Qual è lo scopo di questo sito Dizionario enciclopedico Tesi di laurea Progetto Kaguya Guida ai ristoranti giapponesi in Italia Se vuoi prenotare un albergo in Giappone o altrove
<< Torna al Dizionario - Lettera: P


Commenta la pagina
scrivendoci una mail

Stampa la pagina
in versione testo

Segnala la pagina
ad altra persona


Pillola anticoncezionale

Con una decisione che segna una svolta storica, nel giugno del 1999 il Ministero della Sanità giapponese ha approvato la vendita della pillola anticoncezionale a basso dosaggio, disponibile nei paesi occidentali dagli anni '70. Ultimo tra i paesi avanzati, il Giappone ha iniziato la commercializzazione nell'autunno del 1999. La pillola sarà acquistabile solo con ricetta medica e non sarà rimborsabile (il costo annuale è di circa 60.000 yen).
La continuazione del bando era diventata insostenibile dopo la rapidissima approvazione di altri farmaci "stranieri", come la pillola contro l'impotenza maschile, il Viagra, avvenuta all'inizio del 1999. Teoricamente il mercato potenziale è molto interessante: le donne in età fertile, dai 15 ai 49 anni, sono oltre 30 milioni. Ma anni di propaganda anti-pillola, focalizzata sui possibili effetti collaterali, ha reso buona parte della popolazione femminile scettica o tendenzialmente ostile. Occorrerà tempo per acquisire la fiducia del pubblico femminile.

Gli eventuali effetti collaterali, il tasso di natalità in diminuzione, la preoccupazione per un rilassamento dei costumi sessuali, l'aumento tra i giovani dei rapporti sessuali prima del matrimonio e il timore di una incentivazione alla diffusione di malattie come l'Aids erano stati i motivi ufficiali per la conferma del divieto negli anni precedenti, mentre si spingeva il preservativo come mezzo ufficiale per il controllo delle nascite in Giappone.
Ma non dimentichiamo l'aborto, pur condannato sia da buddhisti che shintoisti. Secondo Karel van Wolferen, la riluttanza dei medici era addirittura interessata, poiché senza la pillola si alimentava il mercato dell'aborto, anche se è difficile credere che le aziende farmaceutiche non fossero disposte a foraggiarli di più in cambio dell'introduzione della pillola. Intanto, la percentuale degli aborti tra le donne al di sotto dei vent'anni è aumentata del 20% nel periodo tra il 1982 e il 1988.
In precedenza, era disponibile soltanto una pillola ad alto dosaggio ormonale, un tipo di pillola che i paesi occidentali avevano introdotto all'inizio degli anni '60 e abbandonato alla fine del decennio. Secondo le direttive del Ministero della Sanità, la pillola doveva essere usata soltanto in quanto regolarizzatore ormonale o come rimedio per problemi quali l'amenorrea e la dismenorrea. Il ministero affermava che la pillola non era un metodo per il controllo delle nascite. Nel 1964, si tentò per la prima volta di ottenere l'approvazione della pillola da parte del governo. Ma nel 1965, forse perché il governo temeva di sconvolgere i costumi sessuali, il dibattito sulla questione si interruppe.
Nel 1994, il dottor Itou Hiroyuki, primario di ostetricia e ginecologia presso l'Ospedale internazionale St. Luke di Tokyo, affermava che questa riluttanza ad agire da parte del governo non era altro che "una campagna per far nascere più bambini". Il calo del tasso di natalità costituisce un motivo di preoccupazione per il Giappone, che sta invecchiando rapidamente. Il tasso di natalità è in continuo calo dal 1974, mentre sono aumentati i premi che le amministrazioni locali pagano alle coppie che mettono al mondo un figlio. Dall'ottobre del 1994, la cifra pagata per ogni parto alle coppie che vivono in una delle 23 circoscrizioni di Tokyo è aumentata a 300.000 yen.
Il governo è preoccupato anche per il peso finanziario sempre maggiore esercitato dai medicinali mutuabili prescritti ogni anno a carico del servizio sanitario nazionale, che copre il costo della pillola quando quest'ultima viene usata per ragioni "mediche". Nel periodo compreso tra il 1985 e il 1992, si è verificato un aumento del 70% dei medicinali prescritti. Le statistiche ufficiali valutano che si aggiri intorno a 200.000 il numero di donne che, nel 1993, hanno usato la pillola ad alto dosaggio ormonale come contraccettivo. Ma il dottor Itou ritiene che si tratti di una cifra inferiore alla realtà, e spiega che molti dottori scrivono apposta "mestruazioni irregolari" sulla loro ricetta, in modo che la paziente possa farsi passare la pillola dalla mutua.
Per quanto riguarda i costumi sessuali, nel 1994 i giovani giapponesi che ammettono di aver avuto rapporti sessuali prima del matrimonio sono il doppio, rispetto al 1984. In Giappone la percentuale di studenti delle scuole superiori che ha rapporti sessuali è aumentata dall'8% nel 1981 al 15% nel 1993. Per quanto riguarda i ragazzi dai 18 ai 22 anni, le percentuali hanno fatto registrare un netto aumento: dal 25% al 50%.
Molti medici e molte associazioni per la pianificazione familiare affermano che attualmente, in Giappone, il fenomeno della maternità delle adolescenti è un grosso problema. Che il governo sia disposto o no ad accettarlo, il numero di persone che hanno rapporti sessuali al di fuori del matrimonio non sta diminuendo.

Anche l'uso di contraccettivi risulta in aumento. Secondo un sondaggio di Mainichi Shinbun del giugno 1994, su un campione di 1.800 donne sposate, il 78,4% di loro fa uso di contracettivi, rispetto al 75,3% nel 1992. Il Giappone detiene il primato nell'uso di preservativi. Otto persone su dieci che intendono usare un contraccettivo scelgono il preservativo, mentre soltanto una su cento sceglie la pillola. Questo dato ha fornito al Ministero della Sanità una nuova scusa per continuare a tenere al bando la pillola. Secondo il Ministero della Sanità, l'uso dei contraccettivi orali farebbe diminuire quello dei preservativi e comporterebbe così una maggiore diffusione dell'Aids. Ma l'affermazione non è sorretta da alcuna statistica. Uno studio compiuto nel 1992 dall'International Committee for Research in Reproduction di Ginevra, concludeva che non esistono prove che possano indicare un eventuale contributo, da parte dei contraccettivi orali, alla diffusione più rapida, in tutto il mondo, dell'Aids. Tra l'altro, in alcuni studi compiuti da ricercatori americani e inglesi si dimostra che i preservativi hanno una sicurezza contraccettiva dell'85% rispetto al 99% della pillola.
Secondo il dottor Kitamura Kunio, direttore dell'Associazione giapponese per la pianificazione familiare di Tokyo e ginecologo di professione, il modo in cui le coppie giapponesi usano il preservativo non le protegge comunque dall'Aids: i giapponesi utilizzano il preservativo soltanto nel periodo durante il quale la donna ha più probabilità di rimanere incinta e non usano nulla per il resto del mese.

In ogni caso, il problema non è tanto ciò che le persone dovrebbero usare, quanto la possibilità di scelta che dovrebbero avere. La scelta di un contraccettivo dovrebbe essere "la scelta di una persona, non del paese in cui vive", afferma Ashino Yuriko, vicedirettore generale della Federazione giapponese per la pianificazione familiare, la quale aggiunge: "La pillola diverrebbe molto più popolare se le donne ricevessero maggiori informazioni su di essa".
In Giappone, quando si parla di pillola, emerge sempre il timore per i suoi gravi effetti collaterali. Quando gli è stato chiesto un commento sulla concorrenza che la pillola fa al preservativo, Okamoto Takehiko, presidente della Okamoto Industries, la più grande ditta produttrice di preservativi del Giappone, ha risposto: "Ma la pillola non fa aumentare di peso e provoca il cancro?". Si tratta di un'opinione che ben rappresenta quella di molte donne giapponesi, e costituisce forse un altro dei motivi per cui le ditte produttrici di preservativi vanno così bene.
La pillola a basso dosaggio ormonale è composta da una combinazione di ormoni steroidi, estrogeni e progestine. La sua azione principale consiste nell'inibire l'ovulazione. Negli ultimi decenni, una migliore formulazione, unita a un dosaggio minore dei suoi componenti, ha condotto a una diminuzione degli effetti collaterali; tuttavia, se ne registrano ancora, ma di lieve entità, come la nausea, la tensione al seno, l'aumento di peso e la diminuzione del flusso sanguigno. Recenti studi hanno anche dimostrato l'esistenza di effetti benefici da parte della pillola, non collegati alla contraccezione. Alcune pillole a basso dosaggio ormonale determinano una riduzione del rischio di cancro alle ovaie e dell'endometrio.
Le pillole ad alto dosaggio ormonale contengono una combinazione analoga di estrogeni e progestine, ma in quantità almeno dieci volte maggiore rispetto alle pillole a basso dosaggio. In Occidente hanno rappresentato la prima generazione delle pillole anticoncezionali, ma da allora sono state gradualmente ritirate dal mercato e sostituite.
Nel marzo del 1992, con grande sorpresa e sgomento da parte dei medici, delle associazioni per la pianificazione familiare e delle donne, vennero bloccati otto tipi di pillole a basso dosaggio ormonale presentati, per essere approvati, al Consiglio centrale giapponese per gli affari farmaceutici. Alcuni test clinici, condotti dal ministero a partire dal 1987 su 5.000 donne, avevano rilevato la presenza di effetti collaterali di lieve entità, simili a quelli rilevati attraverso i test compiuti in Occidente.

Più di 80 milioni di donne in tutto il mondo usano la pillola. Nei paesi industrializzati la usa più del 14% delle donne sposate, mentre in Giappone sono meno dell'1%. Secondo un sondaggio del 1994, il 13% avrebbe usato la pillola se fosse stata disponibile, in linea con la percentuale che la usa in altri paesi.

Un parere contro

Molti, in Occidente, vedevano in questo divieto un altro segno dell'arretratezza del Giappone, ma secondo lo storico Francis Fukuyama i burocrati della sanità giapponese potevano essere più saggi di quanto non sembrasse. Dalle pagine del New York Times Fukuyama affermava che, anche se oggi la pillola è considerata "normale", la sua introduzione nelle società occidentali ha avuto conseguenze assai più profonde di quanto si immaginasse all'epoca. Si pensava che la pillola avrebbe dato alle donne un maggior controllo della propria vita riproduttiva; invece la sua introduzione provocò un dilagare di rapporti illegittimi, di divorzi e di ragazze madri. Ciò può essere spiegato con l'emergere di una conseguenza del tutto imprevista: dando alle donne il mezzo per prevenire le gravidanze, la pillola liberava gli uomini dalla responsabilità sociale legata alle conseguenze dell'atto sessuale. L'uso del preservativo mantiene attiva nella coppia la comunicazione. Con la pillola, tutta la responsabilità grava sulla donna.
Gli economisti Janet Yellen e George Akerlof hanno recentemente dimostrato che negli Stati Uniti la pillola, tra le altre cose, ha portato a una drastica riduzione dei matrimoni "riparatori" tra i primi anni '60 e gli anni '80. All'inizio di questo periodo la società imponeva regole severe ai giovani che mettevano incinta le proprie fidanzate. Vent'anni dopo, la pillola aveva paradossalmente liberato gli uomini, più che le donne, dalla responsabilità per i figli procreati. Le famiglie senza padre che ne sono derivate hanno contribuito a aggravare una serie di altre malattie sociali, come la povertà, il crimine, il semianalfabetismo e la tossicomania. Ora che la pillola è stata legalizzata, potremo verificare se produrrà conseguenze simili a quelle prodotte in Occidente.
Inoltre, secondo Fukuyama, il Giappone e i paesi asiatici si distinguono dagli altri paesi sviluppati per l'assenza di molte delle disfunzioni sociali che affliggono le società occidentali. Nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale il tasso di crimini violenti in Giappone si ridusse, mentre negli Stati Uniti e in Europa cresceva rapidamente. Il numero di divorzi è cresciuto solo leggermente negli ultimi 40 anni, mentre le famiglie con un solo genitore restano molto rare. Non ci sono punte estreme di povertà, tossicomania o gravidanze adolescenziali, nonostante il Giappone abbia un'assistenza sociale minima se paragonata a quella del Nord America e, più ancora, dell'Europa.

Anche se la crisi economica asiatica ha screditato gran parte del dibattito sui cosiddetti "valori asiatici", lanciato all'inizio degli anni '90 dall'ex premier di Singapore Lee Kwan Yew, questi aveva ragione almeno su un punto: le società asiatiche sono più ordinate di quelle occidentali in gran parte perché hanno famiglie più forti e più stabili. E la stabilità della famiglia tradizionale poggia, in Asia come altrove, su una divisione sessuale del lavoro.
Sondaggio dopo sondaggio, le donne giapponesi hanno mostrato una forte preferenza per il tradizionale ruolo materno piuttosto che per la carriera. Questa preferenza culturale è stata rafforzata da leggi intese a proteggere le donne ma che, da un punto di vista occidentale, finiscono per discriminarle nei luoghi di lavoro. Solo negli anni '80 le impiegate giapponesi hanno conquistato il diritto di lavorare tante ore quanto i loro colleghi maschi, mentre alle operaie è stato concesso solo recentemente di fare i doppi turni. Ciò le ha di fatto escluse dal sistema giapponese di impiego a vita. Il risultato è che la forza lavoro femminile è assai bassa rispetto agli altri paesi sviluppati, e la differenza di reddito tra i sessi resta ampia.
Fukuyama ipotizza che la famiglia giapponese, e quindi la vantata stabilità sociale del paese, sarà distrutta entro la prossima generazione. Il Giappone sta iniziando la deindustrializzazione che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno attraversato una generazione fa, quando i lavoratori maschi cedevano il posto a macchine intelligenti e a immigrati mal pagati. A causa della storicamente bassa fertilità giapponese, il paese patirà una seria mancanza di forza lavoro, poiché nel XXI secolo perderà ogni anno ben più dell'1% della sua popolazione. Questa riduzione potrà essere fronteggiata o con l'immigrazione straniera, che finora il Giappone ha osteggiato, o incoraggiando le donne a lavorare. Assieme alla pillola, questi fattori faranno crollare il contratto sociale su cui la società giapponese si è tradizionalmente basata, e cioè lo scambio tra le risorse maschili e la fertilità femminile.
Chi scrive su Nipponico Come previsto dalla nuova Legge sull'editoria Come funziona la trascrizione del giapponese su Nipponico Valuta la possibilità di fare pubblicità su Nipponico Inserisci Nipponico nel tuo bookmark