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Tsunami
I giapponesi lo chiamano tsunami, termine ormai universale rispetto a "onda anomala". Si tratta di onde gigantesche dotate di un'energia spaventosa, originata da movimenti tellurici spesso modesti nel fondo marino, a migliaia di metri sotto la superficie del Pacifico e che talvolta s'abbattono con la forza di un cataclisma sulle coste asiatiche o americane. L'energia sprigionata dai movimenti tettonici del fondo marino acquista una crescente entità a causa di due fattori: la profondità del mare e la vastità dell'Ooceano, che permette all'energia di moltiplicarsi nel lungo percorso dell'onda. E' nei pressi della costa, quando l'onda incontra i bassi fondali, che quest'enorme energia, in origine verticale, si trasforma in una forza devastatrice in senso orizzontale. Nel 1960 uno tsunami si abbattè sul Giappone alla velocità di circa 750 chilometri l'ora. Era nato al largo delle coste cilene a causa d'un movimento tellurico che aveva sollevato di circa 9 metri un territorio sottomarino grande quanto la California. Nel settembre del 1992, un'onda anomala distrusse alcuni villaggi del Nicaragua uccidendo 13 mila persone. Nel dicembre 1992, una serie di onde anomale provocò migliaia di morti in Indonesia.
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