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Sonezaki shinjuu
Quest'opera fu la prima del nuovo genere di dramma domestico (sewa-mono) che si incentrava sui conflitti tra le emozioni umane e le severe restrizioni ed obblighi della società. Il grande successo di quest'opera portò alla composizione di molti altri drammi sull'amore tragico tra mercanti e cortigiane ed ha creato una sequenza di imitazioni di opere con tema il suicidio per amore. Ecco in breve la trama.
Prima scena. Mentre fa il giro dei suoi clienti, Tokubei, impiegato presso un commerciante di salsa di soia, incontra la sua amata, la cortigiana Ohatsu, per caso, al santuario di Ikutama ad Osaka. Piangendo, la cortigiana lo critica per aver dimenticato di scriverle o farle visita. Tokubei le spiega che ha avuto qualche problema, e, su pressione di lei, le racconta l'intera storia. Lo zio di Tokubei, il proprietario del negozio di salsa di soia, gli ha chiesto di sposare la nipote di sua moglie; Tokubei, però, ha rifiutato perchè è innamorato di Ohatsu. La matrigna di Tokubei, tuttavia, ha dato il consenso al matrimonio a sua insaputa ed ha portato la cospicua dote con sè. Quando Tokubei rifiuta di nuovo il matrimonio, suo zio richiede i soldi della dote. Dopo aver riavuto i soldi dalla matrigna, Tokubei li dà al suo caro amico Kuheiji il quale, però, tarda a restituirli. Kuheiji, ubriaco, arriva al santuario con degli amici. Quando Tokubei gli dice di restituire i soldi, Kuheiji nega di averli presi in prestito e insieme ai suoi amici picchia Tokubei. Quando Kuheiji va via, Tokubei proclama la sua innocenza agli spettatori e dice che farà ammenda uccidendosi.
Seconda scena. E' la sera dello stesso giorno e Ohatsu è ritornata alla casa da tè Temma, dove lavora. Ancora sconvolta per ciò che è accaduto, fugge dopo aver colto lo sguardo di Tokubei. Piangono e Tokubei le dice che l'unica scelta per lui è il suicidio. Ohatsu aiuta Tokubei a nascondersi sotto il portico dove lei siede, e, nel frattempo, arrivano Kuheiji e i suoi amici. Kuheiji continua ad asserire che Tokubei è colpevole, ma Ohatsu dice che lei sà che è innocente. Poi, come se parlasse a se stessa, chiede se Tokubei è deciso a morire. Non visto dagli altri, Tokubei risponde tirando il piede di lei lungo il suo collo(1). Kuheiji dice che se Tokubei si uccide egli si prenderà cura di Ohatsu; Ohatsu rifiuta e lo chiama ladro e bugiardo. Ohatsu dice di essere sicura che Tokubei vuole morire con lei e lei con lui. Soggiogato dall' amore di Ohatsu, Tokubei risponde toccandole il piede con la fronte. Quando Kuheiji se ne va e la casa è silenziosa, Ohatsu riesce a fuggire.
Terza scena. Durante il loro viaggio alla volta del bosco di Sonezaki, Tokubei e Ohatsu parlano del loro amore: il narratore, con un passaggio lirico, fa un commento sulla caducità della vita. Sentendo in una sala da tè dei canti su un precedente suicidio per amore, Tokubei si chiede se anche lui e Ohatsu saranno l'argomento di canzoni come quella. Dopo aver raggiunto il bosco di Sonezaki , Ohatsu taglia la sua fusciacca. Essi usano la fusciacca per legarsi insieme e per essere belli nella morte. Tokubei si scusa con suo zio e Ohatsu con i suoi genitori per i probemi che stanno causando. Cantando e invocando il Budda Amida, Tokubei la pugnala e poi pugnala se stesso.
Note
1. Le marionette che rappresentavano personaggi femminili non avevano gambe, quindi un piede viene usato appositamente per questa scena.
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