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Kita Ikki

Filosofo e radicale di destra. Kita Ikki (1883-1937) fu il più importante teorico a cui si ispirarono i movimenti totalitari e militaristi del Giappone.
Kita pubblicò nel 1919 il suo Nihon kaizou houan taikou (Lineamenti per una proposta di rinnovamento del Giappone), in cui sosteneva un assetto politico simile ai nascenti regimi fascista e nazionalsocialista in Europa. Il piano prevedeva l'abolizione del sistema parlamentare, l'eliminazione della discussione politica e l'assunzione del potere assoluto e unico nella figura dell'Imperatore (qui considerato come un Führer o Duce). Inoltre l'Imperatore avrebbe dovuto assumere una nuova connotazione. Se nell'era feudale il popolo apparteneva all'Imperatore, nella prospettiva di Kita sarebbe stato l'Imperatore ad appartenere al popolo essendone l'espressione simbolica e politica. Una concezione che rispecchia l'idea hitleriana di un popolo un Führer, ossia l'identità di popolo e persona carismatica. Per questi motivi il Nihon kaizou houan taikou è paragonato, sia per i contenuti sia per l'importanza, al Mein Kampf.
L'opera di Kita Ikki fu considerata una bandiera dagli estremisti di destra, in particolare dai giovani militari (fra cui il gruppo Koudouha). Ovviamente né l'Imperatore né le componenti democratiche delle Forze Armate furono mai concordi e favorevoli a questa linea politica, anzi furono le prime vittime quando il totalitarismo si affermò. Si arrivò presto allo scontro fisico. Gli estremisti di destra tentarono più volte il colpo di stato. Lo stesso Kita Ikki aveva sostenuto la sospensione della costituzione e la presa del potere da parte dei militari. Il modello economico proposto era simile al corporativismo avviato nell'Italia fascista. Kita suggeriva un risanamento dell'economia con la nazionalizzazione delle maggiori industrie, la partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, una giornata lavorativa di otto ore e garanzie di benessere. Egli affermava anche la necessità del Giappone di impossessarsi del suo "spazio vitale" tramite l'acquisizione di nuovi territori.
Come si è detto in precedenza, sia l'Imperatore sia le altre componenti dello stato, avversarono le idee di Kita Ikki, considerato un pericoloso agitatore. Si arrivò così alla sua condanna a morte per attività rivoluzionaria nel 1937. Precedettero la condanna di Kita dei gravissimi episodi in cui fu considerevole la sua istigazione. Il 15 maggio 1932 fu assassinato il Primo Ministro Inukai Tsuyoshi da un gruppo di giovani militari. Il 26 febbraio 1936 vi fu un tentativo di colpo di stato organizzato dal movimento estremista di destra. Fu ucciso il Primo Ministro, ammiraglio Okada Keisuke, il Ministro delle Finanze Takahashi Korekiyou, il guardasigilli Saitou Makoto, e l'Ispettore dell'Educazione Militare, generale Watanabe Joutarou. L'Imperatore Hirohito si oppose fermamente al colpo di stato e chiedendo l'aiuto della fanteria di marina riuscì a respingere l'attacco. Nonostante le dichiarazioni di fedeltà nei confronti dell'Imperatore, i ribelli sovversivi furono dichiarati fuorilegge e condannati.
Purtroppo le idee di Kita Ikki ebbero sempre maggiori consensi nei gruppi militari, e in breve tempo videro accrescere il loro potere.
L'Imperatore, circondato da militari, burocrati e consiglieri ispirati al koudou (via dell'imperialismo), fu ridotto a una marionetta senza possibilità d'esprimere la sua volontà. Questa interpretazione è anche l'unica spiegazione della decisione americana di non procedere in alcun modo all'accusa e al processo dell'Imperatore nel dopoguerra. Fu merito di Douglas MacArthur l'aver cercato di distinguere i sostenitori del totalitarismo e chi invece era stato strumento del regime.

Fra i teorici della destra radicale di quel periodo, va ricordato anche Ookawa Shuumei (1886-1957), sostenitore del nipponismo (nihonshugi). Egli fu insieme a Kita Ikki fra i fondatori nel 1921 dello Yuusonsha (Società per la conservazione dello spirito nazionale).
Si deve aggiungere, per onestà intellettuale, che le idee di Kita Ikki non restarono una mera aberrazione del periodo militarista, me ebbero inaspettate applicazioni e riprese in tempi diversi. Ad esempio, Kita auspicò l'eliminazione delle zaibatsu (cricche) e una riforma agraria con la distribuzione delle terre ai contadini e l'eliminazione dei latifondi. Ciò avvenne nel 1947 ad opera del governo di Yoshida Shigeru. L'idea di Kita Ikki di un Giappone come guida dell'Asia è spesso ripresa dai conservatori. Evidentemente si tratta di posizioni politiche molto lontane dall'estremismo di Kita Ikki, ma ciò dovrebbe far riflettere sulla necessità di considerare seriamente, anche se criticamente, le sue teorie per meglio comprenderne i risvolti.

Bibliografia

Corradini, Piero. 1999. Il Giappone e la sua storia. Bulzoni Editore, Roma.
Katou, Shuuichi. 1996. Storia della letteratura giapponese. Marsilio, Venezia.
Beasley, William Gerald. 1975. Storia del Giappone moderno. Einaudi, Torino.
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