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Primavera e fuochi d'artificio
di Lucio Pazzanese
21 marzo 2003. Tra pochi giorni dovrebbe verificarsi la fioritura ed in particolare quella dei ciliegi. Questo evento penso sia veramente tale solo qua. I giapponesi lo aspettano in maniera persino tenera. C'è addirittura chi anticipa le pulizie di casa per "accogliere" degnamente l'avvenimento. Tutti sono mobilitati, considerando che qui sono finite le scuole e ci sono le vacanze di primavera (in Giappone le scuole cominciano ad aprile, come l'anno finanziario, e finiscono a marzo; ci sono le vacanze a Natale di circa 10 giorni, quelle primaverili di circa 15 giorni e quelle estive di circa 20 giorni). Ebbene dicevo, tutti, anche gli uomini, che anche qui sono alquanto inutili per quanto riguarda la collaborazione domestica, sono impegnati a mettere a posto la casa e per i più fortunati il giardino. Premetto che, anche in questa circostanza, la grande civiltà è quella che comanda. Durante la fioritura, le città grandi e piccole vengono "naturalmente" trasformate in grandi fiorere, ma non c'è nessuno, dico nessuno, neanche le "teste rapate", che si permette di toccare, cogliere o manomettere un solo petalo. In giapponese, la contemplazione dei ciliegi viene detta "ohanami". Hana sono i fiori, mi (vista) viene da miru (vedere). In questa circostanza, il passatempo principale consiste nell'organizzare scampagnate e scorpacciate, abbondantemente annaffiate dalla ottima birra giapponese, di cui sono un grande estimatore. Sotto gli alberi in fiore si stendono dei tappeti di plastica e ci si siede, naturalmente togliendosi le scarpe. Ma in Giappone esiste un altro grande spettacolo, che è quello dei fuochi d'artificio. I giapponesi sono degli autentici maestri in questo campo. I fuochi d'artificio sono principalmente organizzati nelle feste estive, che assomigliano un pò alle sagre italiane, oltre che naturalmente a fine anno e nei grandi avvenimenti. In giapponese i fuochi d'artificio si chiamano hanabi, dove a mi è stato sostituito bi (fuoco). Non so quanti giapponesi si siano mai accorti delle affinità anche linguistiche tra i due spettacoli, hanami e hanabi appunto, ma la similitudine è davvero impressionante. Se si osserva una montagna, come per esempio da casa mia, durante la fioritura, nella macchia verde si stagliano quà e là delle macchie bianche, rosa, talvolta multicolori che sono appunto gli alberi in fiore. E' lo stesso di quando un fuoco d'artificio viene spedito in alto e poi si apre in tanti colori. E' veramente suggestivo. C'è un particolare: i giapponesi sono molto contrari ai rumori molesti, pertanto anche gli spettacoli pirotecnici sono alquanto silenziosi preferendone il lato spettacolare. Contrariamente a quanto avviene, invece, nella mia città originaria, Napoli, dove i botti che precedono e seguono il capodanno sono talvolta dannosi per le coronarie e sempre privi di "fiori". A memoria d'uomo, in Giappone, non si ricordano nemmeno disgrazie o mani spappolate dall'uso improprio dei fuochi d'artificio.
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