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Monbushou
Monbushou è il Ministero dell'Istruzione in Giappone. La parola è composta da shou (ministero) e monbu. Quest'ultimo termine non è di uso comune ma è stato coniato esclusivamente per il linguaggio tecnico-burocratico. Monbu è formato da due kanji, mon (le lettere, gli scritti) e bu (dipartimento).
L'istituzione e organizzazione del Monbushou risale al 1871, durante la Restaurazione Meiji, in un momento di grandi riforme sociali, istituzionali, politiche ed economiche. Ricordiamo che tra il 1869 e il 1873 fu abolito il sistema feudale, daimyou e samurai persero i loro privilegi, fu introdotto il servizio militare obbligatorio che sostituiva la classe dei guerrieri con i coscritti di tutte le classi sociali, e si stabilì la nuova divisione territoriale in ken (prefetture) che sostituì la vecchia in han (feudi). Appena istituito il Ministero dell'Istruzione, molti giovani provenienti dalle famiglie di samurai vi confluirono per formare una nuova classe dirigente. Infatti il Monbushou dovette costituire e organizzare non soltanto l'istruzione dei cittadini, ma anche la formazione morale e spirituale. Fra questi ex-samurai si distinse Fukuzawa Yukichi (1835-1901) che diede un contributo importante per la trasformazione del sistema scolastico in base alle conoscenze apprese dall'Occidente. Fukuzawa faceva parte di un'associazione chiamata Meirokusha (Società del sesto anno Meiji) e scriveva sulla rivista "Meiroku Zasshi" che propugnava idee illuministe. Egli scrisse anche Gakumon no susume (Incoraggiamento agli studi) che esaltava la libertà e l'uguaglianza dei cittadini nel nuovo stato giapponese. Esortò ad intraprendere lo studio delle scienze occidentali che definì "scienze immediatamente utilizzabili a scopo pratico" (jitsugaku). Inoltre, Fukuzawa fu il fondatore della Keiou Daigaku. Importante fu anche il lavoro di Mori Arinori (1847-1889) che fu Ministro dell'Istruzione nel periodo 1885-1889.
Nel settembre 1872 fu promulgata la Gakusei, una legge che istituiva l'istruzione primaria obbligatoria. Nello stesso anno veniva fondato a Tokyo il primo istituto per la formazione degli insegnanti e si componevano i primi libri di testo. Si decideva, comunque, di mantenere la scrittura giapponese tramandata dalla tradizione, senza che venisse sostituita dall'alfabeto latino. Nel 1879 la legge Gakusei fu abolita e sostituita da una nuova ordinanza che stabilì nuovi orari e nuovo curriculum scolastico. Ma le leggi si susseguirono disordinatamente. In realtà esistevano due tendenze opposte: i conservatori che voleva la scuola ispirata alla morale confuciana e i riformatori che si ispiravano alla bunmei kaika (civilizzazione e illuminismo) più pragmatici e favorevoli all'occidentalizzazione. Nel 1890 fu emanato l'importante Kyouiku chokugo ("Rescritto Imperiale sull'Educazione") che rimase in vigore per cinquanta anni. Esso conteneva l'enunciazione dei princìpi morali che l'insegnamento doveva prefiggersi. L'organizzazione scolastica era compito del Monbushou che prevedeva le decisioni vitali, come preparare i libri di testo. Nel 1888 il Monbushou fondò l'Accademia delle Belle Arti di Tokyo che aveva come obiettivo l'insegnamento delle arti tradizionali giapponesi. Già nel 1885 era stato reintrodotto nelle scuole l'uso dell'inchiostro, dei pennelli e della carta giapponese.
Dovremo aspettare molti anni prima di assistere a dei cambiamenti sostanziali. Ciò avvenne dopo la sconfitta nel secondo conflitto mondiale e con la stesura della nuova Costituzione del 1947 che sanciva la libertà di insegnamento (art. 23) e il diritto all'istruzione obbligatoria e gratuita (art. 22). Questi cambiamenti furono fortemente voluti dalle forze di occupazione americane. L'istruzione obbligatoria fu portata a nove anni (6 + 3). Si introdusse la formula 6 + 3 + 3 , ossia sei anni di scuole elementari, tre anni di junior high school, e altri tre anni di senior high school, dopo i quali si può accedere all'università superando un difficile esame di ammissione.
Bibliografia
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Corradini, Piero. 1999. Il Giappone e la sua storia. Bulzoni, Roma.
Gatti, Francesco. Modernità e tradizione nella scuola giapponese 1868-1890. "Rivista di storia contemporanea", VI, 3, 1977. Loescher, Torino.
Ishikawa, Matsutarou. The Meiji Restoration and Educational Reforms. "Acta Asiatica", n. 54, 1988. Touhou Gakkai, Tokyo.
Reischauer, Edwin. 1988. Storia del Giappone dalle origini ai giorni nostri. Bompiani, Milano.
Takeshita, Toshiaki. 1996. Il Giappone e la sua civiltà: profilo storico. Clueb, Bologna.
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