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Sopravvissuta all'atomica
di Paolo Blasi
12 agosto 2007. Quest'anno, per commemorare l'anniversario delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ho deciso di pubblicare un'intervista ad una simpatica signora giapponese che ha vissuto i drammatici giorni dell'esplosione atomica. Anche se era piccola quando è accaduto il fatto, ha alcuni ricordi del periodo e crescendo ha potuto osservare il risultato di quel giorno. Ecco quanto aveva da dire la signora Yamashita Y. di Nagasaki, classe 1944.
In Italia il nome della sua città, Ngasaki, fa pensare subito al tragico termine della Seconda Guerra Mondiale: quali sono i suoi ricordi d'infanzia? Sono nata nel pieno della guerra e ricordo che durante la sera dovevamo spegnere le luci per i bombardamenti. Tante persone morirono durante i bombardamenti, molti miei compagni ora non hanno alcun membro della famiglia o solo alcuni parenti sono ancora in vita perché gli altri sono deceduti nel conflitto. Ricordo che i ragazzi andavano a lavorare fuori città mentre le ragazze si occupavano dei campi. Quando ho questi ricordi mi ritengo fortunata paragonandomi alle altre famiglie, perché la mia è integra e tutti i suoi membri godono buona salute. Quando la bomba atomica è caduta noi eravamo in un'altra prefettura, ma vedevamo il cielo sopra Nagasaki rosso per gli incendi. Oggi a me non piace il suono degli aerei né il buio né il rumore del fuoco artificiale perché tutto mi ricorda la guerra. Anche quando vedo persone ferite mi ricordo della guerra e penso che oggi ci sono ancora persone che soffrono di cancro alla pelle come conseguenza della bomba ed inevitabilmente il mio pensiero torna al passato. Quando ero piccola non c'era carta e nemmeno libri o classi, quindi dovevamo occuparci di tutto noi per poter studiare, ricordo che scrivevamo sul suolo quando volevamo esercitarci.
Cosa ne pensa degli hibakusha? Molti hibakusha non vogliono più che accada ancora quel che è successo a Nagasaki, quindi sono contrari allo sviluppo atomico. I loro sentimenti sono molto intensi e soffrono al pensiero di quello che è accaduto a tante persone, ma più che di questo si preoccupano che la loro esperienza non si ripeta ancora. Io credo che la cosa più triste sia la perdita del luogo di nascita: la città che conoscevano non esiste più. La pace è la scelta migliore, ai giapponesi non piace uccidere le persone. A voi cristiani piace uccidere?
In questi giorni si parla ancora di guerra e di uso delle armi atomiche (in merito ad un possibile intervento militare in Iran). Cosa le fa pensare questo? Nella guerra in Iraq usarono armi con tecnologia atomica, meno forti come conseguenze dirette, ma con gli stessi effetti sulle vittime. Per questo motivo i soldati americani e il personale civile iracheno, che sono stati direttamente o indirettamente a contatto con queste armi, riportano effetti visibili dell'esposizione a materiale radioattivo. Nelle versioni ufficiali i militari americani negano l'uso di tali armi, ma io ho visto in prima persona le conseguenze e posso testimoniare che si tratta di effetti del tutto simili. I medici giapponesi affermano che le cause della malattie sono ignote, ma tutto ricondurrebbe all'uso di questi armamenti. Il governo americano afferma altre cose, ma forse non è così.
Sempre parlando di Iraq, cosa ne pensa dei soldati giapponesi presenti in Iraq come militari? Cosa pensa di questo governo che ha permesso per la prima volta l'impiego dell'esercito giapponese? Molti giapponesi sono contrari all'intervento in Iraq ed anche io lo sono. Gli Stati Uniti sono ancora una presenza ingombrante in Giappone ed è difficile spiegare bene le diverse sensazioni che si provano. Però posso dire che, nell'intimo, tutti i giapponesi che hanno vissuto l'esperienza della guerra non vogliono vedere morire i propri parenti. Penso che sia molto peggio quando si vede morire un amico in guerra. Credo che il governo americano eserciti una certa pressione su noi giapponesi e credo che su questo argomento non tutti i cittadini americani conoscano la realtà delle cose. Gli Stati Uniti sembrano un paese libero, ma non è così, credo che molte cose siano occultate al popolo anche attraverso la stampa. Personalmente devo dire che anche il sistema di educazione americano non mi piace molto.
A Hiroshima e Nagasaki, oltre alle molte persone, potrebbe essere morto anche una parte dello spirito giapponese, lo spirito samurai, piegato oltre che dalla sconfitta dall'impossibilità di reagire verso uno strumento di morte ignoto, immensamente forte e capace di uccidere indiscriminatamente militari e civili? Io penso che lo spirito samurai non sia finito. Lo spirito giapponese continua ad esserci perché esiste ancora il ricordo del nostro passato ed esistono i tesori che lo testimoniano: la katana, lo yari. Oggi noi non usiamo questi oggetti, ma nell'intimo dello spirito e del cuore siamo ancora samurai. Talvolta accade che molte persone si riuniscano e ricordino i tempi passati ripercorrendo l'albero genealogico della famiglia. Ultimamente non sono ben visti questi raduni e non è ben visto il richiamo della vecchia nobiltà, quindi le riunioni sono spesso segrete o lontano da occhi indiscreti. Essere nata a Nagasaki penso sia un tesoro per me ed anche le mie origini lo sono. I miei avi erano dei samurai, il mio bisnonno era un samurai, tutto questo per me riveste una grande importanza. Per me è importante la tradizione e lo spirito samurai e questa tradizione si trasmette nella mia famiglia da molte generazioni: di questo sono orgogliosa. Lo spirito dei samurai è il seguente: non si deve mentire, si devono rispettare le promesse, se non si riesce a portare a termine una promessa si deve commettere suicidio secondo i rituali canonici, si deve difendere anche con la vita ciò che si promette, si deve saper sopportare, si deve saper tollerare, si deve avere perseveranza e si deve vincere con se stessi. Io ho tutto questo nel DNA, nel mio sangue.
Paradossalmente morire istantaneamente sarebbe stata, forse, la morte migliore per chi ha vissuto in prima persona l'esperienza di Hiroshima e Nagasaki, non crede? Molte persone che sono sopravvissute in quei tragici giorni vogliono lasciare il loro messaggio per far vedere quali sono gli effetti della bomba atomica sulle persone, ma vogliono anche trasmettere le conoscenze mediche acquisite nel tempo. Penso infatti che in Giappone lo studio medico degli effetti dell'esposizione a massicce dosi di radiazioni sia molto avanzato. I medici giapponesi andarono a prestare soccorso agli infortunati quando vi fu il malfunzionamento al reattore nucleare di Chernobil. Negli anni sono stati studiati molti casi di cancro alla tiroide, alla gola ed alla pelle. Tutto questo è servito per dare aiuto a chi ne aveva bisogno.
A cosa vanno i suoi pensieri il 6, il 9 e il 15 agosto di ogni anno? Penso solo alla pace e se ho da mangiare sono felice! Prego per i miei cari e ringrazio perchè oggi sono viva, felice e posso lavorare. Ringrazio anche di avere una buona saluta e senza di essa non potrei permettermi di fare tutto quello che faccio. Certamente, in quei giorni il mio pensiero torna anche a tutte le persone che hanno perso la vita durante la guerra.
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