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Popolazione
I giapponesi sono una popolazione la cui origine è tuttora discussa. Hanno un colorito giallo bruno pallido, statura media, corporatura robusta, capelli e occhi scuri. Il censimento della popolazione è stato introdotto in Giappone nel 1920 e si svolge ogni cinque anni (l'ultimo dato disponibile al momento è relativo al 1995). Inoltre, ogni anno viene rilasciata una stima ufficiale, basata sulle tendenze evidenziate dal censimento (l'ultimo dato disponibile al momento è relativo al 1999). Nel 1872, anno di cui è disponibile una prima stima della popolazione, in Giappone vi erano poco meno di 35 milioni di abitanti. L'ultimo censimento assomma a 125,5 milioni, mentre l'ultima stima ufficiale è 126,6 milioni. Come numero di abitanti, il Giappone è al settimo posto nel mondo, dopo Cina, India, Russia, Stati Uniti, Indonesia e Brasile. Per quanto riguarda la densità, si è passati dalle 91,2 persone per km² del 1872 alle 336,8 del censimento, fino alle 339,8 dell'ultima stima. La densità media della popolazione deve essere ricondotta agli 80.000 km² di pianure, il che la fa salire vertiginosamente. In Giappone ci sono 11 città con oltre un milione di abitanti. Infatti, il 78% della popolazione vive in città. La migrazione verso le aree urbane assume un grande rilevo negli anni '60 e si concentra verso le tre maggiori aree metropolitane di Tokyo, Osaka e Nagoya, che raccolgono oggi circa il 44% della popolazione, mentre l'area di Tokyo, unica meta del flusso migratorio a partire dagli anni '80, rappresenta il 24% della popolazione totale. Lo spettro della sovrappopolazione ha assillato a lungo il paese e ha portato all'ingegnosa valorizzazione delle regioni di montagna e litoranee, alla colonizzazione di Hokkaidou a partire dal periodo Meiji (1868-1912), all'emigrazione in entrambe le Americhe (ancora 16.000 persone tra il 1947 e il 1956) o in Australia (fino alla Seconda Guerra Mondiale) e, infine, a una politica di limitazione delle nascite (legge eugenetica del 1948). Ora il tasso di crescita della popolazione è quasi nullo e alcune prefetture hanno già una crescita negativa. Il tasso di crescita più alto si è avuto nel 1974 (+1,27%). Il calo del tasso di crescita è dovuto al declino della natalità. Nel 1934 e nel 1947 vi erano 34 nati ogni 1.000 abitanti, nel 1960 si scende a 17, nel 1974 si ha un picco (18,6), poi nel 1980 si scende a 15 e ora siamo appena sopra gli 11. Ci si aspetta che la popolazione giapponese raggiunga il massimo nel 2013 (136 milioni), per poi diminuire gradualmente. Per quanto riguarda la struttura della popolazione, la tipica forma a piramide è stata ormai soppiantata da una suddivisione più uniforme nelle varie fasce di età, ma presto assisteremo al ribaltamento della piramide, con una preponderanza di anziani oltre i 65 anni. Questi ultimi, attualmente, sono circa il 16,7% ma nel 2020 saranno il 23,6%. Secondo l'ultima stima ufficiale, la classe di età più numerosa è quella tra i 25 e i 29 anni, sia in termini assoluti che relativi, ma presto sarà superata da quella tra i 45 e i 49 anni, un bel salto in avanti per quanto riguarda l'invecchiamento della popolazione.
Schede correlate
Longevità
Single
Statistiche correlate
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Giappone |
Italia |
Stati Uniti |
| Popolazione |
126,9 milioni |
57,8 milioni |
282,3 milioni |
| Popolazione (crescita) |
+0,3% |
+0,1% |
+1,2% |
| Speranza di vita |
80 anni |
78 anni |
77 anni |
| Persone/telefono |
1,5 |
1,9 |
1,3 |
| Persone/televisore |
1,4 |
2,1 |
1,2 |
Utenti Internet ogni 10.000 persone |
3.044,9 |
1.609 |
4.378,3 |
| Fonti: |
Japan Almanac 2001. Asahi Shinbun, Tokyo. The Bottom Line. Asiaweek, vol. 27, n. 16, 27 aprile 2001. |
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