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Anno 2000
Il Giappone, come tutti i paesi più avanzati, dipende pesantemente dall'informatica. Bisogna dire però che lo sviluppo dell'informatica in Giappone si è differenziato significativamente dal modello americano, sia per proporzioni che per filosofia. Di conseguenza, anche l'approccio giapponese verso il problema dell'Anno 2000 si è discostato significativamente. Il Giappone si trova a gestire situazioni oggettivamente complesse: la East Japan Railway, la compagnia ferroviaria della regione di Tokyo, è la prima al mondo come numero di passeggeri trasportati, con una concentrazione incredibile di linee e treni in transito in un'area relativamente piccola. L'ultimo giorno dell'anno, molta gente usa i treni per recarsi ai templi. Il Giappone, inoltre, è più legato alla tecnologia di altre nazioni: pensate solo alle porte automatiche, agli impianti di condizionamento e così via, presenti dappertutto. Nonostante ciò, sembra che la conoscenza sull'argomento sia stata minore e minori siano stati gli sforzi per trovare soluzioni al problema. Terrie Lloyd, editore della rivista Computing Japan, è convinto che il governo non abbia dato grande importanza al problema perché non ne ha bisogno: negli Stati Uniti temevano i disordini sociali; in Giappone, società molto più ordinata e abituata a convivere con catastrofi naturali come i terremoti, non accadrebbero comunque. D'altra parte, molte attività - pensate ad esempio alle banche - sono condotte ancora in modo inefficiente, cioè a mano: ciò significa meno possibilità di problemi. Inoltre, poiché la rivoluzione informatica è avvenuta più tardi rispetto agli Stati Uniti, molti sistemi sono più recenti e hanno richiesto minori correzioni. Nonostante le molte critiche ricevute dal resto del mondo, l'unità di crisi governativa ha comunicato che soltanto alcune decine di problemi minori si sono verificati nelle prime ore del 2000. Un test condotto su circa 2.500 aziende e organizzazioni ha rivelato che poco più dell'11% di esse ha subito qualche problema legato all'Anno 2000 nei primi tre mesi dell'anno.
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