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Ore giapponesi
di Fosco Maraini
Corbaccio, 2000
pagine 532
Questa è la nuova edizione riveduta e aggiornata del testo pubblicato per la prima volta nel 1957. Maraini narra il suo avventuroso viaggio nel Giappone del conflitto mondiale fra il 1938 e il 1946, integrato dall'esperienza di un secondo viaggio nel 1953. Ottenuta una borsa di studio nel 1938 per condurre ricerche antropologiche sugli Ainu, Maraini era poi divenuto lettore d'italiano a Kyoto. Nel 1943 venne internato con la famiglia come antifascista. Egli ha così l'occasione irripetibile di vedere con i propri occhi la disfatta del Giappone, la ricostruzione e la transizione dal passato tradizionale alla convulsa modernità che affascina Maraini quanto l'antichità nipponica.
Maraini è dotato di squisita saggezza, e raramente si lascia condizionare dagli stereotipi. Il suo desiderio di comprendere l'autentico carattere giapponese gli fa abbandonare i tipici atteggiamenti occidentali. Dotato di una solida formazione scientifica, egli è capace di analizzare gli eventi senza fornire personali giudizi di valore, ma puntando piuttosto l'attenzione alla dinamica dei valori giapponesi e alla loro manifestazione e realizzazione. Il merito di Fosco Maraini è stato quello d'aver individuato correttamente il principio fondamentale dell'essere giapponese: il kimochi. Se per l'occidentale la ragione è il principio ordinatore dell'universo, per il giapponese la conoscenza avviene invece tramite il sentimento e la sensazione (kimochi).
Il testo si presenta come una serie di saggi di antropologia culturale uniti da un livello narrativo e discorsivo tipico del romanzo e da alcuni quadri descrittivi, ricordi e riflessioni. Riccamente illustrato con belle foto a colori e b/n, è completato da un saggio di Giorgio Amitrano.
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