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Murakami Ryuu

Enfant terrible della letteratura giapponese, Murakami Ryuunosuke è nato il 19 febbraio 1952 a Sasebo, nella provincia di Nagasaki. Non ha completato gli studi alla Musashino Bijutsu Daigaku.
Nel 1976 ha vinto il premio Gunzou Shinjinshou e il prestigioso Akutagawashou per il libro "Kagirinaku to umei ni cikai buru" (Blu quasi trasparente), che parla di una gioventù immersa nel sesso, nel rock e nella droga e che vive vicino ad una base militare americana, come lui.
Il libro viene considerato non solo un fatto letterario, ma anche sociale, che catalizza l'attenzione del pubblico e della critica.

Nei libri successivi, l'elemento distruttivo viene sostituito da una maggiore tranquillità d'animo.
Ha vinto successivamente il premio Yomiuri Bungakushou nel 1998 per il libro "In za miso suupu" (In the miso Soup) e il Tanizaki Junichiroshou con "Kyou sei chu".

Le opere principali sono:

1976 Kagirinaku toumei ni chikai buru (Blu quasi trasparente)
         Umi no mukou de sensou ga hajimaru
         (Comincia una guerra al di là del mare)
1980 Koin rokkaa beibizu (Coin Locker Babies)
         Ai to gensou no fashizumu (Fascismo dell'amore e della fantasia)
         Nyuu Yoku shiti marason
         Tenis boi no yuuutsu (Melanconia del ragazzo del tennis)
1985 69
         Kokku sakkaa burusu
         Ekusutashi
1994 Gofun go no sekai (Il mondo dopo cinque minuti)
         Piasshingu
         Kibou no kuni no egusotasu (Il paese della speranza)

Nell'estate del 1999, esce per Shougakukan il libro intitolato "Ano kane de nani ga kaeta ka" (Cosa avremmo potuto comprare con quei soldi?) che suggerisce, anche attraverso delle illustrazioni, come meglio spendere i soldi pubblici.
Un esempio? Con 460 dei 500 miliardi di yen di fondi pubblici usati per salvare una banca destinata al fallimento, si sarebbe potuto dare un cane-guida ai 20.000 ciechi che lo stanno aspettando (l'addestramento di un cane-guida costa 23 millioni di yen).
Il libro è pieno di esempi concreti come questo, che fanno capire quale straordinaria quantità di denaro pubblico va sprecata.
Murakami ha scelto un ventenne studente d'arte di Kyoto per illustrare il libro, che ha venduto quasi 200.000 copie ed è stato recensito anche all'estero, ad esempio su Newsweek.
La morale del libro è l'importanza della conoscenza, che è il primo passo verso la possibilità di pensare in modo indipendente.

Tra i suoi film, di cui ha scritto anche la sceneggiatura, ricordiamo:

         Kagirinaku to umei ni cikai buru
         Raffurusu hoteru
1988 Topaz
         Kyoko (con Roger Corman e Takaoka Saki)

Il film "Topaz" (in italiano Tokyo Decadence) è stato premiato al Toronto Film Festival del 1992 e ha avuto molto successo in Italia:

A dire il vero sono molto sorpreso del successo commerciale del film in Italia. Anche perché è un film che ho fatto quasi con lo spirito di uno studente in un corso di cinema, un prodotto artigianale. Senza insomma pormi il problema del box-office e del pubblico.

Il 10 novembre 2000 si è tenuta a Milano, presso l'Hotel dei Cavalieri, una conferenza a cui hanno partecipato gli scrittori Murakami Ryuu e Murayama Yuka. Ecco una sintesi del discorso di Murakami Ryuu:

Durante i miei viaggi, in ogni ristorante trovo qualche giapponese che lavora. Ho visto giovani giapponesi dappertutto all'estero. Perché vanno all'estero? Perché questa "intelligenza" fugge all'estero? Non sono contenti di lavorare in Giappone, non si sentono appagati. Questo è un problema, perché non è che vada all'estero, ad esempio in Italia, solo chi voglia imparare la cucina italiana (cioè chi ha un motivo, ndr): molti scappano senza avere una meta, perché non sono contenti. Bisogna indagare le cause. Al mio paese sono rimasti solo anziani.

L'informazione è molto importante, bisogna comunicare con il mondo intero per non perdere la forza della vita, per non morire. Quando uno torna dall'estero, ogni tanto i giapponesi non credono a quello che viene loro raccontato. I media giapponesi, invece di far discutere, tendono a nascondere i problemi.

Sei sicuro dei tuoi figli? Questa è una frase molto abusata in Giappone. Di solito si risponde: i miei bambini sono a posto, sono normali. Ma i bambini possono cambiare e diventare instabili da un momento all'altro. Sulle riviste per impiegati si usano i termini kachigumi (vincenti) e makegumi (perdenti) per classificare le aziende. Sempre vogliamo etichettare, dividere i buoni dai cattivi, ma mai che si voglia risolvere il problema. Io voglio stuzzicare quando scrivo, voglio cambiare i media e la gente. A me non piace dire cosa bisogna fare, ma voglio dire almeno qual è il problema.

Il Giappone degli anni '50 sembra il Tibet, senza offesa per i tibetani. Ho un libro a casa, con foto in bianco e nero: non si riesce a credere che sia lo stesso paese di oggi. Le zanzariere erano ancora come in epoca Edo. Nel periodo dello sviluppo economico, tutti volevano le stesse cose e quindi siamo arrivati a pensare di essere tutti uguali, ma soprattutto di dover essere uguali.

Per far cambiare una persona, questa deve guadagnare qualche cosa e deve essere un grosso guadagno: per questo occorre molta fatica per far cambiare la gente. In Giappone c'è un clima generale di soffocamento, non passa l'aria da fuori, non c'è voglia di cambiamento. Ho chiesto a Nanami Shio, che vive a Firenze, perché l'Impero Romano ha fallito. Lei ha detto che non conosceva il motivo preciso, ma che comunque all'inizio usavano un sacco di stranieri.


Durante la conferenza, abbiamo raccolto alcune istantanee dell'autore.
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