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Clonare i mammut?
Sei anni di ricerca sono la base dell'esperimento che alcuni scienziati giapponesi stanno portando avanti nel tentativo di clonare un mammut preistorico da ciuffi di lana ritrovati in Siberia, dai quali è stato estratto il DNA degli animali. Ricercatori di varie università cominciarono nel 1997 la ricerca di sperma e tessuto di mammut preservati nella tundra. Il piano alla base della clonazione prevedeva il recupero di sperma di maschio, da utilizzare per inseminare una femmina di elefante moderno e creare un ibrido mammut-elefante. Nessuno dei mammut ritrovati in Siberia o zone congelate ha però presentato un seme tanto buono da poter essere impiegato in questo tipo di esperimento. Questo sogno di fare rivivere animali oramai estinti, anche se da pochi anni come nel caso della tigre della Tasmania che abitava in Australia, è sicuramente il motore delle ricerche giapponesi, anche se ci sono molti più laboratori interessati alle ricerche nel campo della clonazione. Gli scienziati giapponesi raccolsero esemplari di midollo spinale, muscolo e pelle da resti di mammut trovati in Siberia l'agosto scorso. Nel luglio 2003, dopo un anno di lotte contro la burocrazia russa, gli esemplari sono arrivati nei laboratori giapponesi e si è potuto iniziare con la fase sperimentale vera e propria. Se anche superassero tutte le sfide scientifiche che avranno davanti in questi mesi, saranno in grado di superare quella forse più difficile: cosa fare di un mammifero dell'era glaciale in un mondo che va rapidamente scaldandosi?
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