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Iyo
Via Piero della Francesca, 74
Tel: 0245476898
Orario: 12.00-15.00 19.00-24.00
Chiusura: lunedì
Coperti: 60
Aria condizionata: sì
Parcheggio: mediamente difficile
Disabili: mediamente difficile
Prezzo medio: 50 euro
Coperto:
Servizio:
Carte di credito: le principali (no Diner's) e Bancomat
Giudizio di Nipponico: 70 (14 maggio 2007)
| Ambiente | 70 |
| Servizio | 70 |
| Cantina | 70 |
| Cucina | 70 |
Giudizio Ristoranti d'Italia 2008 Gambero Rosso: citazione
Aperto ai primi di febbraio del 2007 dalla famiglia Liu, questo locale deriva il nome dalle ultime tre lettere di Ukiyo, "mondo fluttuante", termine con cui si designa la cultura e l'arte cittadina del periodo Edo (1603-1867). Iyo è quindi parte di un mondo che fluttua in parallelo alla realtà che sta fuori dalle sue ampie vetrate, la realtà convulsa di tanti altri locali che distano un isolato, ma sembrano lontanissimi. Il progetto architettonico è firmato Simone Nisi Magnoni e Sabrina Gallini. Ecco tinte raffinate e riposanti alle pareti delle due ampie stanze di cui si compone il locale, illuminate da sculture dalla morbida e ambrata luminosità, posizionate al soffitto o poste come originalissimo arredo nell'intersecarsi degli spazi. I mobili sono minimi, funzionali e accordati cromaticamente. I tavoli, laminati di un oro pallido e ricercato su cui tutto si propone e risalta, sono decorati da piccole candele che appaiono anche all'ingresso, sul banco bar e sui mobili, parte integrante con la loro tenue luce, di una scenografia attenta e discreta, mai eccessiva. Tavoli un po' vicini. Dietro una larga vetrata c'è il regno del teppanyaki, la piastra in acciaio rivestita in cromosabro per la cottura di carne, pesce, riso e pasta. Accanto si griglia il prelibato manzo di Kobe. L'impronta al menu l'ha data il giapponese Ichikawa Haruo, cha ha appreso l'arte del sushi a Tokyo e nelle successive esperienze a New York, in Europa e in Italia. A Milano ha aperto l'Endo circa 17 anni fa e ha poi lavorato per i più conosciuti e prestigiosi ristoranti giapponesi della città, dal Ran all'Origami fino al Maru. Per Ichikawa, la collaborzione con la famiglia Liu è stata un'esperienza nuova e stimolante. Le presentazioni sono curate, il pesce sempre fresco. Cucina tradizionale discreta e cucina fusion senza eccessi. Da provare assolutamente il teppanyaki. Carta dei vini piccola, ma di qualità. Carta dei sake in preparazione, ma qualche buona bottiglia è già disponibile. Servizio discreto; ottimo se capitate nelle mani di Claudio, il proprietario.
Sito ufficiale
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