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Kisho
Via Morosini, 12
Tel: 0255010058
Orario: 12.30-14.30 19.30-23.00
Chiusura: domenica; lunedì a pranzo
Coperti: 80
Aria condizionata: sì
Parcheggio: mediamente difficile
Disabili: mediamente difficile
Prezzo medio: 60 euro
Coperto: 2,60 euro
Servizio: 10%
Carte di credito: tutte e Bancomat
Sulle ceneri del Fujitaka, risorge nel 1999 questo nuovo ristorante di lusso, frequentato regolarmente da Prada, Missoni e alcuni calciatori. Tutto è nero e grigio, dalle pareti ai tavoli ai vestiti dei camerieri. Raffinato ma essenziale. Sui tavoli in legno scuro non c'è tovaglia, ma fogli di carta grezza. Quanto ai piatti, prevalentemente in legno laccato e porcellana, non ce ne sono due uguali. Le luci sono basse e creano un'atmosfera intima e tranquilla. Si può mangiare al tavolo o al banco. Esiste anche una saletta privata per sei persone, realizzata dall'architetto Tange Iwakiri. Il proprietario, Yonemura Kazuteru, ha alle spalle 15 anni di esperienza al glorioso Suntory come direttore. Suo anche il ristorante giapponese dentro il Grand Hotel Villa d'Este (Como). I cuochi sono tutti giapponesi. Una volta, un punto d'orgoglio del locale era la disponibilità di 12 tipi diversi di sake, ma ora non c'è più scelta: solo un banale Ozeki importato dagli Stati Uniti. Il locale propone una cucina con qualche divagazione creativa, di cucina italiana e internazionale, come un carpaccio di pesci alla mediterranea, il dynamite roll fatto di gamberi circondati da foglie di verza, al pesce alla piastra nella foglia di banano, l'astice fritto in salsa. L'attenzione e la cura dei dettagli ultimamente non è più la stessa e qualche tavolo vuoto è un segno preoccupante. Che sia colpa dei prezzi molto elevati, anche per la presenza di coperto e servizio?
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