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Tempo
Sto preparando una tesi in economia che riguarda la gestione del tempo nella produzione. In tale ambito, i giapponesi sono i pionieri, e in parecchi libri si spiega, ma solamente a grandi linee, la concezione della parola "tempo" in giapponese (toki, jikan, jikoku, tokei). In base a ciò sono state studiate diverse teorie per ridurre il ciclo produttivo del prodotto e immetterlo sul mercato prima dei concorrenti, in modo tale da incrementare le vendite ed essere innovatori. Potete aiutarmi?
Innanzitutto bisogna dire che ci sono aspetti dell'economia giapponese che riguardano la cultura e addirittura la filosofia. Il caso del tempo è uno di questi ultimi. Più che una questione economica, è una questione filosofica. Si pensi al kanji di toki, che ha al suo interno il kanji di tempio. Alcuni interpretano questo kanji dicendo che il tempo era battuto dalla campana del tempio. Ancora più sottile la parola jikan, che è un tempo-spazio. Infatti il kanji di kan, letto anche aida, indica non solo un intervallo di tempo, ma anche di spazio (si veda anche la parola kuukan). Nella tradizione filosofica giapponese non c'è una distinzione netta fra spazio e tempo, e lo stesso tempo non viene considerato come una successione di eventi posti in linea. La concezione lineare del tempo è stata presentata da Aristotele. Egli definiva il tempo come "numero del movimento secondo il prima e il poi". Noi occidentali abbiamo poi consolidato questa impostazione e dimenticando l'origine aristotelica l'abbiamo accettata come una concezione naturale, non come un prodotto intellettuale teorico, cioè quel che veramente è. In Giappone la concezione di Aristotele è arrivata molto tardi, quando era già consolidata la tradizione orientale che considera il tempo come circolare (tradizione induista e buddhista). Questo ci spiega le difficoltà alla base della comprensione di questi fenomeni.
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