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Shita kiri suzume
La fiaba del passero riconoscente
di Cristiano Martorella
3 dicembre 2004. La fiaba del passero riconoscente(1) è incentrata sulla figura classica del taglialegna, personaggio frequentissimo delle novelle giapponesi, sua moglie e un piccolo passero. In una splendida mattinata d'autunno, il taglialegna raccoglie il legname per il lavoro del giorno. Gli uccelli lo conoscono e gli si avvicinano perché sanno che avranno i chicchi di miglio conservati per loro. Fra le sterpaglie un piccolo passero cinguetta lamentosamente per chiedere soccorso. Il taglialegna lo raccoglie delicatamente e lo osserva, così scopre che è ferito alle zampe. Mette la creatura nel kimono e lo porta a casa per curarlo. La moglie si infuria violentemente vedendo l'animale e preoccupandosi di dover sfamare un'altra bocca. Il taglialegna ignora le proteste della consorte, ormai abituato alla sua acidità. Continua così a curare l'uccellino finché è guarito. Per gratitudine il passero non abbandona più il taglialegna, accompagnandolo sempre. Ma un giorno il taglialegna deve recarsi nel fitto del bosco e lascia il passero in custodia alla moglie. Ovviamente la donna acconsente con malavoglia e brontolando. Indaffarata per le faccende casalinghe lascia una ciotola contenente pasta di riso sulla veranda. Il passero affamato cinguetta chiedendo cibo, però la donna lo ignora. Quando vede la ciotola il passero si tuffa dentro e mangia tutto. Però la moglie del taglialegna scopre il disastro e si infuria. Prende le forbici per cucito e taglia la lingua al povero passero. L'uccellino spaventato scappa via. Il taglialegna si dispera quando apprende l'accaduto e rimprovera la moglie crudele. Non riesce a dormire la notte e va a cercare il passero nel bosco. Instancabilmente lo chiama finché commossi i passeri guidano il vecchio alla casa dell'amico pennuto. Quella è una vera dimora di lusso. Il passero è già guarito e può anche parlare. Lo ringrazia e gli offre dei regali in due canestri, uno grande e uno piccolo. Il taglialegna sceglie con educazione quello piccolo e torna a casa. Nel canestro ci sono kimono preziosi, rotoli di seta e rami di corallo. Quando la moglie apprende che aveva rinunciato al canestro grande, si infuria e avidamente torna nel bosco, trova la casa del passero e prende il canestro grande. Ma dentro ci sono orchi e demoni! Una brutta sorpresa per la donna. Dopo lo spavento la moglie del taglialegna si pente della sua cattiveria e cambia radicalmente atteggiamento. Merito di un passero. Le considerazioni su questa antica fiaba sono semplici. La fiaba rispecchia i valori tradizionali giapponesi che esaltano la modestia e la bontà di cuore.
Note
1. La fiaba giapponese del passero (suzume) è stata raccolta e narrata nel volume di Helen e William McAlpine. 1958. Japanese Tales and Legends. Oxford University Press, London (trad. it. 1974. Giappone. Racconti e leggende. Editrice Janus, Bergamo). Il titolo giapponese di questo mukashibanashi è Shita kiri suzume (Il passero dalla lingua tagliata).
Bibliografia
Martorella, Cristiano. Introduzione alla letteratura giapponese per l'infanzia, in "LG Argomenti", anno XXXVII, n. 3, luglio-settembre 2001.
Martorella, Cristiano. Le forme della fiaba giapponese. I generi otogibanashi e mukashibanashi, in "LG Argomenti", anno XXXVIII, n. 2, aprile-giugno 2002.
McAlpine, Helen e William. 1974. Giappone. Racconti e leggende. Editrice Janus, Bergamo.
Orsi, Maria Teresa. 1998. Fiabe giapponesi. Einaudi, Torino.
Ozawa,Toshio. 1994. Mukashibanashi no kosumorojii. Koudansha, Tokyo.
Ozawa, Toshio. 1997. Mukashibanashi nyuumon. Gyousei, Tokyo.
Ozawa, Toshio. 1992. Fiabe giapponesi. Arnoldo Mondadori, Milano.
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