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Jokyuu
Ragazza che presta servizio in un locale, ad esempio bar, caffè o sala da tè. Essendo la cultura giapponese molto sensibile all'estetica e all'atmosfera degli ambienti, il compito della jokyuu non si limita a quello di una semplice cameriera, ma piuttosto di una accompagnatrice dispensatrice di grazia. Così come l'attività delle antiche geisha era essenzialmente tenere compagnia piacevolmente, le jokyuu ricevono lo stesso incarico nella moderna società giapponese. Cambiano gli aspetti esteriori, ma rimane immutata la ricerca del glamour rapidamente adattata alla modernità. La parola jokyuu è composta da due kanji: il primo è jo (donna), il secondo kyuu (provvedere, supplire). Il termine indica semplicemente una donna che "presta servizio". La parola è usata anche composta con altre, ad esempio "cafee no jokyuu" (ragazza del caffè). La figura della jokyuu, e il termine equivalente, incominciano ad apparire in Giappone verso il periodo Meiji (1868-1912), quando si riproducono gli eleganti caffè dell'Europa. Ovviamente l'apice di tale attività avviene agli inizi del Novecento, in quel periodo che in Europa era chiamato Belle époque, come ci ricorda Karl Tarou Greenfeld:
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Il gioco della seduzione, un tempo sapientemente condotto dalla geisha, è così affidato alla hostess, figura nata negli anni Venti come jokyuu, "entraîneuse". Da allora l'industria delle hostess ha continuato a prosperare.
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Anche Fosco Maraini ci rammenta la figura della jokyuu nei suoi diari di viaggio a metà degli anni '50:
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L'influenza francese, la più forte tra quelle delle varie province che danno colore alla civiltà d'Europa, è l'unica che non solo ispiri le alte sfere della cultura, il mondo delle arti, delle lettere e della scienza, ma che sia discesa nella vita d'ogni giorno e l'abbia veramente pervasa. Basta fare due passi in Ginza, a Tokyo, per vedere nelle insegne delle centinaia di locali ove si può bere birra, sakè o whisky in compagnia di una moderna versione della geisha ch'è la jokyuu-san, la signorina mescitrice, quanto sia forte il desiderio di mostrarsi in qualche modo parigini.
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Nel dopoguerra, durante l'occupazione americana, al termine jokyuu si accostò la parola inglese hostess, in giapponese hosutesu. Nel linguaggio parlato (hanashikotoba), il termine jokyuu è ora stato soppiantato da hostess. Jokyuu e hostess indicano comunque lo stesso mestiere e l'uso del nuovo termine è riconducibile solo al già noto fenomeno di americanizzazione della lingua giapponese. Jokyuu si trova ancora in molti dizionari, quindi non è una parola estinta, anche se viene descritta come kyuushou (termine non più di uso comune).
Bibliografia
Greenfeld, Karl Tarou. 1995. Baburu. I figli della grande bolla. Instar Libri, Torino.
Maraini, Fosco. 2000. Ore giapponesi. Corbaccio, Milano.
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Hostess
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