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Ensemble Origin
A Millenium of Resonance è il nome del concerto per antichi strumenti dell'Asia orientale (arpa angolare, organo a bocca, campane), voci (soprano e coro buddhista) e strumenti europei (organo, violoncello), che è stato eseguito in prima mondiale nel giugno 2002, a Roma prima e a Milano poi, dall'Ensemble Origin. In programma "Infinite Light/Boundless Life", di Gondai Atsuhiko, e "Encounter", di Ichiyanagi Toshi. Dall'antichità a oggi, una delle espressioni che hanno reso possibile un incontro reale tra gli uomini, è stata la musica. Questo evento musicale è stato ideato proprio per permettere che questo incontro profondo tra culture diverse possa avvenire. La peculiarità di questo concerto risiede nel fatto che attraverso questi strumenti sono state create sonorità appartenenti non alla musica antica, bensì a quella contemporanea. Il secondo obiettivo è quello di creare un ponte tra antico e moderno attraverso la musica e stabilire un nuovo incontro e uno scambio nell'essenza e nella cultura di Occidente e Oriente. E' un grandioso esperimento scoprire come l'eco delle sonorità originali del Giappone e dell'Asia, quelle di strumenti antichi di più di mille anni, del gagaku(1) e dello shomyo(2), possano incontrare e fondersi con la tradizione europea di violoncello, organo e inni sacri. Ridare vita agli strumenti antichi, e tramite questi far risuonare una musica nuova, è un'importante occasione di incontro tra passato e presente, e uno scambio tra la cultura nuova d'Oriente e quella dell'Occidente. Se, grazie a questo incontro, è stato possibile avanzare anche di un solo passo verso la reciproca intesa fra le due culture, si può dire di aver reso significativo il progetto.
Gli strumenti
Più di mille anni fa, dall'estremità occidentale dell'Asia, attraverso la Cina continentale e la penisola coreana, furono introdotti in Giappone numerosi strumenti musicali. Tra questi alcuni sono oggi ormai scomparsi ed altri non vengono quasi più utilizzati. La ricostruzione di questi strumenti antichi iniziò negli anni '70 del secolo scorso ad opera del Teatro Nazionale. Sono stati studiati gli antichi documenti cinesi e i frammenti degli strumenti conservati nella collezione dello Shosoin, la Tesoreria Imperiale dell'antica capitale Nara (VIII sec.)(3). Riproducendo il più fedelmente possibile la qualità del materiale e la struttura originale, si è voluto cercare di ricreare il suono di allora. A tal fine sono stati riprodotti fino ad oggi circa 25 tipi tra strumenti a fiato, a corde e a percussione. A partire dal 1998, grazie al contributo dell'ordine buddhista Shinnyo-en, oltre all'attività di ricostruzione sulla quale si è concentrato il maestro Ichiyanagi Toshi, sono stati riprodotti sette tipi di strumenti, tra cui alcuni metallofoni a percussione. Sono questi gli strumenti suonati dai musicisti durante l'esecuzione. A livello mondiale oggi ci si interroga su come poter recuperare, insieme a uno specifico pensiero asiatico dimenticato e perduto anche a causa del processo di modernizzazione, la forza originale che la musica possedeva allora. Ciò significa ritornare al punto d'origine. In questo senso, gli strumenti dello Shosoin, attraverso l'opera di ricostruzione nella quale si è impegnati tutt'oggi, permettono di dare uno scossone ad una visione consolidata, per lasciare intravedere uno spiraglio verso una concezione rinnovata. Gli strumenti antichi ricostruiti sono:
Haisho. Flauto di Pan costituito da 18 canne di bambù. All'interno di ogni canna viene inserita della carta, che permette di determinare l'altezza del suono prodotto.
Ryuteki. Flauto traverso di bambù. Munito di 7 fori digitali e di un foro di insufflazione, tutti allineati sullo stesso lato. Nell'esecuzione orchestrale, porta la melodia base.
Ohichiriki. Oboe (strumento cioè munito di doppia ancia) in canna di bambù. Reca 7 fori digitali sulla superficie anteriore e 2 sul retro. Dotato di un notevole volume sonoro, porta la melodia base.
Sho. Organo a bocca munito di 17 canne in bambù. Ad ogni sua canna è applicata un'ancia metallica e viene usato principalmente per la produzione di accordi.
U. Organo a bocca basso costituito da 39 canne di bambù, sulle quali sono state applicate ance di metallo. Con l'immissione del fiato, le singole ance vibrano e risuonano nella canna corrispondente.
Shakuhachi. Flauto dritto costituito da una canna di bambù i cui nodi sono stati svuotati. L'estremità superiore della canna è tagliata obliquamente e funge da imboccatura. Sono presenti 5 fori sulla parte posteriore e uno su quella anteriore.
Kugo. Arpa angolare (a forma di L) con 23 o 25 corde. La cassa in legno di paulonia è cava e munita di corde di seta.
Koto. Cetra a tavola a 13 corde. Le corde sono sostenute da ponticelli mobili e a seconda di come vengono posizionati variano i suoni prodotti dalle singole corde a vuoto e la scala complessiva eseguibile.
Hokyo. Strumento a percussione costituito da 25 piccole piastre metalliche di forma allungata, grazie alle quali copre un'estensione di due ottave.
Hensho. Strumento a percussione intonato, costituito da un telaio al quale sono sospese campane di bronzo. Le sue tredici campane permettono di coprire un'estensione di due ottave. Con una singola campana si possono produrre due suoni di altezza differente di una terza circa.
Ichiyanagi Toshi
Uno dei massimi esponenti della musica contemporanea nipponica. Ha studiato a New York insieme a John Cage, contribuendo allo sviluppo della musica d'avanguardia. Tra i suoi lavori si contano numerose opere liriche, sei sinfonie, brani di musica da camera, musica elettronica, composizioni per shoumyou (canto liturgico buddhista), gagaku (musica cerimoniale di corte) e per strumenti tradizionali giapponesi. Grazie al suo stile unico che sa fondere le concezioni della tradizione musicale giapponese con le sonorità della musica europea, gode di un alto riconoscimento internazionale. Ha composto ed eseguito numerose opere per importanti manifestazioni musicali quali il Wien Modern Festival di Berlino e i Festival Olanda e Ultima. Attualmente è impegnato nella composizione di Grand Opéra, commisionatogli dal Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo per inaugurare la prossima stagione. In occasione della manifestazione, il compositore ha dichiarato:
Verranno suonati alcuni tra gli strumenti antichi originari ricostruiti in base ai frammenti conservati nello Shosoin. Gli strumenti di un tempo, evocano un'immagine di un lontano passato, e penso che proprio in questo si nasconda la possibilità di far rinascere una modalità di pensiero intrinseca e fondamentale nell'uomo, andata perduta con il processo della modernizzazione e dell'occidentalizzazione. Penso inoltre che durante l'esecuzione si verranno a creare numerose e reciproche concessioni nella percezione delle pause tra i musicisti e gli artisti che si alterneranno sul palco, tipiche della logica e della filosofia peculiare dell'Oriente che in passato si rapportava intimamente all'universo e alla provvidenza di madre natura, e non all'interno di una concezione assolutistica come avviene invece in Occidente. Nel gagaku ad esempio, non compare la figura di un direttore, ma gli artisti eseguono la propria parte nel momento, in armonia con le pause e nel rispetto del tempo dell'altro. Questa concezione si riflette nel brano da me composto. Sarebbe per me motivo di grande gioia poter contribuire a creare un ponte tra passato e presente, tra Oriente e Occidente, una tematica che fino ad ora non è stata ancora esplorata a fondo.
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Gondai Atsuhiko
Compositore della nuova generazione giapponese, alla continua ricerca di uno stile musicale ancorato alla sua fede cattolica. Ha studiato in Giappone composizione e organo all'Istituto Musicale Toho e, in seguito, presso l'Università della Musica di Friburgo e all'IRCAM di Parigi. Attualmente compone tra Parigi e Tokyo, mantenendo vivo il suo impegno come organista. Nel 1991 ha vinto il Concorso Internazionale di Composizione "Valentino Bucchi" e nel 1992 ha ottenuto il secondo posto al Concorso Internazionale per compositori nel Memoriale Serocki in Polonia.
Note
1. Antica musica di corte introdotta in Giappone dall'Asia continentale. E' eseguita da un'orchestra di strumenti a fiato, a corde e a percussioni.
2. Musica liturgica vocale utilizzata per offrire lodi al Buddha e al fine di farne ascoltare gli insegnamenti. Corrisponde al canto gregoriano del mondo cattolico.
3. Tesoreria all'interno del complesso del Todaiji, che comprende il Padiglione del Grande Buddha, la più grande struttura lignea al mondo. Sono conservate principalmente numerose suppellettili e strumenti musicali di origine continentale, che furono impiegati nel 752, in occasione della grande cerimonia di inaugurazione del Grande Buddha. Nara fu capitale del Giappone tra il 710 e il 794 d.C.
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