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Terremoto di Kobe
Il 17 gennaio 2002 è stato il settimo anniversario del terremoto di magnitudo 7,3 sulla scala Richter (nell'aprile 2001 il grado del terremoto è stato elevato dal precedente 7,2) che colpì nel 1995 la città di Kobe, alle 5:46 del mattino. Il peggiore disastro naturale dal dopoguerra a oggi. Il sisma ha avuto il suo epicentro nella parte nord dell'isola di Awaji, a 14 chilometri di profondità. Una tremenda scossa ondulatoria durata 30 secondi che ha causato distruzione e morte in un'area di 30.000 km². I danni materiali sono stati incalcolabili, trattandosi di una regione ad alto valore storico e a forte intensità industriale. Le immagini dei roghi nei centri di Kobe e di Osaka, dove abbondano ancora le abitazioni tradizionali in legno, hanno fatto il giro del mondo, insieme a immagini impressionanti di autostrade sopraelevate piegate sui fianchi. E' sembrato di assistere a una specie di rivincita della natura sulle presunzioni della tecnica. La gravità dei danni viene attribuita dagli scienziati all'insolito moto ondulatorio, anziché sussultorio, ma soprattutto al fatto che è stata colpita una regione impreparata, dove nessun segno lasciava presagire un simile cataclisma. L'ultimo terremoto disastroso nell'area risaliva a 1.200 anni prima. La cerimonia che ha onorato le 6.432 vittime si è svolta per la seconda volta all'aperto, nell'Higashi Yuenchi Koen, un parco al centro della città. Alla presenza del sindaco Yada Tatsuo, sono state accese tante candele quante soono le vittime fino a formare la scritta "1:17", data del sisma. Circa 2.500 persone hanno partecipato in silenzio alla ricorrenza, che è cominciata esattamente alla stessa ora. Ad aprile aprirà, in una nuova isola artificiale nel porto di Kobe, una struttura che ospiterà delle mostre legate al terremoto, che integrerà il museo esistente sull'isola di Awaji (vedi foto). Kobe ricorda. La gente riprende lentamente confidenza con la vita, ma senza dimenticare la sofferenza delle vittime. I segni della tragedia sono ormai difficili da vedere all'esterno, ma ognuno degli abitanti se li porta nel cuore. Tutti si sono risvegliati scoprendo quanto grande sia il valore della vita. La ricostruzione è praticamente conclusa: l'ultimo dei circa 50.000 sfollati ha abbandonato le abitazioni provvisorie all'inizio del 2000. La popolazione residente nell'area sta tornando lentamente al valore precedente il terremoto. Era 1.520.365 nel gennaio 1995, mentre nell'aprile 1996 era scesa a 1.415.720. Ora ha superato nuovamente il milione e mezzo. Ma al di là dei beni materiali, sarà difficile ricostruire le vite dei sopravvissuti, molti dei quali sono affetti da gravi problemi psicologici. Pensate, ad esempio, ai bambini rimasti orfani. Oltre 50 persone sono morte nel 2000 per la disperazione e la solitudine. Un sondaggio del 2001 riporta che il 71% delle persone che vivono in nuovi alloggi si sente solo e non si è adattato al nuovo ambiente. Ognuno degli abitanti ha perso un parente o un amico e con lui tanti sogni. Sparsi per la città, ci sono 158 monumenti che ricordano l'accaduto, narrando la storia delle vittime e dei sopravvissuti. Qualcosa di positivo c'è stato: tante famiglie si sono riunite, molti estranei si sono aiutati l'un l'altro, il resto del paese ha dato una mano, tutti hanno imparato la gioia di vivere. Gli abitanti di Kobe, a loro volta, hanno aiutato nel corso di questi anni le popolazioni colpite da altre tragedie come l'eruzione del Monte Usu e il terremoto della prefettura di Tottori. In giapponese c'è un detto che indica tutte le cose che fanno paura: "Il terremoto, il lampo, l'incendio e il padre". Il terremoto, anche in questi giorni, rimane sempre il primo della lista. Cresce sempre più la paura del grande terremoto (Oojishin) atteso su Tokyo. Il grande terremoto del 1923 aveva ucciso 140.000 abitanti con una magnitudo di solo 7,9.
Bibliografia
AA.VV. 1995. Hanshin daishinsai o yomu. Asahi Shinbunsha, Tokyo.
Ishibashi, Katsuhiko. 1994. Daichi doran no jidai. Iwanami Shoten, Tokyo.
Nakai, Hisao. 1995. 1995 nen 1 gatsu, Kobe. Misuzu Shobo.
Redazione. Kobe prays for victims on 7th quake anniversary. Yomiuri Shinbun, 18 gennaio 2002.
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