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Kushi

Via Morosini, 19
Tel: 025515161
Orario: 18.00-1.00
Chiusura: domenica
Coperti: 40
Aria condizionata: sì
Parcheggio: difficile
Disabili: difficile

Prezzo medio: 40 euro
Coperto: 3 euro
Servizio: no
Carte di credito: tutte e Bancomat

Giudizio di Nipponico: 76 (14 novembre 2007)

Ambiente80
Servizio70
Cantina80
Cucina75

Kushi significa spiedino. In Giappone esistono diversi piatti che utilizzano questo piccolo oggetto di legno, tra cui kushiage (o kushikatsu), kushiyaki e i più noti yakitori.
Chiaramente lo spiedino è la specialità di questo locale a gestione giapponese inaugurato il 12 settembre 2007.
Chiusa la storica Enoteca Solci con annesso wine bar, lo spazio è stato acquistato dal signor Kojima, un giapponese innamorato dell'Italia, che ha deciso di aprire quello che diventerà il più grande locale giapponese di Milano.
Realizzato dallo studio Garde Italy per mano dell'architetto Ishiyama Yukio, si compone di tre piani per un totale di 600 m². Al piano interrato c'è il ristorante, al piano terra la reception, al piano superiore il sake bar.
L'ingresso è un grande spazio con elementi di design che altro non sono se non tavoli, illuminati dall'interno, dove i clienti possono fermarsi per un momento di relax o per telefonare senza disturbare. I tavoli ricordano tanto le lanterne che, nelle feste d'estate, è usanza far galleggiare nei fiumi dove vengono portate via dalla corrente, illuminando la notte.
La cucina e le aree dove i clienti consumano sono a vista, sia dall'interno che dall'esterno del locale, grazie alle ampie superifici vetrate che danno sulla strada e a quelle che mettono in comunicazione i vari piani del locale. Ammirevole la bottigliera dietro al bar, che è anche splendida vetrina per sake e shouchuu quando la si guarda dalla reception. Clienti e passanti possono inoltre apprezzare lo spazio davanti al locale, sgombro da auto e delimitato da alti bambu e vasche di sassi colorati.
Il grande monitor al centro del sake bar che trasmette immagini della Tokyo contemporanea, insieme al minimalismo dell'arredamento, ci portano in un Giappone moderno ma autentico, la cui cucina non è solo sushi.
Al sake bar si può gustare un menu ridotto di kushiage e altri piattini intriganti a prezzi non troppo elevati, visto anche l'ambiente affascinante in cui vi trovate. Diverse qualità di sake e shouchuu da bere al bicchiere, oltre ad una ventina di cocktail a base di shouchuu decisamente ben realizzati. Alle donne consigliamo di provare il sake frizzante come aperitivo.
Al ristorante il menu si amplia, ma puntando sempre su piatti della vita quotidiana, come il curry udon o le crocchette, presentati però in modo raffinato. Il sushi è servito solo nella forma tondeggiante tipica di Kyoto, il temarizushi.
Servizio ancora da rodare.
Il locale è dotato di area fumatori al piano superiore.
Due parole sull'architetto. Ishiyama, 42 anni, è laureato alla Nihon University College of Art di Tokyo e anche al Politecnico di Milano. In Italia dal 1992, nel 2000 ha aperto un suo studio e dal 2006 collabora con la Garde Italy. A Milano ha realizzato i ristoranti Higuma, Joia, Osaka e Tomoyoshi Endo.

Sito ufficiale

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