 
Schede correlate
Sol mutante Sol mutante è un saggio sul Giappone contemporaneo, sulla sua vena pulp, che analizza la cultura popolare e in particolare le espressioni delle sottoculture giovanili (espressioni di tipo cinematografico, musicale, letterario, fumettistico, ma anche moda, cronaca nera e rosa). Parla di fenomeni da divorare velocemente e di emarginati che non vogliono essere divorati. Racconta un luogo dove le coordinate di Estremo Oriente tendono a incontrarsi e dissolversi in quelle di Occidente estremo...
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Aidoru
Vecchie e nuove stelle del firmamento giapponese
di Paolo Blasi
9 maggio 2002. Il termine giapponese aidoru indica una persona, generalmente di giovane età, che ha raggiunto uno status sociale ed una notorietà a livello nazionale di tutto rispetto e rappresenta un modello verso cui riferire le proprie aspettative future e verso il quale tendere. Il termine deriva dal francese "idol", pronunciato secondo la dizione inglese e scritto con fonemi katakana; di conseguenza, i fan di un aidoru sono detti aidorian. In questo ambito fenomenico esistono, come si vedrà anche più avanti, molte sfaccettature del termine, relative per lo più a differenti "classi" di notorietà ai quali è possibile riferirsi. Sussistono, difatti, come in molte parti del mondo, aidoru più noti e meno noti che sono classificati in base alla "comunità" (in virtù degli usi e costumi sarebbe più corretto definirli con un "popolo") di aidorian che ne segue le vicissitudini e che parteggia per il proprio preferito. Naturalmente un aidoru non nasce da solo, in virtù del suo carattere dominante come accade per taluni personaggi noti, ma è costruito a tavolino tramite ricerche di mercato e accurati studi delle presenti mode in modo da soddisfare quella richiesta latente che è insita nel popolo giovanile. Tale ricerca è volta ad esaurire quel lato di consumo che spinge le giovani leve della società a dedicarsi al consumo. Come accennato il carattere dominante di un aidoru è la sua apparente uguaglianza agli altri giovani, dai quali si differenzia per la vita agiata che conduce. Questo carattere differenzia il concetto di aidoru da quello esistente per i maggiori personaggi dello spettacolo al livello mondiale i quali si trovano in condizioni di netta differenza dai propri fan. Questa differenza segna un limite invalicabile verso lo status degli interpreti dello spettacolo, ad esempio, status dovuto a talenti naturali o acquisiti nel tempo (o anche dovuti unicamente alla notorietà), che di fatto non potrà mai essere eguagliato dai fan, relegandoli in una posizione unicamente di ammirazione. Gli aidoru sono espressamente più vicini ai propri aidorian perché ne rappresentano in un certo senso il sogno tangibile: sogno in virtù delle rosee aspettative di vita e tangibile per la rappresentazione comune che essi stessi riconoscono. Molto spesso gli aidoru mantengono corrispondenza con i propri fan aiutandoli, con consigli televisivi dettati dai propri managar, sui comportamenti nelle situazioni più difficili, in particolar modo per quelle sentimentali. E' bene dire che gli aidoru non hanno un'implicita definizione sessuale, sono per lo più il prodotto di usi e costumi imposti, saggiamente, da operatori che lavorano dietro le quinte; la propria essenza è difatti costituita da giovani adolescenziali che leggono un copione, hanno gusti, preferenze e vestiti prestabiliti. Un aidoru potrebbe essere definito come un "contenitore vuoto", nel momento della sua nascita al quale il talent scout di turno applica un "imprinting" capace di proporre usi e costumi societari validi per il momento di lancio. Così facendo, gli aidoru hanno una vita molto breve, raramente superiore ai 5 anni, per lo più dettata da mode transitorie e relative ai gusti, non sempre espliciti o espressi, del popolo giovanile. Come è possibile intuire, gli aidoru non sono altro che un "cibo preconfezionato" per un popolo di giovani che segue le vicende, per lo più televisive, di questi personaggi. La continua creazione di "figure cibo" segue per lo più logiche commerciali, rimpiazzando i caduti (sarebbe meglio dire gli uccisi) in un balletto che tiene banco da molti anni. Dietro ogni aidoru vivo o scomparso, persiste e sussiste una larga macchina di mercato che produce oltre ai vari gadget anche accessori personali, foto segrete, notizie indiscrete della vita privata di queste persone. Un fenomeno presente in altre parti del mondo, anche se non così esteso ed intricato. Difatti un aidorian giapponese può arrivare ad avere anche cento aidoru per i quali nutre e segue le vicende e verso i quali è disposto a spendere notevoli cifre per avere notizie fresche ed attendibili. Altro aspetto particolare consiste per la venerazione verso l'oggettistica dell'aidoru: un vero aidorian sarebbe disposto a molto più per avere un oggetto realmente personale del proprio aidoru preferito: frugare nella spazzatura, contattare parenti più o meno lontani, corrompere funzionari per accedere nel camerino personale, sono solo alcuni degli espedienti messi in atto. Mentre a talune persone questi sembrerebbero solo eccessi dettati dalla perdita del proprio controllo per un aidorian non sono altro che "semplici" mezzi per ottenere ciò che più conta: un emblema del proprio idolo. In alcuni casi non è possibile avere tutto questo perché materialmente non esiste. Si tratta di un'ultima, puramente per ordine cronologico, forma di aidoru, quelli più tecnologici: gli aidoru virtuali. Questo fenomeno dualistico di tipo estremo, esprime da un lato il livello tecnologico del paese e dall'altro la sua passione verso mutevoli figure di questo tipo, gli aidoru per l'appunto. In tal modo è infatti possibile avere un repertorio illimitato di "figure" come archetipi delle mode transitorie ed attori: immortali, instancabili, eterei, immotivati e senza bisogni, ambiti di perfezione nei limiti della tolleranza commerciale imposta. Il primo caso che è possibile citare è quello di Kyoko Dk 96 (in cui "Dk" rappresenta un acronimo per "Digital Kind" e 96 è l'anno in cui vi è stato il lancio sul mercato) prodotta dalla Hori-pro, una delle più importanti agenzie di modelle giapponesi. Kyoko non esiste, ma è un primo tentativo, iniziato nel 1995, di immettere sul mercato un nuovo software multimediale (l'ambizione iniziale era quella di interagire ubiquitariamente attraverso un essere animato dotato di intelligenza artificiale superiore) che soppiantasse lo strapotere delle stelle giapponesi dei manga. Ben presto il progetto si è evoluto diventando un evento di maggiore portata. I padri di Kyoko (Tatsuya Kosaka, Toshihiro Aramaki e Tomoya Tomadechi), difatti, prospettano per questo progetto un futuro piuttosto roseo: Kyoko "vive" con il supporto dei suoi fan che le scrivono a migliaia ai quali risponde puntualmente. Della sua vita si conosce poco, ma continui dettagli sono aggiunti periodicamente, riprendendo in questo il fenomeno visto in precedenza. Della sua vita si conoscono già numerosi dettagli come: età, peso, corporatura, indole, gusti, vita passata (genitori, studi, etc.), oltre a numerosi video clip nei quali recita le sue canzoni. Il suo primo album è uscito nel novembre del 1996 (il titolo è "Love communication") supportato a distanza di pochi mesi dal primo videoclip, nel quale cammina per le strade, reali, di Tokyo e New York. L'azienda ha puntato molto della sua compagna promozionale su quello che è per i giovani un aspetto cruciale della loro esistenza: le relazioni interpersonali. Kyoko, infatti, si propone come una ragazza come tante (il punto fondamentale di un aidoru), che però ha avuto la fortuna di scoprire il suo talento nella musica e per questo ora vive agiatamente. Tutto porta a supporre che sia possibile interagire con lei aspettandosi che si comporti come un essere vivente: molti suoi ammiratori hanno difatti iniziato a considerarla tale. Non sembrerebbe possibile, ma anche per questo aidoru valgono le stesse regole precedenti; anzi, in questo caso siamo di fronte ad un esempio unico, che può seguire alla lettera il copione imposto e per la quale non esistono metri di paragone se non la perfezione. Molti dei suoi ammiratori la considerano talmente reale da poter affermare di esserne innamorati pur conoscendo il vizio di forma della sua natura. Gli argomenti delle e-mail che riceve riguardano per lo più problemi adolescenziali che lei stessa cita nelle sue canzoni. I suoi fan di sesso femminile si identificano in lei, mentre i ragazzi sono attratti dalla sua perfezione estetica. Proprio questo era l'intento della casa produttrice: creare un simbolo giovanile che raccolga gli aspetti più sentiti dai giovani e rappresentarlo in una forma piacevole ed accattivante. Parrebbe questo, infatti, l'ultimo prodotto della società tecnologica capace di convogliare, in flussi diretti, le necessità di un popolo adolescenziale sempre in cerca di nuovi bisogni.
Bibliografia
Furnari, Rosa Isabella e Griner, Massimiliano. 1999. Otaku. Castelvecchi, Roma.
Girello, G. 1997. Aidoru. Mondadori, Milano.
Gomarasca, Alessandro e Valtorta, Luca. 1996. Sol mutante. Costa & Nolan, Genova.
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