
|
Shun
Viale Tunisia, 6
Tel: 0229403096
Orario: 12.30-14.30 19.30-23.30
Chiusura: domenica
Coperti: 80
Aria condizionata: sì
Parcheggio: difficile
Disabili: difficile
Prezzo medio: 35 euro
Coperto: 2,50 euro
Servizio: no
Carte di credito: tutte e Bancomat
Prima era un ristorante cinese e si chiamava Lago Siu. Dopo quasi vent'anni, si è trasformato in un ristorante giapponese su più livelli, arredato in modo molto moderno e piuttosto elegante. Il progetto è dello studio Well Made Factory. Il colore predominante è il nero, su cui risaltano giochi di luci e dettagli di colore, mentre le vivaci digressioni cromatiche sono affidate al rosso acceso, al color cuoio delle sedie in pelle e ai riflessi creati dai numerosi inserti metallici. Le pareti, spatolate con una tecnica che rievoca il disegno di ventagli e bacchette orientali, emergono in modo naturale, in bilico tra tradizione e modernità, e la suggestiva cascata d'acqua, fonte di energia inesauribile, infonde armonia all'intero ristorante permeandolo della propria essenza. Caratterizza inoltre l'intero spazio di Shun l'utilizzo sapiente e intrigante della luce, fonte di atmosfere ed effetti visivi più che vera e propria sorgente di illuminazione. Da qui la scelta di utilizzare faretti, candele o tagli di luce nei metalli, per suggerire anche attraverso i particolari l'idea di costante movimento, motore del tempo che scorre. A circondare il perimetro del locale, grandi vasi in ferro traboccanti di canne di bambù e fiori di zenzero. Un'attenzione particolare viene poi riservata alla struttura delle casse che diffondono il sound nel locale: speciali pannelli piatti, realizzati su lastre con polveri rosse e argento retrospecchiate, diventano oggetti di puro design che propagano luce e suono allo stesso tempo. Infine, l'estro creativo del designer Ingo Maurer, poeta della luce, ha ideato un lampadario davvero originale: dall'alto piovono petali di finissima carta di riso, sostituibili a piacere, illuminati da piccoli fari e arricchiti da pensieri e poesie: i giochi di luce regalano dinamicità a questa lampada che è quasi una scultura, fatta di sogni, di tempo, di sospiri, di amore, di speranze, mutevoli come le stagioni dell'uomo. La gestione del locale è in mano ad Enrico, che gli ha conferito una personalità spiccatamente giovane ed informale, per una serata rilassante e attuale. Da bere birre giapponesi, alcuni buoni sake e qualche vino italiano. Al banco del sushi c'è il ventiseienne Mario, nippo-brasiliano con otto anni di esperienza tra San Paolo, Barcellona e l'Italia. Il menu spazia tra i classici della cucina giapponese. Buoni quasi tutti i piatti, ma poco fuori dal comune. E' il secondo ristorante il cui nome è stato suggerito da Nipponico. Shun, riferito ai cibi, significa "in stagione", "di stagione", mentre può essere riferito anche ad una persona, qualcuno "di cui si parla", "sulla bocca di tutti". Come sostantivo, indica "il momento giusto per fare una cosa". Peccato che il concetto di stagionalità non venga molto rispecchiato nel menu, che rimane invariato tutto l'anno. Alla stessa famiglia appartiene anche il ristorante Mizuumi, in provincia di Bologna.
Altri ristoranti di Milano...
|
|