Qual è lo scopo di questo sito Dizionario enciclopedico Tesi di laurea Progetto Kaguya Guida ai ristoranti giapponesi in Italia Se vuoi prenotare un albergo in Giappone o altrove
Prodotti acquistabili



Schede correlate

Mazinga nostalgia
Un libro per molti versi straordinario e che l'immediato successo di vendite ha decretato come l'evento più interessante nel mondo della critica del fumetto e dell'animazione. In un solo anno la prima edizione era già esaurita...
Leggi la scheda su Mazinga nostalgia

Otaku
La parola giapponese otaku significa "casa altrui", ma ha assunto un significato nuovo e diverso a partire dagli anni '80. La nuova accezione di otaku indica, per lo più, dei giovani appassionati di fumetto e animazione giapponese che trascorrono la maggior parte del loro tempo in casa, coltivando questo loro interesse...
Leggi la scheda su Otaku


<< Torna al Dizionario - Lettera: A


Commenta la pagina
scrivendoci una mail

Stampa la pagina
in versione testo

Segnala la pagina
ad altra persona


Anatomia di Pokémon
Cultura di massa ed estetica dell'effimero fra pedagogia e globalizzazione
a cura di Marco Pellitteri
Edizioni Seam, 2002
pagine 290


Giudizio della redazione: 7,5
Giudizio dei lettori: n.v.

Si tratta di un libro multidisciplinare curato da Marco Pellitteri, studioso dei mass-media, già noto ai lettori per la pubblicazione di Mazinga Nostalgia, affascinante e poderosa trattazione sui valori e linguaggi della "Goldrake-generation". Gli altri interventi sono firmati da Gianna Marrone, Barbara Benigni, Giulio Cuccolini, Ermanno Detti, Andrea Felice, Umberto Francia, Loredana Lipperini, Roberto Maragliano, Richard Marschall, Cristiano Martorella e Claude Moliterni. Il volume è stato adottato come libro di testo dall'Università degli Studi "Roma Tre" (corso di Letteratura per l'infanzia).
Di particolare interesse per gli studiosi della cultura giapponese sono le parti dedicate all'analisi della cosiddetta "cultura kawaii" curate da Marco Pellitteri e dal nipponista Cristiano Martorella. Marco Pellitteri propone un'innovativa indagine che parte dall'analisi semiotica dei fenomeni multimediali per giungere a una precisa identificazione dei modelli culturali (giovanili e adulti). Un'analisi approfondita e pertinente che Pellitteri riassume con il nome di "estetica kawaii e modelli di sviluppo intermediale". In forte dissenso con le attuali proposte d'interpretazioni del fenomeno kawaii sono i paragrafi di Cristiano Martorella. In particolare sull'uso e l'abuso del concetto di cultura kawaii:

Questo ideal-tipo è servito a orientarsi abbastanza bene nel magmatico e sempre mutevole mondo giovanile giapponese, ma più spesso ha offerto problemi di carattere generale quando si è cercato di comprendere il comportamento delle diverse generazioni di giapponesi considerate simultaneamente, e non ha fornito nessun tipo di spiegazione plausibile sulla società giapponese contemporanea complessiva. Ciò ha contribuito a tenere separati gli studi antropologici sulla cultura dei consumi e dei mass-media dagli studi sociologici di carattere generale, creando un certo ritardo nella comprensione dei fenomeni ed etichettando come "subcultura" ciò che non rientrasse nel modello più ampio e generale della società giapponese.

Questo affondo critico apre una questione e un dibattito apparentemente ignorato dagli studiosi della cultura giapponese che tendevano a vedere certi fenomeni come devianze, ma costituisce anche un monito per chi intende costituire lo studio della cultura giovanile giapponese come settore isolato e autoreferenziale. Marco Pellitteri traccia un'analisi partendo dal conflitto generazionale e svelando aspetti tralasciati del fenomeno kawaii:

La cultura kawaii possiede peraltro, come abbiamo visto, molti degli stessi canoni estetici e valori della cultura del samurai, senza però essere riconosciuta come cultura valida dalle generazioni che abbiano sorpassato i quarant'anni. [...] Ma di fatto, all'etica del samurai non crede quasi più nemmeno la maggior parte degli adulti, dunque in pratica i giovani giapponesi stanno combattendo una battaglia ideologica e generazionale contro un fantasma, dato che a tutt'oggi la cultura del samurai non esiste se non come mero ideale: ciò aiuta a spiegare come mai i movimenti di contestazione ideologica giovanile in Giappone, contrapponendo la cultura kawaii alla cultura del samurai, di fatto non facciano altro che mantenere, in maniera direi gattopardesca, la stabilità dei valori tradizionali giapponesi.

Una lusinghiera recensione della rivista scolastica "Bambini", pubblicata dalle Edizioni Junior, ha messo in risalto il valore scientifico del libro.

Anatomia di Pokemon è dunque un volume che intende approfondire una serie di temi che si presentano determinanti nel contesto attuale. Nell'ambito della pedagogia manca ancora uno sviluppo serio e articolato che sappia affrontare le questioni sollevate dall'animazione e dai prodotti commerciali dedicati ai bambini. Questo libro fornisce l'occasione per gettare le basi di una simile indagine scientifica.(1)

Un'altra recensione positiva, a firma di Adolfo Gente, è apparsa sulla rivista "Il Pepeverde". Anche in questo caso si mette in evidenza il valore scientifico del libro.

Siamo, comunque, in presenza di un'opera ponderosa, perché completa; di una ricerca particolarmente articolata, perché scientificamente rigorosa; di uno studio, di una testimonianza significativa e sintomatica di una certa cultura, oltre che di un fenomeno socio-culturale e di massa, perché strumento utile e indicativo per studiosi in genere, operatori scolastici e animatori culturali in specie.(2)

Note

1. Redazione. Recensioni, in "Bambini", anno XVIII, n. 6, giugno 2002, Edizioni Junior, p. 51.
2. Gente, Adolfo. Gli strumenti, in "Il Pepeverde", n. 14, 2002.
Chi scrive su Nipponico Come previsto dalla nuova Legge sull'editoria Come funziona la trascrizione del giapponese su Nipponico Valuta la possibilità di fare pubblicità su Nipponico Inserisci Nipponico nel tuo bookmark