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Katsushika Hokusai: un eccentrico della pittura

Introduzione

Durante la seconda metà del periodo Edo (1600-1867) si manifestò, in Giappone, un fenomeno che, sebbene in seguito a numerosi studi, sia risultato presente anche nelle età precedenti, si sviluppò in maniera completa soltanto tra la metà del 1700 e quella del 1800.

Si tratta del fenomeno dei kijin, termine che traduciamo come "eccentrico".
Caratteristica comune della categoria dei kijin era il volersi distaccare dalle regole sociali, artistiche, culturali, che la società imponeva loro.
Regole che i kijin ritenevano superate, perché, dotati di una genialità fuori del comune, erano capaci di guardare al futuro, senza farsi condizionare dalle tradizioni di un passato sempre vivo e presente.
Così si cimentarono in avvincenti esperienze pittoriche, spesso dando vita a vere e proprie correnti artistiche.

Nuovi motivi iconografici apparvero nei dipinti; nuovi mezzi tecnici, quali l'ombreggiatura e l'uso della prospettiva, importati dall'Occidente, furono adoperati; nuove caratterizzazioni furono date ai volti dei personaggi raffigurati.
Ma quel che più conta è che mutò il rapporto tra l'artista e la sua arte, la cui creazione non era più soltanto finalizzata al piacere della classe dominante e all'abbellimento delle loro case, ma si tramutava in un nuovo, personalissimo modo per comunicare la propria protesta sociale o i propri conflitti interiori.

Il non volersi uniformare alle rigide regole imposte non solo dalla società Tokugawa, ma anche dalle tradizionali scuole pittoriche giapponesi, come quelle di Kano, di Tosa e di Rinpa, divenne il loro personalissimo modo di reagire e di protestare. Forse l'unico che conoscevano.

In questo lavoro ci occuperemo inizialmente della nascita del fenomeno dei kijin, quali caratteristiche ne determinavano l'appartenenza alla categoria, i testi, le condizioni storico politiche in cui il fenomeno si sviluppò.
Dall'analisi e dall'approfondimento di queste tematiche, dallo studio di particolari personalità, quali Kobori Enshuu, Toshusai Sharaku, Maruyama Okyo, Nagasawa Rosetsu, Itou Jakuchuu, Soga Shouhaku, saremo, in modo molto naturale, condotti al kijin Hokusai.

Concordemente ritenuto da tutti uno dei più grandi artisti della storia dell'arte giapponese, deve gran parte della sua fama alle peculiari caratteristiche riscontrate non solo nelle opere, ma anche nella vita.
I continui cambiamenti di nome, la vita sregolata e disordinata, il disinteresse per il danaro, l'indifferenza alle convenzioni, le bizzarre rappresentazioni basterebbero da sole a determinare l'appartenenza di Hokusai alla categoria degli artisti posseduti dal kisou o "idea strana, eccentrica".

Se a questo aggiungiamo una produzione numericamente impressionante, il cimentarsi negli stili più diversi, nelle forme e nei modi più inusuali, la diversità degli argomenti e dei soggetti trattati, allora possiamo affermare che Hokusai rientra, a pieno titolo, nella categoria dei kijin.
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