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Nami
Corso di Porta Ticinese, 6
Tel: 0289401415
Orario: 11.30-14.30 19.00-23.30
Chiusura: lunedì
Coperti: 75
Aria condizionata: sì
Parcheggio: difficile
Disabili: mediamente difficile
Prezzo medio: 35 euro
Coperto: 2 euro
Servizio: no
Carte di credito: le principali (no Diners) e Bancomat
Giudizio di Nipponico: 68 (14 aprile 2008)
| Ambiente | 70 |
| Servizio | 65 |
| Cantina | 80 |
| Cucina | 64 |
Aperto nel dicembre 2004, Nami è un ristorante a gestione cinese. Il proprietario lavora nella ristorazione da più di 20 anni. Dal 1992 gestiva l'omonimo ristorante cinese "Mr Zeng". Nel frattempo, grazie alla moglie Loredana che fa parte della grande famiglia Gao, faceva esperienza di cucina giapponese nei ristoranti Sushi-koboo e Nu. Il locale, nel 2004, è stato interamente ristrutturato e rinnovato da mani sapienti, in grado di valorizzare gli elementi naturali e originali della struttura, conciliandoli con il rigore espositivo e funzionale di un locale che deve garantire un alto livello di servizio e una grande qualità del prodotto offerto. Già dall'esterno, il ristorante si presenta come una realtà unica ed invitante. La vetrina espone, nella loro semplice linearità e bellezza, eleganti canne di bambù che si ergono dal pavimento al soffitto, illuminate da lampade la cui luce si espande dal basso verso l'alto. Varcata la soglia, il passaggio è obbligato: un originale corridoio che rimanda ai pontili sul mare, realizzato con assi di legno e lastre di ferro, incorniciato in lingue di sabbia che scorrono lungo i lati, rappresenta l'accesso al ristorante come ad un piccolo porto. Qui si apre la sala, in un'accogliente e ovattata atmosfera orientale. Tutto l'ambiente è riscaldato dai toni naturali dei mattoni a vista che affiorano sulle pareti alternandosi agli inserti blu e oro, colori identificativi di Nami, che ritornano sul tovagliato e sui tavoli. Sulla destra del corridoio, nascosta da una tenda composta da canne di bambù e tubi d'acciaio, si apre l'area riservata ai tatami: questi ultimi, grazie alla originalità che ha contraddistinto la loro realizzazione, sono scorrevoli e quindi modulabili, adattandosi di volta in volta al tipo di clientela: da un tavolo singolo per due persone, la composizione dei tatami arriva fino a tavoli per dieci commensali. Particolarità del ristorante sono le tende, composte da canne di bambù e tubi di ferro, che, se mosse, riproducono suoni orientali che ben si intonano col lento scorrere dell'acqua che sgorga dall'originale fontana posta sul fondo del locale. Tutti gli elementi architettonici sono stati scelti per armonizzarsi perfettamente con la struttura originaria dell'edificio, della quale sono stati conservati i muri originali di mattoni a vista, una splendida colonna che campeggia al centro del corridoio e il soffitto, composto interamente da travi di legno riportate alla luce durante il restauro. Per non intaccarne la bellezza, si è optato per un impianto di aerazione sospeso in ferro, senza interventi invasivi sull'antica struttura lignea del soffitto. Anche la scelta dell'illuminazione non è casuale: candele e lampade in resina ricoperte con carta di riso sono sparse in ogni dove all'interno del ristorante, in una distribuzione leggera che non le rende mai aggressive o protagoniste. La clientela piuttosto giovanile e il successo del locale hanno fatto sì che l'ambiente sia diventato un po' meno romantico e più rumoroso. Assolutamente necessaria la prenotazione. Il servizio è affidato a personale cinese e italiano. Per quanto riguarda la cucina, il menu spazia tra i classici della cucina giapponese. Ottimo a pranzo per i suoi menu fissi. Non manca qualche tocco di creatività ed estro artistico, come l'Ura Ebiten, un uramaki con tenpura di gambero, salse e scaglie di patate fritte, o l'Onigiri Nami, polpetta di riso con salmone tritato, ricoperta di sesamo e scaglie di patate fritte. Alla carta dei vini, non molto brillante, si è affiancato ora il menu dei sake, con sei tipi diversi divisi in altrettante categorie, ognuno con la sua descrizione e l'abbinamento con un piatto del menu. Tutti i prodotti sono disponibili a bottiglia. A questi si aggiunge il sake del mese, disponibile anche a degustazione. Nei mesi di giugno e luglio del 2005 l'iniziativa è stata lanciata dall'evento Nami Sake Time. La società Wa-sabi, che fornisce tutti i sake, era presente una sera a settimana per far conoscere la nuova offerta, unica al momento per la coerenza della presentazione, e soddisfare le curiosità dei clienti. Nami è anche il primo ristorante il cui nome è stato suggerito da Nipponico.
Sito ufficiale
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