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Poporoya
Via Eustachi, 17
Tel: 0229406797
Orario: 12.00-14.30 18.00-21.30
Chiusura: domenica
Coperti: 15
Aria condizionata: sì
Parcheggio: difficile
Disabili: difficile
Prezzo medio: 25 euro
Coperto: no
Servizio: no
Carte di credito: le principali (no Amex, Diners) e Bancomat
Giudizio di Nipponico: 63 (5 giugno 2007)
| Ambiente | 60 |
| Servizio | 60 |
| Cantina | 65 |
| Cucina | 64 |
Esiste dal 1989 e propone, tra le altre cose, sushi, sashimi, yakitori e tenpura, con possibilità di asporto e consegna a domicilio. Dall'esterno sembra un po' malandato e in effetti anche l'interno è molto spartano, ma riesce a creare un'atmosfera tipicamente giapponese, con tavoli di legno senza tovaglia. Inoltre è molto economico. Ultimo, ma non meno importante, è piuttosto buono. Il servizio è veloce, dovete pensare di essere in un fast food. Sia nel negozio che al ristorante, oltre alle solite birre, sono disponibili alcuni sake di qualità e altre bevande giapponesi. A fianco della piccola sala, c'è un altrettanto piccolo negozio di prodotti alimentari freschi e conservati, dove si praticano ricarichi onesti. Il proprietario, Hirasawa Minoru - ma tutti lo chiamano "Shiro" -, è presidente dell'Associazione Italiana Ristoranti Giapponesi. Nato nella provincia di Nagano nel 1946, ha lavorato in vari ristoranti del Giappone prima di incontrare il professore Tsuji, fondatore dell'omonima scuola di cucina di Osaka. Tsuji era una vera autorità negli anni '70 e spinse Hirasawa a venire in Italia. Così nel 1972 egli inizia a lavorare al ristorante Tokyo di Roma. Era il primo ristorante giapponese in Italia, aperto nel lontano 1962. Dal 1984 Hirasawa si trasferisce a Milano e nel 1989 riesce ad aprire il suo primo locale, questo. Oggi sono suoi anche Shiro (ex Koma) e Shokuji Tei. Un tempo erano suoi anche Poporo (ora Kotobuki) e Sushi Hiro. Si può dire che "Shiro" abbia fatto conoscere ai milanesi la cucina giapponese.
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