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Il figlio dell'Imperatore
di Ooe Kenzaburou
Marsilio, 1997
pagine 172


Il figlio dell'Imperatore è l'opera di Ooe Kenzaburou più dibattuta e tuttavia mai stampata nella sua versione integrale.
Perché la seconda parte del romanzo, dal titolo Morte di un giovane militante, dopo una prima pubblicazione sulla rivista letteraria "Bungakukai" nel 1961, non ha più trovato un editore, né in patria né all'estero.
Il motivo di questa censura sta nelle pesanti minacce rivolte all'editore della rivista e all'autore stesso da alcuni gruppi dell'estrema destra, che non potevano accettare il sarcasmo, pur mitigato da quella compassione umana che è caratteristica di Ooe, con cui l'autore ne attaccava l'ideologia.

Il romanzo, presentato quindi per la prima volta in forma completa, tocca infatti uno dei nodi della cultura del Giappone moderno: il culto dell'Imperatore.
La voce narrante è quella di un diciassettenne psicologicamente allo sbando, che venera il suo Imperatore fino a masturbarsi in suo onore.
E' attraverso lui che l'autore da una parte descrive un percorso umano destinato a sfociare in un omicidio politico, dall'altra ripercorre vicende storiche che turbano il Giappone dal 1957 al 1960: i drammatici scontri sociali culminati nell'assassinio del segretario del Partito Socialista per mano di un giovane militante di una formazione di destra.

Il protagonista del romanzo, il "figlio dell'Imperatore", altri non è che quel giovane, infine suicidatosi in carcere in un ultimo atto di autoimmolazione alla causa imperiale.
Ooe Kenzaburou conduce la narrazione sul filo di un sarcasmo tagliente; la retorica che aveva nutrito le mire espansionistiche del Giappone durante la seconda guerra mondiale, e che permane come un vizio della società giapponese, viene riproposta nel delirio di onnipotenza del giovane in chiave fortemente polemica.

La potenza dello stile, la violenza verbale unita all'impatto di certe immagini, concorrono a creare un romanzo che è insieme un documento storico e un chiaro messaggio etico.
Non senza quell'umana compassione, sempre presente nell'opera di Ooe, rivolta al giovane omicida, uomo in crisi frutto di una società in crisi.

Prendendo spunto dalle vicende che agitarono il Giappone alla fine degli anni Cinquanta, il romanzo si configura allo stesso tempo come documento storico e messaggio etico, dando vigore e sostanza a quanto dichiarato da Ooe a Stoccolma. In appendice, viene proposto infatti il discorso "Io ed il mio ambiguo Giappone" tenuto da Ooe al momento di ricevere il premio Nobel per la letteratura, un prezioso scritto per comprendere, oltre alla poetica dell'autore, quella visione morale che segna tutta la sua opera: la fiducia riposta in una letteratura guidata da una coscienza morale e da impegno politico-sociale, capace anche di denunciare l'ambiguità etica dell'ultimo sistema imperiale del pianeta.

Bibliografia

Redazione. Il figlio dell'Imperatore. "Italia Giappone Oggi", n. 58, anno XV, dicembre 1997.
Asti, Elena. Il figlio dell'Imperatore. "Quaderni asiatici", anno XV, n. 51, ottobre-dicembre 1999.
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