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Mizokami Kazumasa

L'artista durante l'inaugurazione dell'ultima collettiva Mizokami nasce ad Arita nel 1958. Nel 1982 si stabilisce in Messico, dove insegna scultura fino al 1987. Dal 1988 vive e lavora a Milano, dove nel 1992 si diploma, all'Accademia di Belle Arti di Brera.
La prima mostra personale l'ha tenuta alla Galleria Toselli di Milano, nel 1995. Da allora, ha esposto in numerose città italiane e straniere.
Quindi giapponese di nascita, ma ormai italiano d'adozione, tanto che fa parte del gruppo Portofranco che raccoglie 12 artisti, tutti italiani tranne lui, eterogenei sia per l'età che per il tipo di supporto utilizzato, ma accomunati da alcuni particolari: il colore, la delicatezza e la manualità. L'artista ha scritto del suo lavoro "...nasce, cresce, sparisce..."; è questo l'intento e il respiro delle sue opere, dove "un soffio di colore fa muovere l'aria".
Nei suoi lavori fonde lo spirito creativo delle due culture che condivide, l'Oriente e l'Occidente. La sua tecnica prediletta è la terracotta, che nella città di Arita la famiglia dell'artista pratica da ben dodici generazioni.
Senza dubbio le sculture di Mizokami racchiudono il pensiero orientale legato alla meditazione o alla smaterializzazione del corpo, filtrate però da uno sguardo che sembra essersi appropriato degli aspetti più profondi della cultura occidentale.
Le forme primordiali che vengono utilizzate dallo scultore nelle sue opere sono quasi sempre uguali, come i fiori o le stelle, colorate con toni forti o pastello, che sembrano come piccoli segni di pensieri materializzati. I piccoli uomini di Mizokami ci mostrano i loro pensieri, invitandoci per un attimo a staccare, soffocati come siamo dalla frenesia. Nella sua arte c'è:

[...] il germinare e la ricchezza piena, compatta, delle composizioni che si definirebbero più naturalistiche, un'armonia concettuale che non nasconde, anzi sembra voler rivelare una non comune certezza di equilibrio delle cose di sinergie dei fenomeni, di globale simbiosi."(1)

La plasticità delle forme essenziali e il cromatismo fatto di colori puri e luminosi, sintetizzano la concretezza occidentale e l'essenzialità orientale. Claudio Composti, della galleria Cà di Frà, scrive:

"Nella cultura orientale, dietro semplici gesti o quotidiane azioni, si celano antiche regole di esecuzione. Secondo la filosofia zen, un gesto non è mai "solo" un gesto: fare un tè, tagliare il pesce, richiedono nozione di tempi e movimenti ben precisi, l'arte di disporre i fiori (ikebana) non è un semplice ornamento della casa, così come la disposizione dei mobili della casa (feng-shui) ed i colori convogliano ed assecondano, se disposti ed usati nel modo corretto, le energie positive."(2)

Partendo da una tradizione così ricca e normatrice, Mizokami approda al pensiero occidentale, alimentato da visioni e dubbi. Le sue terracotte colorate, i suoi piccoli uomini blu, i pannelli fioriti ed il grande, lieve, quasi sospeso in un'altra dimensione gravitazionale, uomo giallo ci interrogano con muta insistenza sul nostro essere qui e ora.
Le principali personali sono:

1995. Galleria Franco Toselli
         (Milano)
1996. Galleria Studio d'Arte
         Barnabò (Venezia)
1997. Galleria Arte 3 (Trieste)
1997. Galleria Sio (Barcellona)
1998. Galleria Fabbrica Eos (Milano)
         Galleria Cà di Frà (Milano)
2001. Galleria Cà di Frà (Milano)
2005. Galleria Cà di Frà (Milano)

Le principali collettive sono:

1986. "Oriente", Hotel De Messico (Città del Messico)
1993. "Presenze", Castello di Umbertide (Perugia)
1994. Galleria Franco Toselli (Milano)
1995. "Quattro gatti", Galleria Eva Menzio (Torino)
1996. "Lodi all'arte", Museo di Lodi (Lodi)
         "Leda e il cigno", Galleria Albert Webert (Torino)
         "Sei finestre", Stidio Viafarini (Milano)
         "Al di là della ceramica", Museo di Sassuolo (Sassuolo)
         "Mostra d'Adda", Castello di Corneliano (Corneliano)
1997. "Portofranco", Galleria Libing Art (Milano)
         "Portofranco", Galleria Alter (Torino)
         "Artisti al tondino", Ippodromo di S. Siro (Milano)
1998. "Candles Without Wind", Galleria Fabbrica Eos (Milano)
2002. "Portofranco", Galleria Cà di Frà (Milano)
2002. Galleria Franco Toselli (Milano)
Note

1. Dal catalogo della mostra tenutasi presso la galleria Arte 3 di Trieste dal 13 settembre al 5 novembre 2001. Cfr. Coen, Vittoria. 1997. Kazumasa. Arte 3, Trieste.
2. Comunicato stampa dell'ottobre 2001, in occasione della precedente personale dell'artista presso la galleria Cà di Frà di Milano.
Totale immagini: 18                                       
Uomo senza titolo (1997); sullo sfondo El sol (1998)
Uomo senza titolo (1997)
Uomo senza titolo (1997)
Uovo di leda (1996)
Luce sul rosso (1997)
Las sombras (1998)
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