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Pinku Punk
Punk giapponese al femminile
di Cristiano Mancini
6 settembre 2005. Le ragazze, nella scena musicale giapponese, hanno avuto dagli anni '80 in poi un ruolo abbastanza centrale, sia nella musica pop che negli esperimenti d'avanguardia, se pensiamo a personaggi come Yoshimi dei Boredoms o Haco (After Dinner/Hoahio) fino alla musica rock con figure come Yuki di Judy and Mary, piuttosto che Chara o ancora gruppi come le Shonen Knife o Buffalo Daughters. La figura femminile è diventata sempre più importante anche se pensiamo alle voci dei gruppi dell'ondata di Shibuya; questo ha dato via alla nascita, alla fine degli anni '90, di un sottobosco di gruppi punk indipendenti composti da sole ragazze. Una schiera di ragazzine urlanti, che uniscono a un aspetto esteriore dolce e kawaii, una musica totalmente rumorosa e devastante; una sorta di gattina Hello Kitty con fauci da leone. Come molti movimenti giovanili giapponesi, non si può parlare di rivolta, di sistemi nuovi in conflitto assoluto con i vecchi, ma c'è sempre una sorta di integrazione tra le due parti e forse il termine punk, almeno nell'accezione in cui lo intendiamo noi, può rivelarsi un termine poco approriato. Infatti queste ragazze non rinnegano completamente la loro femminilità, il loro essere carine, come spesso è avvenuto per molti gruppi punk femminili occidentali; la loro immagine, il loro modo di porsi, i colori delle copertine dei dischi, hanno sì a che fare con un'estetica punk, ma quasi fumettizata, morbida e colorata. Ma non c'è nessun intento di edulcorare qualcosa di poco accessibile, anzi è proprio lo stridore tra questi due elementi (l'immagine ultra-dolce e la musica devastante) a urlare più forte. Stridore che noi sentiamo come opposizione, ma che in Giappone è visto come perfetta unione. Riguardo alla musica, varia da gruppo a gruppo, comunque come comune deniminatore si può trovare l'esperienza di gruppi noise come Boredoms e Melt Banana, uniti chiaramente ad un infulenza massiccia della musica punk occidentale vecchia e nuova, quindi gruppi come Ramones piuttosto che Sex Pistols e Nirvana. In secondo luogo troviamo le già citate Shonen Kinfe, vere antesignane di questa sorta di scena, che uniscono al punk melodie molto pop ed è infatti proprio il pop ad essere il germe sotterraneo di parecchi di questi gruppi. Questa sorta di scena musicale, che spesso fa capo alla etichetta discografica Benten, sta riscuotendo parecchio seguito, anche fuori dal Giappone. Negli Stati Uniti, per esempio, la Japan Girl Nite (una sorta di festival di gruppi giapponesi punk al femminile) ha riscosso molto successo nel 2004 e quest'anno si è ripetuto con più date ancora e sono uscite parecchie compilation che raccolgono questi gruppi tra le quali Benten Punk Bentoh. Le formazioni oggi sono tantissime e spuntano da ogni dove ed hanno tutte caratteristiche diverse e originali, per comodità citeremo le più importanti e significative.
Bleach (aka Bleachmobile). Il perfetto esempio di gruppo punk femminile. E' composto da tre ragazzine: Kanna (chitarra e voce) Suke B. (basso e voce) e Sayuri (batteria). Dietro un aspetto da teen-ager comuni e un po' timide, scatenano una musica tra le più devastanti della scena: voci urlate e sopra le righe, basso slabbrato, iniezioni noise e ritmi adrenalinci. Hanno fatto parecchi album, tra cui i più significativi sono: Three Girl from Okinawa (2003), Kibaku-zai (2000), Bleach (2003). Devastanti.
Mummy the Peepshow. Molto spesso ai concerti vengono vestite come liceali o come Kogal in giro per Harajuku. Fanno una musica molto vicina al punk adolescenziale americano, ma molto più pop. Esse sono: Maki Mummy (voce e chitarre), Naru (basso) e IxDxMxUx (batteria). Molto divertenti e spassose, hanno fatto vari album tra i quali: Mummy Builion (1998), This Egg Speaking (1999), Electric Roller Girl (2000).
Kokeshi Doll. Taglienti come una lametta affilata, drammatiche e violente. Uniscono un sound molto ricercato e minimale al tempo stesso con una voce usata in maniera molto particolare che sa raggiungere una certa drammaticità. Sono Okuyama Naomi (voce e chitarra), Oiwake Satoe (basso) e Yokoo Kaori (batteria). Tra le più seriose dell'asembramento, hanno prodotto due mini-album: Kokeshi Doll (2002) e Pirukouri (2003).
Anadorei. Si presentano come un gruppo sexy, procante e spesso ai concerti si esibiscono mezze nude, ma musicalemte sono uno dei gruppi meno ammicanti che esistano, una sorta di punk noise, pieno di feedback, fischi e vocette sgraziate, rumorossimo. Il loro unico album, Pussy Cannibal Holocaust (2002), è composto da 13 pezzi che non superano mai il minuto, più una cover di Sister Ray dei Velvet Underground da anfetamina.
Go!Go!7188's. Un gruppo con un impianto più classicamente punk-rock, molto influenzato da Judy and Mary, molto attento anche alla ricerca delle melodie. Sono tra le formazioni più conosciute e apprezzate, visto il genere più accessibile. Sono Hamada Akiko (basso e voce), Nakashima Yumi (chitarra e voce) e, unico ragazzo dell'accolita, Taakii (batteria). Hanno fatto vari dischi tra cui: Tora No Hana (2002), Tategami (2003), Ryuzetsuran (2004).
Lolita no.18. Una delle formazioni più "vetuste" visto che sono parecchi anni che suonano in giro. Si distinguono per un punk molto vario e a volte sperimentale, che si incrocia con melodie un po' sghembe e una voce sopra le righe. Tra i dischi più importanti: Karate no sensei (2001).
Tsu shi ma mi re. Una tra le formazioni più originali e divertenti. Innesta su una base di punk-funk melodie tradizionali e a volte pop. Sono Mari (voce/chitarre), Yayoi (basso) e Mizue (drums). Il loro mini-album si chiama Pregnant Fantasy (2004).
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