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Architetture dal Giappone
Disegno, progetto e tecnica
a cura di Marco Filippucci, Fabio Bianconi e Paolo Verducci
Edizioni Gangemi, 2006
pagine 306
Nell'ultimo secolo, il Giappone è stato un punto di riferimento nell'universo artistico e progettuale internazionale. Sempre più gli stilemi architettonici nipponici sostituiscono di nascosto quel modello dominante americano: fumetti e cartoni animati sono entrati nel substrato culturale dell'ultima generazione, eterei e leggeri, ma solo falsamente innocenti nella loro ineffabilità formale. Così la concezione di un'architettura aperta e dinamica, la crisi del freddo modello della casa come macchina e le manifestazioni di architetture separate ma integrate con lo spazio esterno sono multiformi aspetti di una cultura globalizzata che sempre più si lascia sedurre dal mistero velato del paese del Sol Levante. Troppo spesso però ci si trova a relazionarsi con questa cultura che non può entrare in tanti degli schemi propri del mondo occidentale: una storia, un ambiente, una società, un linguaggio diverso si sintetizzano in una cultura progettuale unica; al contempo la stessa affascina per una modernità coincidente frutto di un percorso indipendente. Celata dietro la finta immagine della globalizzazione, l'architettura giapponese parla ancora la sua unica poetica: come l'attore del teatro lirico nipponico è capace di arricchire quella statica immagine della maschera attraverso piccoli movimenti che sfruttando le ombre esprimono ogni istante quel determinato sentimento nascosto, così l'architettura contemporanea non perde mai il suo richiamo al mondo degli dei, i kami, quel senso di sacro e di vita che pervade tutto e che è stato ben esplicitato nell'antico nome del Giappone, "Kami no kuni, il "paese degli Dei". Il libro cerca allora di scoprire e svelare questa ricchezza gelosamente protetta: dapprima sono gli stessi eroi del mondo progettuale giapponese (tra cui Ando Tadao, Ito Toyo e Kuma Kengo) che attraverso inedite interviste ci donano quel "filo di Arianna" che salva il ricercatore, avventuriero nel labirinto interpretativo della progettazione nipponica. Poi le tanto diverse esperienze di vita ci permettono di vedere il Giappone "dal di dentro": ci racconta il Giappone dapprima Marco Filippucci, curatore del libro e giovane ragazzo che a vent'anni si trova ad entrare in un mondo tanto diverso; è poi la volta di Stefano Mirti che in forma arguta, ironica e stimolante nel suo "Tokyo Diary" mette a fuoco in tanti aspetti pratici quella stessa cultura che viene a galla nel mondo della progettazione; conclude questa sezione Nazareno Cometto, architetto "alla corte" di Kurokawa che racconta l'intrecciarsi della sua esperienza lavorativa con la grandezza di un maestro che tanto ha dato all'interno del dibattito internazionale. Il successivo passo di questo lavoro è quello di dare le prime interpretazioni a questo mondo: Fabio Bianconi mette a confronto società, linguaggio e disegno, quindi Luigi Gazzola analizza i flussi tra le nostre due culture, prestando particolare attenzione agli spesso dimenticati "export" dal Giappone verso l'Occidente che tanto hanno dato allo sviluppo del pensiero moderno. Conclude questa sezione Leone Spita con un saggio sulla diversa ed ineffabile ultima generazione. A questo quadro si aggiunge poi il contributo di Paolo Verducci e Marco Mezzi che analizzano il mondo progettuale giapponese soffermandosi sulle relazioni tra costruito e tecnica. Il primo tratta del rapporto tra architettura tecnica e dettaglio, il secondo analizza l'evoluzione del rapporto tra i carpentieri prima e gli ingegneri poi con Namazu, la divinità dalla forma di un gigante "pesce gatto" che si trova nelle viscere della terra, causa dei tanto frequenti terremoti. L'ultima e più consistente parte, di cui è autore Marco Filippucci, traccia la strada di un cammino di ricerca che parte dall'analisi del contesto di riferimento, del luogo, della storia, della cultura antica e contemporanea del Giappone: dalla poetica visione del mondo e della natura shintoista, si passa via via ad analizzare quella evoluzione e quella ricchezza che troverà in particolare nella villa Katsura un "punto di accumulazione" estetica unico al mondo. Quindi un serio corpo di esempi progettuali di edifici contemporanei raccolti in 40 schede integrano e svelano il significato di un linguaggio progettuale tanto ricco quanto diverso, analizzato nei suoi singoli, difficili ma importantissimi termini (Ma, Oku, Miegakure, etc.). La ricerca si conclude con uno studio sull'esperienza del vuoto, tanto diverso dalla nostra concezione di assenza quanto determinante nell'architettura giapponese. Uno studio quindi approfondito, complesso e integrato, alla ricerca del "paese degli Dei", di quel mondo incantato e misterioso, ricco di poesia, che, seppur lontano, come le stelle per i "navigatori" può comunque indicare la via a chi guarda in alto per andare lontano, per scoprire la strada che porta verso nuove avventure o quella che li riconduce a casa.
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