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Le protagoniste e il loro doppio nella letteratura di Takahashi Takako
Introduzione
Virginia Woolf ha scritto che il romanzo è una forma consona alle donne considerate acute osservatrici della vita(1). La sua osservazione è sicuramente appropriata nel caso delle scrittrici giapponesi se si pensa in special modo alla letteratura classica. Tema preferito di allora è la sfera privata nella vita domestica che continua a conferire tuttora un notevole prestigio a quelle opere. Il loro successo, pur con i limiti di una società basata su "principi maschili", prosegue fino alla fine del periodo Heian (791-1185). Cessano poi pressoché di scrivere e inizia un lungo periodo di silenzio fino al Meiji (1868-1912). Solo più tardi, come conseguenza della modernizzazione, del movimento dei diritti umani che infonde nelle donne fiducia in se stesse e un rinnovato desiderio di espressione, ritrovano in loro lo spirito per fare letteratura. Tuttavia, anche in periodo moderno all'interno di saggi, critiche, o riviste letterarie, le scrittrici continuano a non essere considerate alla stessa stregua degli scrittori. Le loro opere sono trattate come appartenenti ad una categoria separata e distinta: il joryuu bungaku. In questa situazione, se da una parte le donne trovano il modo di esprimere se stesse e di partecipare attivamente alla vita moderna, dall'altra vi è il pesante fardello di una tradizione di scritti autobiografici e psicologici della letteratura classica che genera inevitabili pregiudizi. I critici continuano ad aspettarsi dalle scrittrici uno stile di scrittura legato alla loro tradizione e sono disposti ad accettare solo opere che trattano argomenti prettamente "femminili" come la psicologia, la "misteriosa" psiche femminile, la maternità e l'erotismo femminile. I termini joryuu bungaku o joryuu sakka acquistano ora una connotazione dispregiativa o di più bassa qualità rispetto alla letteratura di "intelletto" degli uomini. Tuttavia moderne scrittrici giapponesi a iniziare da Enchi Fumiko e Ooba Minako tentano di ridefinire i "principi femminili" e la propria identità considerando il subconscio della psiche femminile un'area vitale da esplorare. Altre ancora parlano della possibilità di creare per loro un nuovo stile di vita, considerando lo scrivere un mezzo per liberarsi dai confini dei ruoli socio-sessuali a loro assegnati. E' qui che si inserisce la letteratura fantastica di Takahashi Takako. La sua narrativa parte già dal presupposto di uscire dai comuni canoni di quella che viene definita letteratura femminile avventurandosi nel mondo del subconscio delle sue protagoniste. Come in tutta la letteratura postmoderna privata di sicurezze e di obiettivi da raggiungere, in tutte le sue opere presenta una donna insoddisfatta del suo ruolo, spesso immersa nella propria solitudine e nelle proprie fantasie. E' una donna che vuole la sua indipendenza e la sua libertà ma si sente soffocare da "quella nebbia color zolfo" che circonda la città. Ci si trova di fronte ad una persona sensibilmente insicura di ciò che è e di ciò che fa ma è allo stesso tempo una donna forte e che cerca di reagire. La figura maschile non è ora per nulla al centro della sua vita ma è piuttosto lei stessa a porsi delle domande e a cercare di rispondervi. E' cosciente del fatto che comprendendo se stessa può vivere bene nella società di oggi. Deve capire i suoi desideri repressi, le sue fantasie, i suoi gusti per vivere più attivamente. Confrontandosi con se stessa, scopre in lei un "io" vero privo di condizionamenti sociali o imposizioni gerarchiche. E' un "io" libero di fantasticare e di lasciare andare la propria immaginazione ma che non può sottrarsi all'inevitabile confronto con l'altro "io" "ristretto" in determinati ruoli, quell'"io" che tutti possono vedere. L'interessante tema del doppio viene analizzato in stretta relazione ai due racconti presenti qui in traduzione cercando di far emergere le cause e gli effetti di questo sdoppiamento. Questo doppio delle protagoniste della letteratura di Takahashi Takako fa scoprire in loro un lato perfido (akui) e malvagio della personalità che le spinge a rifiutare di ricoprire il naturale ruolo di madre, un ruolo impostole dalla natura e che deve accettare. Il ripudio per una gravidanza o la viva immaginazione che può portare ad una gravidanza isterica sono temi forti e difficili ma comuni a gran parte della letteratura moderna e contemporanea perché è tramite essi che si può spostare più rapidamente l'attenzione verso il ruolo della donna nella società e sfatarne ogni pregiudizio. Analizzerò infatti ogni aspetto e significato di questo delicato tema, ricco di risvolti psicologici capaci di sconvolgere la vita della donna. Accanto al tema del doppio e del fantastico, ho voluto brevemente mettere in rilievo anche l'importanza dell'anima nella narrativa della scrittrice perché racchiude in sé tutti gli altri argomenti. Ho trovato spesso il termine tamashii nei due racconti sia in relazione al doppio secondo cui le due anime si sintonizzano assieme; sia come qualcosa di materiale, che si può addirittura fantasticamente personificare in una pesca. L'anima, assieme alla fantasia, è da considerare il mezzo più "duttile" per portare in gioco le tematiche che si vogliono affrontare perché carica di implicazioni spirituali e morali. Non è un caso che la narrativa di Takahashi Takako abbia così frequenti risvolti fantastici: il fantastico può rendere ogni contestazione della scrittrice più forte. Tramite questo genere è possibile entrare in quel doppio "io" della protagonista, vivere vedendo le cose con i suoi occhi e con le sue paure; calarsi nel ruolo di una donna incompresa o sola. Mediante la commistione di elementi fantastici e realistici, tutta la letteratura moderna e contemporanea porta a sfatare ogni sicurezza conquistata in passato. Si tende a rimettere in dubbio il ruolo dell'uomo, oltre che della donna, in questa società frenetica e priva di punti fermi. Non si distingue più quindi realtà da fantasia, il razionale dal sogno ma tutto si mescola assieme nel magico mondo del fantastico. Infine esamino dal punto di vista formale i due racconti per dimostrare come la scelta del fantastico sia strettamente correlata alla forma e allo stile. Metterò in rilievo la ricchezza di personificazioni, metafore, colori dei suoi racconti per capire come suo intento sia quello di stupire il lettore e il porre confusione fra i due mondi: quello dell'"io" e quello dell'"altro", quello della fantasia e quello della realtà. I racconti qui tradotti appartengono alla raccolta Kyousei kuukan del 1973, ma sono stati pubblicati in precedenza nella rivista Gunzou da cui ho potuto prendere i testi in originale. Il testo omonimo della raccolta incentra la storia sulla simbiosi di due sorelle Shouko e Fujiyo che da tempo hanno diradato i loro incontri probabilmente per il loro strano rapporto o per una questione d'amore. Anche Fujiyo è infatti innamorata del marito di Shouko, Nobuo. Ciò che spinge Fujiyo a tornare dalla sorella è probabilmente il fatto che Shouko è incinta anche se nessuno di loro parla mai di questo. Gli strani eventi di straordinaria sincronia fra le due sorelle, insieme alle storie passate che si inseriscono qua e là nel testo, arricchiscono il racconto di puro mistero fin quando Fujiyo se ne va e Nobuo sfata ogni fantasia della moglie su una possibile "chiaroveggenza" con la sorella. Nel secondo racconto, Seihou no kuni, gli elementi fantastici sono più evidenti e sono gli stessi che porteranno la protagonista a viaggiare insieme al suo uomo misterioso verso quel paese ad ovest dove finisce il cielo. I due unici protagonisti, che non necessitano di nome o d'età, vengono poco descritti mentre è tutto incentrato nella mente della donna che vive sola e soffocata dall'afa tra un grattacielo e l'altro. L'incontro con quell'uomo le farà provare per la prima volta il sentimento della felicità e a "cristallizzarla" in un bambino che vive in lei anche se infine quello stesso uomo le volterà le spalle.
Note
1. Woolf, Virginia. 1995. Una stanza tutta per sé. Einaudi, Torino.
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