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Kappabashi
Uscendo dalla stazione della metropolitana di Tawaramachi, sulla linea Ginza, e dirigendosi verso Ueno si riconosce facilmente l'incrocio dove inizia Kappabashi dalla enorme "testa di cuoco" che troneggia in cima all'edificio d'angolo, sede della Niimi. In questo singolare quartiere di Tokyo si mangia anche con gli occhi. Sede nel periodo Taishou (1912-1926) di negozi che vendevano oggetti di seconda mano, gradualmente nel dopoguerra si è convertito alla ristorazione. Lungo Kappabashi Dougugai Dori, in soli 800 metri di strada, si allineano circa 170 negozi di grossisti di utensili per cucina e attrezzature per ristoranti, dove si possono comprare, anche al dettaglio, oggetti per tutte le cucine del mondo. Nishiyama Shikki è uno dei più vecchi negozi rimasti (1916). Il quartiere prende il nome da una specie di folletto acquatico, il kappa, che vive secondo la leggenda in acque melmose; ama molto i bambini che attira a sé sott'acqua ed è quindi ritenuto responsabile dell'annegamento di questi ultimi. Il kappa ha l'aspetto di un bambino di tre o quattro anni, di colore bluastro, con la faccia a punta, i piedi e le mani palmate e un carapace sul dorso. Il suo punto debole è la parte superiore della testa, che sembra un piatto fondo, nel quale non deve mai mancare l'acqua, altrimenti il kappa muore. Pare che per catturare un kappa basti fargli un inchino al quale lui, molto educatamente, risponde con un altro inchino: in questo modo rovescia l'acqua che ha in testa e si affloscia come un sacco vuoto. La parte più interessante e curiosa di Kappabashi è la serie di negozi che vendono sampuru, translitterazione della parola inglese sample, cioè campione. I sampuru sono copie esatte di cibi, riprodotti in cera o in plastica con precisione fotografica tale da sembrare assolutamente veri. Quasi tutti i ristoranti del Giappone, salvo quelli di lusso, espongono in vetrina una riproduzione dei piatti contenuti nel menu, con accanto il prezzo e la denominazione del piatto. Chi vuole aprire un ristorante, prima va a Kappabashi e sceglie i modellini in scala naturale secondo il menu che ha programmato, quindi li mette in bella vista in vetrina o su un tavolino all'ingresso.
Bibliografia
Kondou, Miyuki. Plastic food for thought a pleasure in Kappabashi. Asahi Shinbun, 1 febbraio 2002.
Siti
Sito ufficiale
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