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In una notte di temporale
di Kimura Yuuichi
Salani, 1998
pagine 64
In una notte di temporale, una piccola capretta bianca vagava nell'oscurità. Senza pensarci un attimo si rifugiò in una capanna abbandonata sulla collina. Si accomodò in un angolo a riposare ascoltando il picchiettare della pioggia sul tetto. Ma ansimando qualcuno entrò nella capanna. Chissà chi era. La capretta drizzò le orecchie. Doveva essere sicuramente una capra. La capretta, sollevata, salutò il nuovo arrivato che, sorpreso e un po' spaventato, rispose sgarbatamente. Ma il nuovo arrivato non era una capra, bensì un lupo. Il lupo disse "Come? Chi ha parlato? Con questo buio, non si vede un accidente". Nel racconto tutto si svolge nel buio, ed è proprio il buio che fa scoprire ai bambini quanto siano simili nei desideri e nelle paure i due antagonisti per antonomasia. Il buio, come complice in positivo, non svelerà loro la vera identità dell'altro. Anzi, riprendendo il loro cammino al termine del temporale, si saluteranno come due buoni amici e con l'impegno di rincontrarsi il giorno dopo a mezzogiorno nello stesso posto. Una favola molto bella per bambini. La traduzione è di Paolo Volpato e le illustrazioni di Simona Mulazzani. L'editore Salani, noto per il valore delle sue pubblicazioni nel settore della letteratura per l'infanzia, non smentisce la sua fama e ci fornisce uno dei migliori libri, fra i pochi, dedicati all'opera per l'infanzia di un autore giapponese.
Kimura Yuuichi, scrittore contemporaneo per l'infanzia, ha pubblicato più di 290 racconti in Giappone. Con questa parabola delicata e profonda sulla diversità e l'amicizia ha vinto numerosi premi: il Premio come migliore pubblicazione per ragazzi da Koudansha, il Premio libro per ragazzi da Sankei, il Premio dal ministero della Sanità giapponese, il Premio dal ministero della Pubblica Istruzione giapponese (maggio 1998). Il racconto è stato scelto come testo di studio per le scuole elementari (quarto anno). Nell'anno 1999 ha vinto in Italia il premio "Libro per l'ambiente" (Lega Ambiente).
Nel 2000 il regista Pietro Arrigoni ne ha proposto una versione teatrale della durata di 50 minuti, produzione del Teatro Prova di Bergamo, che sta facendo il giro dell'Italia. Lo spettacolo si allinea per tematiche e motivazioni pedagogiche al mondo dei bambini dai 4 anni in su e al loro rapporto con il buio. Attraverso un coinvolgimento emotivo del bambino, nel corso della rappresentazione vengono forniti una serie di stimoli concreti per esplorare in chiave fantastica "il buio". Spunti di lavoro che potranno essere poi ripresi facilmente nei momenti successivi, nel corso della normale attività didattica. Pietro Arrigoni si è diplomato al The Mime Centre di Londra, diretto da Adam Darius, e dal 1990 si occupa di regia teatrale, sia per ragazzi che adulti. Da segnalare la partecipazione al Festival Internazionale "Theatre to Children 1997" a Bratislava (Slovacchia), con la regia di Liendees. Collabora con il Teatro Telaio di Brescia come attore e operatore teatrale in corsi di aggiornamento per insegnanti e come animatore nelle scuole di ogni ordine e grado. Cura la regia di: Ljendees – Pangea – L'ombra di papà. Dal 1991 lavora come attore per il Silence Teatro nei principali festival internazionali di teatro. Dal 1992 è il direttore artistico e insegnante di drammaturgia presso la "Scuola dell'attore" del Teatro Sociale di Montichiari. Nel 1998 ha tenuto il corso di aggiornamento per insegnanti organizzato dall'Università Cattolica di Milano. Conduce laboratori in Italia e all'estero. Insegna dal 1999 Drammaturgia e regia presso la Scuola Regionale di Teatro a Bergamo.
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