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Zen
Via Maddalena, 1
Tel: 0289013557 / 0289015800
Orario: 12.30-14.30 20.00-22.45
Chiusura: sabato a pranzo; domenica
Coperti: 100
Aria condizionata: sì
Parcheggio: difficile e a pagamento
Disabili: mediamente difficile
Prezzo medio: 40 euro
Coperto: 1,50 euro
Servizio: no
Carte di credito: tutte e Bancomat
E' il primo kaitenzushi aperto in Italia, presente dal 1998. Kaiten suru vuol dire girare. E' quel tipo di sushi bar dove le porzioni di sushi sono disposte su un nastro trasportatore che passa davanti al bancone dove siedono i clienti. Ognuno prende ciò che vuole. I piattini sono colorati in base al prezzo. Il ristorante nasce dalla passione per la cucina giapponese di un gruppo di amici, tra cui Lucio Talarico, esperto della vita notturna milanese che in seguito ha avviato anche Origami e Ice Nice. Ora il ristorante è di proprietà di una società di importazione cinese, che ne ha aperto uno omonimo anche a Roma. L'ingresso è piccolissimo, poi la sala si apre in un grande spazio. Al bancone sono disponibili 45 posti non prenotabili, sgabelli alti da una parte e divanetti dall'altra. Oltre a questi, ci sono 55 posti al tavolo, dove è possibile prenotare. Una volta era il regno di Roberto Okabe, lo chef nippo-brasiliano che, nonostante la sua giovane età, era già considerato tra i migliori in Europa. Egli cercava "l'armonia fra tradizione e innovazione". Okabe riteneva che, essendo nato in Brasile, potesse avere maggiore duttilità e capacità di adattamento, pur conservando la stessa sensibilità di un giapponese. Da quando Okabe ha lasciato per aprire un suo locale, il Finger's, da Zen si sono susseguiti vari sushi man. Attualmente ci lavora Kajino Takehiko. In effetti, il sushi di Zen era il più creativo visto fino ad allora. Allo stesso modo, il locale unisce la tecnologia all'eleganza. Rifacendosi alla sobrietà degli ambienti zen, il ristorante è disegnato con linee semplici in un ambiente grande e luminoso: il legno di ciliegio per tavoli e pavimenti, i pannelli di carta di riso, un ponticello, una lanterna, un piccolo giardino di pietra. Oltre a sushi e sashimi, si puè ordinare anche tenpura, yakitori, udon e altro. Il menu è abbastanza completo. Il coperto, piuttosto spartano in realtà, si paga solo la sera. A cadenza quasi mensile, vengono presentate personali di artisti contemporanei, che danno un tocco di novità all'ingresso. E' possibile richiedere sul sito la "Zen World Card", che dà diritto ad uno sconto del 5% nel ristorante ed in altri luoghi. Due parole sul sushi man Kajino Takehiko. Nato ad Osaka, considerata la cucina del Giappone, è poi emigrato in Brasile, dove ha vissuto per trent'anni. Nella valigia, aveva portato con sé tante conoscenze sulla cucina tradizionale giapponese. Dopo tre anni di lavoro in Brasile aveva già aperto il suo primo ristorante, il Mitsuba. Dopo pochi anni apre l'Arica. La sua cucina era attenta alle esigenze di tutti, tanto da aver creato una linea di sushi per chi segue la religione ebraica e una per i vegetariani. Kajino, grazie al suo prestigio, diventa il presidente dell'associazione dei ristoratori giapponesi di San Paolo. Ad un certo punto, decide di trasferirsi in Italia, perché a San Paolo la concorrenza di un numero sempre maggiore di ristoranti giapponesi spingeva la qualità dei cibi verso il basso. Kajino non voleva scendere a compromessi, non voleva prendere in giro i suoi clienti, non voleva essere costretto a cambiare il suo stile. E così eccolo qui, in una terra ancora abbastanza vergine dal punto di vista della cucina giapponese, per farci conoscere la sua passione per il sushi. Da quando è in Italia, ha lavorato in molti ristoranti di Milano e di altre città.
Sito ufficiale
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