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Chindougu
Dougu significa strumento, utensile. Chin è la lettura on di mezurashii. Mezurashii significa insolito, inusuale, curioso, singolare. Potremmo quindi tradurre chindougu con "utensile curioso" oppure "oggetto inusuale". La si può definire come l'arte dell'idea inutile. Pensata per risolvere i fastidiosi problemi della vita moderna, è composta da oggetti kitsch a metà tra il divertente e il demenziale. Ma non fate l'errore di pensare al chindougu come ad una semplice vetrina delle stupidaggini, sarebbe riduttivo.
Nata nel 1980 per opera del giapponese Kawakami Kenji come nuova forma d'arte, si è propagata silenziosamente in tutto il mondo. Bisogna rispettare delle regole molto precise per essere inclusi nel catalogo delle invenzioni inutili:
- l'oggetto non può essere pensato per un uso reale;
- ne deve esistere almeno un esemplare;
- deve contenere un che di anarchico;
- deve essere pensato per la vita di tutti i giorni;
- non può essere messo in vendita;
- lo humour non è l'unica ragione per cui lo si crea;
- non deve essere propaganda;
- non deve contenere tabù;
- non può essere brevettato;
- non può essere ispirato da pregiudizi.
Kawakami ha cominciato negli anni '60 scrivendo per la televisione copioni di serie animate.
A metà degli anni '80, ha curato il design del Tokyo Bicycle Museum, dopodiché ha inziato a lavorare per una rivista di home shopping, dove è maturata l'idea di chindougu. In Giappone sono usciti già quattro suoi libri e la International Chindougu Society ha ben 10.000 iscritti.
Dan Papia, che scrive su Mainichi Shinbun e Tokyo Journal, ha introdotto chindougu nel resto del mondo. John Barry, della Knight-Ridder, commenta:
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Chindougu è la teoria del caos inserita nella vita di tutti i giorni. Divertente, ma anche sovversivo. Ordinario, ma anche surreale. Brillante, ma anche stupido."
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