 
Prodotti acquistabili
 |
The Modern Reader's Japanese-English Character Dictionary
 |
 |
The New Nelson Japanese-English Character Dictionary
 |
 |
The Kanji Dictionary
 |
 |
The Learner's Kanji Dictionary
 |
 |
Kanji and Kana
 |
 |
Kanji Learner's Dictionary
 |
 |
A Guide to Remembering Japanese Characters
 |
|
<< Torna al Dizionario - Lettera: D
|
|
|
|
|
Dizionari
Per approfondire la conoscenza del giapponese, dovrete utilizzare molto spesso un dizionario. Ma non ve ne basterà uno. Il particolare sistema di scrittura che va a comporre la lingua giapponese richiede l'utilizzo di dizionari differenti in base alla funzione che vi prefiggete.
Dizionari dei kanji
Cominciamo con l'elencare i principali dizionari dei kanji, indispensabili per la lettura e la traduzione di testi giapponesi. Purtroppo nessuno titolo è disponibile in lingua italiana.
Haig, John H. e Nelson, Andrew N. 1997. The New Nelson Japanese-English Character Dictionary. Charles E. Tuttle Co., Tokyo. Il più autorevole. Nelle sue 1.760 pagine cataloga circa 7.000 kanji e include un gran numero di composti, quasi 70.000. Rispetto all'edizione precedente, viene utilizzata la classificazione in base al radicale storico, che però in molti casi è divenuto poco riconoscibile, a seguito delle semplificazioni apportate, e poco legato alla semantica. I 214 radicali storici hanno origine dall'antico dizionario cinese Kangxi, in 42 volumi, realizzato sotto la dinastia Ch'ing, che riporta oltre 40.000 kanji. Per molti utilizzatori dell'edizione precedente, questo sistema di indicizzazione è un passo indietro. Inoltre, anche se è il metodo seguito da quasi tutti i dizionari, era già stato criticato all'inizio del '900 nel Beginners Dictionary of Chinese-Japanese Characters di Rose-Innes. Tra l'altro, l'ordinamento classico viene rispettato solo in parte e alcuni kanji vengono riportati sotto radicali differenti da quelli dell'originale cinese. Come se si fossero accorti dell'errore, gli autori hanno inserito un'appendice con lo Universal Radical Index, che cataloga i kanji sotto ogni possibile radicale contenuto in esso. Ciò ruba quasi il 15% delle pagine del dizionario, ma risulta a questo punto essenziale per rimediare agli errori di impostazione. Il dizionario comprende anche molte appendici, tra cui quelle con i principali nomi geografici giapponesi e stranieri, pesi e misure, le epoche storiche, la lista dei Touyou Kanji divisi per grado, l'indice dei kanji in base alla pronuncia, etc. E' il dizionario più legato alla tradizione e quindi un po' meno attuale dei concorrenti, anche se in questa nuova edizione molte espressioni idiomatiche (jukugo) che risalivano all'inizio del secolo sono state eliminate per far spazio ad altre, più moderne, così come sono state aggiunte parole nuove. La stampa è chiara e ben leggibile. E' ancora in vendita, comunque, l'edizione precedente, intitolata "The Modern Reader's Japanese-English Character Dictionary" (1974), che contiene "solo" 5.000 kanji circa nelle sue 1.109 pagine. Il sistema di indicizzazione dei kanji creato da Nelson, sebbene strano e completamente arbitrario, è ancora considerato molto veloce, una volta imparato il meccanismo. Nelson parte dall'angolo in alto a sinistra per la ricerca del radicale e poi si muove in senso orario. Concludendo, se siete già in possesso dell'edizione "classica" non vi conviene passare alla nuova; se invece dovete decidere quale comprare tra i due, forse vi conviene scegliere l'ultima edizione, più aggiornata.
Spahn, Mark e Hadamitsky, Wolfgang e Fujie-Winter, Kumiko. 1996. The Kanji Dictionary. Charles E. Tuttle Co., Tokyo. Il più semplice da usare e il più moderno. Contiene 5.906 kanji, ma soltanto 47.000 composti circa. Utilizza una classificazione in base al radicale diversa da quella del Nelson: i radicali sono solo 79 e ci si basa sui kanji odierni, cioè in parte semplificati. L'elenco dei composti è molto utile, poiché non contiene soltanto i termini che hanno quel kanji in prima posizione, come il Nelson, ma anche all'interno o alla fine della parola: in questo modo potete cercare il significato di un composto scegliendo il kanji più semplice da trovare (in genere, i kanji di uso più frequente non si trovano in prima posizione). Il totale dei composti è però inferiore a quello del Nelson. Riporta parecchie espressioni idiomatiche (jukugo). Contiene un'appendice con i nomi e cognomi più usati. Il dizionario ha dimensioni ridotte, rispetto ai concorrenti, ma ciò si traduce anche in un maggior affollamento delle pagine, che ne riduce la leggibilità: il kanji non è ben identificabile rispetto ai composti, è stampato con un font poco incisivo. Esiste una versione ridotta di quest'opera, intitolata "The Learner's Kanji Dictionary" (1998), che nelle sue 928 pagine contiene 2.900 kanji e 12.000 composti. E' possibile cercare un kanji in base al radicale o alla pronuncia. La stampa è migliore di quella della versione completa.
Spahn, Mark e Hadamitsky, Wolfgang. 1997. Kanji & Kana: A Handbook of the Japanese Writing System. Charles E Tuttle Co., Tokyo. Il più divulgativo. Contiene un'introduzione con informazioni storiche sui kanji, l'origine di hiragana e katakana, le riforme linguistiche, etc. Sebbene non sia esattamente un dizionario (contiene soltanto cinque composti per ogni kanji), l'ultima edizione può essere usata con facilità insieme a "The Kanji Dictionary", realizzato dagli stessi autori, poiché contiene i riferimenti per ritrovare nell'altro volume gli stessi kanji. La stampa è molto buona.
Halpern, Jack. 1993. The New Japanese-English Character Dictionary. Kenkyuusha/NTC Contemporary Publishing Co. Il più istruttivo. Nelle sue 2.220 pagine cerca di catturare il significato di un kanji attraverso l'uso di parole chiavi (key words), che aiutano la memorizzazione. Per ogni kanji ci vengono, inoltre, fornite alcune informazioni utili come: posizione all'interno della lista dei Jouyou Kanji, frequenza d'uso, varianti nella scrittura, radicale, equivalente cinese, sinonimi, omonimi, etc. Molto utili anche le numerose appendici, che ne fanno una guida di riferimento oltre che un dizionario. Fa uso di un innovativo metodo di ricerca chiamato SKIP, che risulta facile da imparare (non si basa sui radicali), pratico in molti casi, ma molto scomodo nei rimanenti. Sono presenti comunque anche altri quattro metodi di ricerca, tra cui il numero dei tratti e la frequenza d'uso. Include pochi composti, ma utilizza lo stesso metodo dello Spahn & Hadamitsky, cioè elencandoli indipendentemente dalla posizione del kanji all'interno del composto. Contiene anche meno kanji del Nelson, circa 3.000, e alcune assenze sono decisamente fuori luogo, come il "sen" di sencha. L'ordine è in base al numero di tratti, un sistema intuitivo anche se non viene utilizzato sui dizionari più evoluti. L'aspetto grafico delle pagine è di grande impatto. Tra le informazioni figura anche una cosa molto particolare: il codice del kanji nello standard Unicode. Esiste anche una versione ridotta a 1.060 pagine di questo dizionario, intitolata "Kanji Learner's Dictionary" (1999), che è pubblicata da Koudansha e contiene 2.230 kanji.
Henshall, Kenneth G. 1995. A Guide to Remembering Japanese Characters. Charles E. Tuttle Co., Tokyo. Il più curioso. Se vi interessa conoscere l'origine dei kanji, questo libro comprende i 1.945 Jouyou Kanji, divisi in base all'anno di insegnamento, e per ognuno riporta importanti informazioni sull'etimologia. Quando quest'ultima non aiuta o addirittura confonde, Henshall riporta o inventa personalmente dei trucchi per facilitare la memorizzazione del kanji. Seppure il risultato non sia sempre brillante, lo sforzo dell'autore è encomiabile. Non è esattamente un dizionario: da questo punto di vista è povero di composti, non riporta il radicale, non è organizzato in base al numero dei tratti o altri sistemi simili. Inoltre non contiene l'ordine di scrittura dei tratti.
Dizionari elettronici
Negli ultimi anni, i dizionari elettronici hanno riscosso un grande successo, soprattutto tra le persone di una certa età, che trovano i caratteri grandi dei display più comodi da leggere di quelli stampati. Nel 1998 ne sono stati venduti circa un milione, mentre nel 1999 si è arrivati a quasi tre milioni, con un fatturato di 25 miliardi di yen. Le vendite per l'anno 2000 dovrebbero essere ancora superiori di un buon 50%. Il prezzo di questi prodotti varia dai 4.000 ai 40.000 yen. I due tipi più venduti sono:
Canon Wordtank. Ha i menu anche in inglese, il furigana sopra molti kanji, un display molto leggibile, un dizionario molto grande (basato sul Gakken). Il modello IDX-9500 contiene un dizionario giapponese-inglese con 90.000 termini e oltre 50.000 esempi; un dizionario dei kanji con oltre 6.000 caratteri; un dizionario inglese-giapponese. Potete cercare un kanji in base alla lettura, al numero di tratti o al radicale. Non offre purtroppo i metodi di ricerca più avanzati del concorrente. Ha la possibilità di tenere in memoria una lista degli ultimi termini cercati ("Jumping Search"). Sono disponibili alcune espansioni, con dizionari più specifici. Ideale per i principianti.
Sharp Zaurus. Si può scrivere con la penna in dotazione e utilizzare il buon software di riconoscimento dei caratteri. Ciò rende molto veloce la ricerca di un kanji. Sono ovviamente disponibili anche i normali criteri di ricerca offerti dal concorrente, ma anche qui con qualcosa in più: potete cercare in base a qualsiasi radicale contentuto nel kanji e non solo in base al suo radicale "storico", oppure potete inserire più elementi di ricerca contemporaneamente. Non è un vero dizionario, ma si potrebbe anche dire che non è solo un dizionario. Infatti, tra le sue funzioni c'è un'agenda, un word processor e uno scheduler, tipiche di un PDA. Alcuni modelli possono anche inviare fax e e-mail. Altri sono aggiornabili con apposite espansioni e possono essere collegati a un pc via cavo o infrarossi. E' piuttosto costoso. La funzione di riconoscimento della scrittura richiede che si conosca l'esatto ordine dei tratti. Lo schermo di alcuni modelli potrebbe essere migliore. Il dizionario (sempre basato sul Gakken) è un pco più ridotto di quello del concorrente, non ha frasi di esempio e furigana sopra i kanji. I menu sono solo in giapponese. Tutto questo perché è indirizzato agli uomini d'affari giapponesi. Ideale quindi solo per utenti esperti.
Anche la Sony ha sviluppato un sistema proprietario, chiamato EBook (Electronic Book), che funziona con dizionari registrati su mini-cd intercambiabili, ma è difficile capire se questa tecnologia avrà un futuro. Esiste poi la possibilità di installare il dizionario di Jim Breen, di cui si parla nel prossimo paragrafo, su un computer portatile o su un PDA con Windows CE. Il word processor freeware JWP lo ha già al suo interno e funziona anche su Windows CE. Non ha però frasi di esempio e richiede parecchia memoria.
Dizionari software
Il sito Programma Dizionario fornisce un'applicazione con oltre 50 dizionari bilingue, da e verso l'italiano, tra cui ovviamente troviamo il giapponese (l'ultimo aggiornamento del dizionario risale però al febbraio 2000; contiene 8.150 termini dal giapponese all'italiano e 3.964 termini dall'italiano al giapponese). Sia l'applicazione, disponibile su piattaforma Windows, che i dizionari sono stati sviluppati su base esclusivamente volontaria e senza scopo di lucro, quindi il tutto è offerto gratuitamente. Il loro aggiornamento dipende essenzialmente dai contributi degli stessi utenti, che segnalano errori e forniscono nuovi termini. Chi volesse contribuire alla pubblicazione di nuovi dizionari o desiderasse migliorare quelli esistenti può contattare direttamente l'ideatore Dario de Judicibus attraverso il sito.
Dizionari online
Jim Breen è un professore associato alla School of Computer Science and Software Engineering della Monash University, in Australia. Ha svolto ricerche nel campo delle comunicazioni digitali e la sua passione sono i dizionari elettronici, in particolar modo quelli per la lingua giapponese. Un articolo dell'Asahi Shinbun, che parla dei siti importanti per la lingua giapponese, definisce la pagina di Jim Breen dedicata ai dizionari "probabilmente il più premiato sito sul Giappone" (Horvat, Andrew. "Few fish in Net for learning Japanese"). Un'importante organizzazione ha detto che è "probabilmente il più importante punto di riferimento per la lingua giapponese su Internet" (www.nihongo.org). Sostanzialmente, tutti gli altri siti di dizionari che abbiamo trovato utilizzano il database costruito da Breen, anche se l'interfaccia di interrogazione e i risultati che ne vengono estrapolati sono leggermente diversi. I termini in esso contenuti sono circa 60.000 (esclusi i termini tecnici) e i kanji un po' più di 6.000. Per quanto riguarda i nomi propri, ne contiene ben 160.000, mentre il più completo dizionario cartaceo in lingua inglese (O'Neill, 1989) ne contiene solo 36.000.
Siti
Bidirectional English-Japanese Dictionary
Dictionary Nova Inc.
Goo
Japanese Dictionaries
Japanese-English Dictionary Gateway
Japanese-English Dictionary Interface
Japanese-English Dictionary Portal
Jim Breen's WWWJDIC Japanese-English Dictionary
JWP Software
Online English to Japanese to English Dictionary
Programma Dizionario
|
|