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Il gatto-robot e la pet-therapy
di Massimiliano Crippa
29 ottobre 2000. In un'epoca in cui in Europa si parla sempre più dei successi ottenuti nella cura dei pazienti grazie all'uso della pet-therapy (terapia con gli animali), è in arrivo dal Giappone una serie di animali robot e l'idea di usarli come sostituto di quelli veri.
Tama è il nome del gattino robot di peluche della giapponese Omron. Fra Aibo e Tama esiste una grossa differenza. Mentre infatti il cane è stato messo in vendita come giocattolo, il ministero della Sanità ha finanziato il progetto Tama e il gatto sarà inserito all'interno di quei programmi riabilitativi che prevedono l'uso di animali domestici.
Ciò è reso possibile dal fatto che Tama è in grado di sviluppare una sua personalità attraverso l'interazione con l'uomo. Il robot si comporta infatti quasi come un gatto vero. Grazie a sensori posti sotto il pelo, Tama esprime emozioni come soddisfazione, rabbia paura e sorpresa. Quando viene accarezzato fa le fusa, ma se viene picchiato soffia proprio come fa un gatto vero.
Le reazioni del robo-cat non sono però risposte automatiche allo stimolo dell'uomo. Tutte le informazioni, che l'animale di peluche capta attraverso i sensori, vengono rielaborate da un minicomputer, inserito nel corpo dell'animale, che le stratifica all'interno di una memoria a lungo termine. In questo modo il gatto sviluppa una sua personalità, che permetterebbe per questo una vera e propria interazione fra uomo e macchina, rendendo possibile l'applicazione anche nel campo della pet-therapy.
Toshihiro Tashima, l'ideatore del nuovo gatto, ha dichiarato che la creazione dell'animale rientra proprio nelle ricerche volte a migliorare il rapporto tra uomo e macchine. Il Governo giapponese ha mostrato l'intenzione di regalare a migliaia di anziani uno di questi robot, per farli sentire meno soli.
Contro la notizia che giunge dal Giappone, si è sollevata l'Unione italiana lavoratori e pensionati (UILP). In un comunicato dell'associazione si legge:
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La notizia è di quelle che fanno accapponare la pelle in quanto dimostra, in modo lampante, come il Governo giapponese consideri l'allungamento della vita una sciagura e gli anziani un peso anziché una risorsa. Se prendiamo sul serio una notizia che per molti versi potrebbe essere liquidata con un po' di ironia è perché la proposta giapponese esplicita in modo caricaturale un sentimento che sta prendendo corpo anche in Italia."
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