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Platonic Sex Platonic Sex
Rizzoli
2004




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Platonic Sex
Le letture degli adolescenti giapponesi fra trasgressione e autonomia
di Cristiano Martorella

5 marzo 2005. Recentemente si è assistito alla prolificazione di un inquietante nuovo genere letterario costituito dalle autobiografie delle avventure sessuali di giovani adolescenti. Il fenomeno è avvenuto in contemporanea in Europa, America e Asia. Sicuramente simili eventi sono da imputarsi ai meccanismi perversi dell'editoria e dei mass media. Infatti l'insistenza dei media sui reati sessuali spingono l'interesse morboso verso argomenti che dapprima vengono condannati, poi esaltati. D'altronde non è raro vedere l'intervista di qualche maniaco in televisione, e la creazione di personaggi che in effetti sono soltanto dei miserabili. Soprattutto non è equilibrato il rapporto con il sesso che essendo considerato ancora come qualcosa di peccaminoso, viene identificato con la trasgressione e quindi il crimine. I media giocano con queste contraddizioni e ambiguità lucrando il più possibile, e l'editoria non è da meno.
Dopo questa premessa ci si aspetterebbe una condanna di queste opere da parte di chi scrive. Invece questi libri vanno considerati nel doppio movimento psico-sociale in cui sono inseriti. Da una parte l'esaltazione del sesso negli aspetti commerciali, dall'altra la paura del sesso (sessuofobia) e la repressione(1). Perciò questi libri vanno valutati seriamente, mostrando le contraddizioni della società. Viceversa condanniamo la mancanza di serietà degli psicologi che imputano tutte le colpe ai giovani e al loro presunto vuoto di valori. In questo senso si comprende la presa di posizione a favore del libro di Iijima Ai intitolato Platonic Sex, recentemente tradotto e pubblicato da Rizzoli. Il volume ha ricevuto una entusiastica recensione sulle pagine di "LG Argomenti"(2) ed è meritevole di maggiore approfondimento perché rientra appunto nel genere di opere prima descritte.
L'interesse verso il libro dovrebbe essere già suscitato dalla notizia che questo romanzo è un best-seller che ha venduto milioni di copie in Giappone, Corea, Taiwan e Hong Kong, trovando apprezzamento negli adolescenti e inquietudine negli adulti. Presentato come libro scandalo di una star televisiva giapponese con trascorsi di attrice di film hard, l'autobiografia di Iijima Ai ha ben pochi contatti con la letteratura erotica, narrando in modo asciutto e privo di enfasi le avventure e sventure sessuali di una ragazza fuggita da casa all'età di quattordici anni. Piuttosto è il punto di vista di una ragazza che ha affrontato la vita senza mai descriversi come una vittima. Capire che cosa rappresenti il libro Platonic Sex per tanti giovani è un dovere dell'educatore. Capirne il successo editoriale è un dovere del critico letterario. Condurre questa duplice esplorazione non è facile, irta com'è di insidie costituite dall'argomento pruriginoso, eppure la difficoltà esaspera la necessità.
Il testo è stilisticamente improntato a un linguaggio giovanile, utilizzando una grammatica essenziale e semplice come nei romanzi di Yoshimoto Banana, i cui scritti sono accostati più al manga (fumetto) piuttosto che allo shousetsu (racconto). Abbondano i temi gergali, con particolare riferimento alla vita metropolitana di Tokyo, e le allusioni che rimandano alla cultura pop giapponese. Questa semplicità linguistica è anche il motivo del successo fra gli adolescenti, facilitati in ciò nella lettura, ma è soprattutto un indizio straordinario di ingenuità e spontaneità. Senza dubbio la retorica più forbita maggiormente nasconde l'insidia della menzogna. Sono frequenti i termini volgari, mai usati come decorazione o effetto scenico, viceversa come comune intercalare dei giovani. Così è presente il periodo diretto, piuttosto che indiretto, ulteriore semplificazione del linguaggio. Non ci sarebbe alcunché di eccezionale in ciò se la tradizione delle arti giapponesi non avesse esaltato in maniera inverosimile il valore della semplicità, sobrietà, leggerezza. Così agli eccessi narrativi dei contenuti, spesso scabrosi, porta equilibrio la prosa asciutta e succinta. Lo stile adolescenziale di Iijima Ai permette, impresa alquanto difficile, di rendere sopportabile la lettura di argomenti indigesti e addirittura disgustosi. Affiora, senza esercizio della retorica, la riflessione più potente. Se gli adolescenti sono costretti a sopportare tante ingiustizie, perché il lettore dovrebbe scandalizzarsi e ipocritamente volgersi altrove? Così è affidato alla letteratura il compito di riportare giustizia attraverso l'esibizione dello scandalo. Una generazione di angeli sporchi che spaventa gli adulti strappa il velo del silenzio e inonda di luce la coscienza. Si aggira un nuovo genere di Lolita che invece di essere oggetto lubrico diviene soggetto pensante.
La storia di Iijima Ai è abbastanza semplice quanto sconcertante. Le incomprensioni con i genitori causate da un modello educativo esclusivamente proibitivo, spinsero la ragazza a cercare fuori dalla famiglia una propria identità, anche a costo di delinquere. Ciò che falliva era la comunicazione fra adulto e adolescente.

Mi comportavo male, perciò si arrabbiavano con me. Ma mai che mi dicessero perché non dovevo farlo, perché era sbagliato. Se nessuno mi dava spiegazioni, io non potevo capire da sola. I miei si limitavano a urlare "Questo non si fa", "Quello non va bene", niente di più. Mi mancava proprio il passaggio fondamentale. Se infrangevo le regole, nient'altro che urla e pugni. Ecco perché, ogni volta scappavo di casa.(3)

Ancora incomprensioni riguardano la condotta sessuale degli adolescenti. Pur essendo noto, grazie alle conoscenze mediche, che gli adolescenti hanno uno sviluppo fisico e un livello ormonale che spinge naturalmente a una intensa attività sessuale, le società moderne cercano in ogni modo di reprimere e nascondere l'evidenza. Iijima Ai aveva un ragazzo che si chiamava Takanori e con lui trascorreva le giornate esplorando i misteri del sesso nei love hotel di Tokyo.

Dopotutto eravamo solo studenti delle medie, non abitavamo da soli, e quegli hotel rappresentavano il nostro unico spazio di libertà. Ecco perché adoravo gli appuntamenti per andare al love hotel. [...] Mentre i compagni di classe sudavano in palestra o al circolo, noi grondavamo nei love hotel. Non era più una questione di piacere fisico. Fare sesso era bello e basta. Oggi proviamo a farlo così. Facciamolo in bagno. Usiamo il vibratore. Quante volte possiamo farlo in un giorno? Arrivammo addirittura a undici. Ovviamente ci stancavamo da morire, fino a farci male. Pallidi, divorati dalla curiosità, vivevamo per il sesso.(4)

La proibizione ha effetti devastanti nella formazione degli individui, specialmente se è ingiustificata. Sono le proibizioni insensate a creare il comportamento trasgressivo. Ciò risulta evidente nelle vicende di Iijima Ai che non ha mai avuto la possibilità di trovare un equilibrio fra i suoi ingenui desideri e il sistema coercitivo dei doveri sociali. Anche la relazione con Takanori fu bruscamente troncata dai genitori del ragazzo che lo richiamarono con la forza a un comportamento più responsabile. Il risultato fu che Ai si ritrovò senza alcun appoggio, e chiedendo soccorso agli amici si ritrovò in una condizione di dipendenza, subendo perfino l'abuso e l'umiliazione della violenza sessuale.

Questa è l'amicizia per i maschi? Che brutta razza. La ragazza di un amico non dovrebbe neanche essere vista come una donna, e comunque, quand'anche dovesse capitare, è ovvio che il solo pensiero di allungare le mani sarebbe una bestialità, anche se sotto effetto dell'alcol. Ne ero pienamente convinta, ma dopo quella volta, purtroppo, dovetti constatare che la realtà è cosa ben diversa dalle nostre supposizioni.(5)

La ragazza aveva abbandonato ogni rapporto con la famiglia, era fuggita e aveva trovato il modo più o meno lecito di sostenersi. A spingerla verso un futuro incerto erano le stesse istituzioni che l'avevano già marchiata come criminale in tenera età.

Tendenza criminale minorile. Esiste un'espressione così. Indica quei minori di ambo i sessi che non hanno commesso crimini, ma che si teme possano farlo in un futuro più o meno prossimo. Pare che ci sia addirittura un test per riconoscerli, basato sulla capacità o meno di scagliare una pietra contro un animale di piccola taglia da distanza ravvicinata. Io ero una di quei minorenni con tendenze criminali.(6)

Così si teorizza anche la punizione preventiva per le supposte canaglie, gli adolescenti che non si conoscono, non si comprendono e perciò vanno puniti. Questa condizione indica lo sfacelo delle istituzioni pedagogiche che sempre più spesso usano indiscriminatamente il termine di criminalità giovanile, spingendo tanti giovani a trasgredire per realizzare un proprio progetto di vita. I crimini dell'adolescente Iijima Ai erano marinare la scuola, andare in discoteca, fare sesso con il proprio ragazzo. Averla marchiata come criminale in età così giovane, l'ha sicuramente spinta verso atteggiamenti più trasgressivi e illeciti, ottenendo il risultato opposto. Iijima Ai spiega chiaramente la sua reazione alle ingiustizie subite.

Se qualcuno mi criticava alle spalle, me ne infischiavo. I sensi di colpa nei confronti dei genitori e del mio ragazzo, la salute, non me ne importava più di tanto. Ogni traccia di buoni sentimenti era completamente scomparsa.(7)

A sedici anni Iijima Ai trova lavoro in un night club di Tokyo e rimane entusiasta di quel mondo evanescente, ma sfarzoso, che le permette di sopravvivere.

Le hostess dei locali di Roppongi erano tutte ragazze in gamba. Il trucco sempre perfetto, vestiti carini e pietre preziose luccicanti al dito. [...] Sin dall'infanzia mi avevano spinta a leggere biografie di grandi personaggi: Helen Keller, Madame Curie, Florance Nightingale. Probabilmente i miei speravano che ne avrei tratto il buon esempio per crescere secondo principi sani e diventare una persona dabbene. In realtà, fra quelle pagine, non avevo mai trovato donne da ammirare o rispettare, mi sembravano tutte fandonie e, comunque, non invidiavo affatto la loro vita. Contrariamente alle aspettative dei miei genitori, le prime persone per cui ho provato rispetto, al punto di farne un ideale di vita, sono state le hostess dei night club.(8)

Probabilmente i modelli che gli educatori forniscono agli adolescenti sono troppo distanti dalla vita sociale delle moderne città. Non bisogna stupirsi che vengano ignorati. Ciò che è più vicino finisce sempre per essere più forte. Allora bisogna evitare di fornire modelli troppo astratti che non possono avere alcuna presa sulla gioventù, e ripensare l'educazione in funzione della società contemporanea concreta. La vita metropolitana è però piena di insidie, e così ci si può ritrovare rapidamente in situazioni disgustose e incresciose. Ai si innamora di un ragazzo, Shin'ichi, che poi si ammala e scopre d'essere coinvolto in un giro di prostituzione. Per procurarsi il denaro per curare il ragazzo, Ai finisce a sua volta per prostituirsi. L'esperienza è amara, le riflessioni importanti.

Non c'è nessun uomo disposto a versare una lacrima per me? Si divertono e poi basta, se ne vanno. Soltanto in quel momento mi vogliono bene. È triste, troppo triste. [...] Che cos'è l'amore? Cosa significa amare? [...] Chi sono gli adulti? Cosa pensano? Si possono stringere tutti fra le braccia? Ho perdonato perché voglio essere amata. Ho perdonato perché non voglio essere odiata. Non voglio essere amata solo per gioco.(9)

Da questa riflessione nasce anche il titolo del libro, Platonic Sex, ovvero una sessualità priva di coinvolgimento emotivo, quindi incompleta. A diciotto anni Iijima Ai debutta nel mondo cinematografico dei film hard. Il bisogno di denaro la costringe a intraprendere la carriera di attrice. La ragazza è esplicita nel descrivere in maniera disillusa la sua esperienza.

Le ragazze sognano, ma i tipi delle agenzie sanno fin dall'inizio che resteranno solo sogni. Oggi vendi e domani sparisci. Usa e getta. E la regola vale in modo particolare per le ragazze dei film per adulti, molto più che per cantanti e attori. Questa è la verità, nondimeno tutti continuano a sputare balle e le ragazze restano con un palmo di naso.(10)

Una svolta positiva avviene quando Ai è chiamata a condurre un programma televisivo. Ha successo e le si prospetta una carriera più tranquilla nei talk show della televisione. I genitori vedono il programma e riescono a contattarla. Si ristabilisce un rapporto e presto la situazione migliora. Ogni equivoco del passato è cancellato e incredibilmente si stabilisce un clima di serenità nella famiglia. Ormai Iijima Ai è una persona adulta capace di affrontare le difficoltà e le responsabilità della vita.
Ciò che sorprende il lettore è la forza morale sprigionata dal libro. Mai vittimismo nonostante l'evidenza dell'ingiustizia subita. Soltanto coraggio e la voglia di affrontare la vita. Allora si capisce perché Platonic Sex sia un best-seller adorato dagli adolescenti. Il messaggio che trasmette è forte: i giovani devono trovare in se stessi l'energia e la fiducia per superare le difficoltà della vita.

Note

1. Sulla questione della repressione giovanile si è scritto pochissimo, ancora meno sulla repressione giovanile in Giappone. Ricordiamo un raro contributo che ha puntato l'attenzione sui fenomeni di repressione nella società contemporanea. Cfr. Martorella, Cristiano. Yokuatsu. Repressioni e giovani, in "LG Argomenti", anno XL, n. 2, aprile-giugno 2004, pp. 71-75.
2. Cfr. Martorella, Cristiano. Segnalazioni, in "LG Argomenti", anno XL, n. 2, aprile-giugno 2004, p. 82.
3. Cfr. Iijima, Ai. 2004. Platonic Sex. Rizzoli, Milano, pp. 29-30.
4. Ibidem, pp. 41-42.
5. Ibidem, p. 53.
6. Ibidem, p. 27.
7. Ibidem, p. 60.
8. Ibidem, pp. 66-67.
9. Ibidem, pp. 101-102.
10. Ibidem, p. 140.
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