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Baburu
I figli della Grande Bolla
di Karl Tarou Greenfeld
Instar Libri, 1995
pagine 352
Giudizio della redazione: 7,0
Giudizio dei lettori: 8,4
Per bolla si intende la grande speculazione finanziaria degli anni '80, che portò il Giappone a livelli di ricchezza ineguagliabili in altre parti del mondo. Nel 1989 il valore immobiliare di Tokyo superava quello degli interi Stati Uniti. "Solo gli idioti e gli stranieri non si sono arricchiti nei giorni della grande bolla" sentenziava un broker giapponese. Ma il libro di Greenfeld è tutt'altro che un saggio economico e finanziario, esso è un resoconto delle storie della gioventù giapponese che, stordita da un benessere parossistico, segue stili di vita dettati dalla ricerca dell'effimero. Nei dodici capitoli del libro Greenfeld narra spezzoni di vita di personaggi autentici e insoliti, quasi irreali se non si considerasse la stranezza del mondo metropolitano di Tokyo. Le bande di bosozoku (i teppisti sulle motociclette), i giovanissimi pusher accecati dal richiamo violento del denaro, i traffici indisturbati della yakuza, le jokyuu (intrattenitrici dei locali alla moda), gli hackers, le ragazzine illuse da sudaticci registi di porno film, rocker in erba, etc. Un universo vivido e fremente ma anche inquieto e sordido. A volte persino eccessivo. L'autore, nato a Kobe da madre giapponese e padre americano, ha vissuto a Los Angeles e New York ed è tornato in Giappone nel 1988. Evidentemente credeva di trovare un paese come narrato dalla tradizione, il paese dei ciliegi, degli shamisen, degli ikebana, dei kimono, delle geisha, degli impiegati. Conosce invece una metropoli ultramoderna in cui si fonde l'illegalità alla noia, la droga al sesso, i soldi alla violenza. Vite disperate, soffocate dalla nazione-azienda. Greenfeld racconta delle loro illusioni e delle loro amare sconfitte, regalandoci momenti di vita di un Giappone mai visto prima. Questo libro cambia la percezione occidentale del Giappone come di una società ordinata, controllata e non violenta. Ma per quale motivo meravigliarsi? Tokyo non è forse simile in questo alle altre città metropoli del mondo? Non sono uguali, per esempio, i traffici della droga controllati dalla criminalità in città lontanissime e diverse come New York, Mosca, Manila, Napoli, Rio de Janeiro? Purtroppo ci sono molte somiglianze nel nostro ormai piccolo pianeta. E dunque sarebbe sbagliata una lettura unilaterale. Questo realistico (ma non sempre reale) reportage romanzato sul Giappone contemporaneo (simile al Giappone narrato da Murakami Ryuu nel film "Tokyo Decadence"), ci prospetta un futuro che non appartiene solo alla società giapponese. Da segnalare le belle tavole futuristiche dell'architetto Shin Takamatsu e la copertina coloratissima che utilizza le fotografie di Ringan Ledwidge. Vale la pena di dare un'occhiata a questo libro-inchiesta scritto con un linguaggio agile e semplice.
Bibliografia
Gritella, R. Baburu. I figli della Grande Bolla. "L'Indice", n. 3, 1996.
Martorella, Cristiano. Il Giappone inquieto. "Sushi", settembre 1997.
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