mia interpretazione del romanzo di Henmi Yo.
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Filmografia
1958 Nusumareta yokujou (Desiderio rubato)
Nishi Ginza eki mae (Davanti alla stazione di Ginza ovest)
Hateshi naki yokubou (Desiderio inappagato)
1959 Nianchan (Il mio secondo fratello)
1961 Buta to gunkan (Porci e marinai)
1963 Nippon konchuuki (La donna insetto)
1964 Akai satsui (Desiderio peccaminoso)
1966 Jinruigaku nyuumon (I pornografi)
1967 Ningen jouhatsu (Un uomo svanisce)
1968 Kamigami no fukaki yokubou (Profondo desiderio degli Dei)
1970 Nippon sengoshi - Madamu onboro no seikatsu (Storia del dopoguerra raccontata da un'hostess bar)
(Storia del Giappone raccontata da una barista)
1975 Karayukisan (Costruzione di una prostituta)
1979 Fukushuu suruwa ware ni ari (La mia vendetta)
1981 Eijanaika (Perché no?)
1982 Narayama bushikou (La ballata di Narayama)
1987 Zegen (Il signore dei bordelli)
1989 Kuroi ame (Pioggia nera)
1997 Unagi (L'anguilla)
1998 Kanzou sensei (Dr. Akagi)
2001 Akai hashi no shita no nurui mizu
(Acqua tiepida sotto un ponte rosso)
Shimizu Misa. Nata a Tokyo il 25 settembre 1970, è una delle più conosciute attrici giapponesi. Debutta nel 1987 e riceve il Premio per la migliore giovane speranza per Shiko funjatta (Sumo sì, sumo no). Recita poi in numerosi film e programmi televisivi soprattutto con la NHK. Ha lavorato per Imamura in Unagi e in Dr. Akagi.
Filmografia
1987 Shonan bosozoku, di Yamada Taiki
1990 Inamura Jean, di Kuwata Yasuke
Isansozoku, di Furuhata Yasuo
Bakayaro! Henna Yatsura, di Morita Yoshimitsu e Hasegawa Yasuo
1991 Jutai, di Kokudo Mitsuo
1992 Shiko funjatta, di Shubo Masayuki
Mirai no omoide, di Morita Yoshimitsu
1993 Okoge, di Nakajima Fumihiro
1994 Nettai Rakuen Club, di Takita Yojiro
1995 Yon Shimai monogatari, di Honda Masahiro
1996 Gerendega Tokeruhodo Koishitai, di Hiroki Takakazu
Unagi, di Imamura Shouhei
Gimu to engi, di Ichikura Haruo
1997 Dr. Akagi, di Imamura Shouhei
1998 Ningen Isu, di Mizutani Toshiyuki
1999 Second Chance, di Mizutani Toshiyuki
2000 Denen no yutsu, di Kawahara
2001 Akai hashi no shita no nurui mizu di Imamura Shouhei
Yakusho Koji. Nato a Nagasaki il 1° gennaio 1956, nel 1983 recita il ruolo principale in Tokugawa Ieyasu, il celebre sceneggiato della NHK e riceve il premio di Giovane Speranza Erandor. Nel 1988 debutta al cinema come interprete principale di Kikan Jyoho/Another Way. Recita poi in Orora no shita de nel 1990. Nel 1995 ottiene il premio per la migliore interpretazione maschile Mainichi per il film Kamikaze taxi. Nel 1996, soprattutto per Shall We Dance? e Nemuru otoko, ottiene molti premi per la migliore interpretazione. Interpreta il ruolo di protagonista in Unagi. Lo stesso anno ottiene il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Tokyo per Kyua di Kurosawa Kiyoshi. Nel 2000 è uno degli attori principali di Eureka di Aoyama Shinji. In Italia è conosciuto soprattutto per la sua interpretazione in Tampopo.
Filmografia
1985 Tampopo, di Itami Juzo
1988 Kikan jyoho/Another Way, di Yamashita Kosaku
1990 Orora no shita de, di Goto Toshio
1992 Benirenka, di Watanabe Juzuru
Kyokuto kuro shakai, di Baba
1994 Osaka Gokudo Senso, di Konno
Kamikaze taxi, di Harada Masato
1996 Shall We Dance?, di Subo Masayuki
Nemuru otoko, di Oguri Kohei
Shabu gokudo, di Konno
Unagi, di Imamura Shouhei
1997 Shitsu rakuen, di Morita Yoshimitsu
1998 Kyua, di Kurosawa Kiyoshi
Kizuna, di Negishi Yoshitaro
Tadonto chikuwa, di Ichikawa Jun
1999 Ningen gokaku, di Kurosawa Kiyoshi
Kinyu fusyoku rettojubaku, di Harada Masato
2000 Karisuma, di Kurosawa Kiyoshi
Doraheita, di Ichikawa Kon
Eureka, di Aoyama Shinji
2001 Akai hashi no shita no nurui mizu, di Imamura Shouhei
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