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Fosco Maraini

L'antropologo ed etnologo Fosco Maraini, famoso orientalista, è morto il 7 giugno 2004 in un ospedale di Firenze. Aveva 91 anni. Era il padre della scrittrice Dacia Maraini. Lo studioso era stato ricoverato alcuni giorni prima in clinica per essere sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico.
Nato a Firenze il 15 novembre 1912, Fosco Maraini è stato un grande narratore dei diversi universi culturali, sociali e umani che ha visitato nel corso della sua vita. Figlio dello scultore Antonio Maraini e della scrittrice inglese Yoi Crosse, a 22 anni, spinto da una grande curiosità nei confronti dell'Oriente, s'imbarcò sulla nave scuola "Amerigo Vespucci" come insegnante d'inglese per i ragazzi dell'Accademia Navale di Livorno; in quell'occasione visitò l'Egitto, il Libano, la Siria e la Turchia.
Nel 1935 sposò Topazia Alliata, da cui ebbe le tre figlie Dacia, Yuki e Toni, e nel 1937 parte per una spedizione in Tibet, che lo convincerà a dedicarsi alla ricerca etnologica ed allo studio delle culture orientali. Laureatosi in Scienze Naturali all'Università di Firenze, Fosco Maraini si trasferì con la famiglia in Giappone dove, in seguito al rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò, venne internato in un campo di concentramento.
Tornato in Italia alla fine della guerra, ripartì per il Tibet e per altri numerosi viaggi tra i quali quelli che lo porteranno di nuovo in Giappone, in Corea e a Gerusalemme. Ai suoi viaggi e agli studi sull'Oriente Maraini ha dedicato molti libri, tra cui Segreto Tibet e Ore giapponesi, celebri reportage fotografici ed una serie di documentari etnografici.
Maraini è stato ricercatore al St. Antonys College di Oxford e alle università di Sapporo e di Kyoto, oltre ad aver insegnato lingua e letteratura giapponese all'Università di Firenze. Grazie alla sua straordinaria apertura spirituale, alla sua originalità culturale e scientifica e al suo coraggio fisico e morale, nel 1998 ha vinto il Premio Nonino, "come maestro italiano del nostro tempo".
Numerosi altri riconoscimenti gli sono stati conferiti non solo in Occidente, ma soprattutto in Oriente. Tra i suoi numerosi libri: L'isola delle pescatrici (1960), Japan, Patterns of Continuity (1972), Incontro con l'Asia (1973), Tokyo (1975), Giappone e Corea (1978), Gli ultimi pagani (1997). Nella narrativa ha debuttato nel 1999 con Case, amori, universi, e ha pubblicato la sua autobiografia.
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