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Suibokuga
La varietà del clima e l'abbondanza d'acqua fanno sì che in Giappone vivano molte specie diverse di animali e piante. I giapponesi hanno dimostrato da sempre una simpatia profonda per questa natura variegata e l'hanno trasformata con amore e attenzione, ritenendo di farne parte essi stessi. Hanno cercato di esprimere la bellezza della natura e il piacere di vivere in armonia con ciascuna stagione, attraverso la poesia, la pittura, la musica e la danza. Una delle più rappresentative espressioni artistiche di questa sensibilità è la pittura a inchiostro di china, suibokuga. Attraverso il delicato chiaroscuro della china, il suibokuga realizza la prospettiva, la tridimensionalità, il movimento e il senso di vitalità. L'armonia e l'alto livello di espressività del tratto sono ottenuti cambiando e combinando la forza e la velocità del pennello nel tracciare linee rette e curve. I metodi per dipingere un suibokuga sono quattro. Il metodo nijimi sfrutta gli effetti dell'assorbimento utilizzando una china molto solubile in acqua che viene assorbita bene dalla carta e dalla seta. Il metodo bokashi si serve della sfumatura, che trasforma gradatamente la tonalità. Hatsuboku è un metodo molto dinamico, che arricchisce l'atmosfera tramite schizzi della china sulla tela. Con il metodo tarashikomi si dipinge prima con una china densa e scura, alla quale si aggiungono gocce d'acqua prima che l'inchiostro asciughi. Nella pittura a inchiostro apparentemente i colori della natura vengono eliminati, ma il cuore del pittore vede l'essenza nascosta nella multicolore natura che è davanti ai nostri occhi e si sforza di esprimerla con tutta la gamma di grigi che si trovano tra il bianco e il nero. In giapponese esiste un'espressione che mi sembra molto significativa: "ci sono cinque colori nell'inchiostro". Il suibokuga ebbe origine in Cina. I materiali che vengono usati, la carta, il pennello, la pietra per stemperare l'inchiostro e la china stessa sono stati inventati dai cinesi. Le due correnti principali del suibokuga in Cina erano la scuola hokuga (pittura del Nord) e la scuola nanga (pittura del Sud). La corrente hokuga nasce nel clima rigido e nel paesaggio severo della Cina settentrionale: è caratterizzata dalla forza della pennellata e da un'espressione impetuosa e vigorosa. La corrente nanga nasce invece nella Cina meridionale, dove un'intensa luce solare si accompagna a un clima umido con pioggia e nebbie, nuvole bianche viaggianti nel cielo azzurro e pianure ricoperte di un verde rigoglioso: l'espressione è più delicata, ricca di chiaroscuri e il metodo più utilizzato per rendere questo mondo particolare è il metodo bokashi. Appena entrato in Giappone, il suibokuga della corrente nanga venne immediatamente apprezzato e questa sintonia dei giapponesi con la corrente nanga è certamente dovuta alla somiglianza tra il paesaggio giapponese e quello della Cina meridionale. Ma la base per la diffusione del suibokuga in Giappone era stata costruita dai monaci zen (lo zen entra in Giappone fin dall'epoca Heian) e la sensibilità zen contribuì a diffondere la corrente hokuga. Il suibokuga in Giappone raggiunse l'acme con l'apparizione del pittore Sesshuu Touyou (1420-1506). Tra le opere di Sesshuu, grande rappresentante della scuola hokuga, si distinguono i dipinti "Paesaggio autunnale e invernale" e il "Rotolo dei paesaggi", realizzati con il raffinatissimo metodo tarashikomi. La solidità della composizione, la limpidezza del chiaroscuro e un'inconfondibile impronta di individualità e di sicurezza si intonano allo spirito zen, che predilige la concisione e la semplicità. Questa antica forma d'arte oggi è praticata da pochissimi pittori. Dalla metà del XIX secolo, infatti, il Giappone si aprì alle influenze occidentali e, nel corso della modernizzazione, le arti tradizionali furono a poco a poco trascurate, tanto che la pittura hokuga oggi viene considerata da molti giapponesi "un'arte chimerica". L'antica pittura hokuga viene tramandata nel tempo da una catena ininterrotta di maestri che risale fino a Sesshuu. In Italia abbiamo potuto ammirare l'opera del Maestro Kimura Kazuo, allievo di Yagioka Soshijin, il quale a suo volta ha imparato quest'arte da Yagioka Shunzan (1878-1941), presidente della commissione premi della Società Artistica Giapponese e i cui quadri sono esposti in diversi musei del mondo. A sua volta, suo maestro è stato Gejou Keikoku (1842-1919), che ha studiato la pittura hokuga con Megata Unsen ed è stato membro della Camera dei Pari per il proprio contributo alla cultura. Kimura è nato a Nagoya nel 1949. Importante e stimato architetto, nel 1982 fonda la scuola Hokuga Sumie e diventa monaco buddista. Da allora, partecipa attivamente a opere di volontariato; ha aiutato durante i terremoti in Armenia e a Kobe, in Giappone. L'esposizione organizzata dalla Fondazione Luciana Matalon a Milano nel giugno 2003, comprendeva più di centocinquanta opere, articolate in tre sezioni: il mondo celeste, il mondo terrestre e il mondo umano, che rappresentano i concetti fondamentali della pittura hokuga: il rispetto per la vita e l'armonia con la natura.
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La vita é la cosa più importante. Quando traccio una linea o dipingo un quadro, cerco prima di tutto la vitalità. Vorrei esprimere lo spirito basilare, che si traduce nel rispettare non solo le persone ma tutti gli esseri viventi.
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Attraverso le sue opere si può cogliere la "bellezza concisa" di Sesshuu, la "vitalità piena" di Hasegawa Tohaku e la "nobiltà sublime" del samurai Miyamoto Musashi.
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