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A chi interessa il giapponese?
di Massimiliano Crippa
17 settembre 2000. La lingua giapponese acquista in popolarità all'estero, con oltre 2 milioni di persone che la studiano regolarmente, mentre sono 83.000 gli studenti stranieri che si sono recati in Giappone. I dati emersi dalla ricerca del Japan Foundation Language Institute, condotta tra l'aprile 1998 e il marzo 1999 nelle scuole di 115 paesi, sono stati una sorpresa. Il rapporto finale, intitolato Survey Report on Japanese Language Education Abroad e disponibile a 4.200 yen nelle librerie, riporta un totale di 2.102.103 studenti, il 30% in più rispetto al 1993 quando fu condotta la precedente inchiesta. Ovviamente non sono compresi coloro che studiano privatamente, tramite lezioni individuali o corsi per corrispondenza. Il numero di istituti che fornisce corsi di giapponese è 10.930, il 60% in più, mentre il numero di insegnanti è salito a 27.611, il 31,3% in più.
Tra i paesi con più studenti, prima la Corea del sud, con 940.000, seguita da Australia (310.000), Cina (250.000), Taiwan (160.000) e Stati Uniti (110.000).
La ricerca assegna il 70% degli studenti alle scuole elementari e medie, il 20% alle superiori, il resto alle scuole di lingua.
In alcuni paesi asiatici, l'incremento è legato alle relazioni politiche ed economiche che hanno col Giappone, per cui conoscere il giapponese aiuta a trovare un lavoro migliore e ad accedere alle conoscenze scientifiche. Tuttavia, anche la diffusione della musica giapponese, dei manga e dei giochi per computer può aver influito indirettamente sul desiderio di imparare la lingua. In Australia, Nuova Zealanda, Canada e Stati uniti, si impara il giapponese per comunicare. In Brasile, invece, molti nippo-brasiliani lo studiano su pressione dei parenti.
Per quanto riguarda gli insegnanti, il 70% non è madrelingua. Mentre il 60% delle scuole superiori e di lingua ha almeno un insegnante giapponese, le scuole elementari e medie utilizzano insegnanti locali.
Il Ministero dell'Educazione appoggia attivamente questa crescita di interesse verso il giapponese, fornendo il supporto finanziario per nuovi insegnanti e nuovi materiali didattici. Parte degli sforzi sono rivolti anche all'istruzione dei rifugiati stranieri, per lo più cinesi, presenti in Giappone e dei giapponesi emigrati o intenzionati a ritornare.
In Italia sono solo 3.400 gli studenti di giapponese, contro ad esempio i 12.000 della Gran Bretagna.
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